Miles, ancora una volta sullo schermo….

… questa volta per un documentario, ‘fortunatamente’, mi viene quasi da dire, libere associazioni di idee… ;-).

Verrà presentato al Sundance Festival 2019: un prima garanzia, Robert Redford è uno che ha poca pratica con glamour e sensazionalismo. “Miles Davis: Birth of the Cool”, questo è il titolo, che non credo debba esser preso troppo alla lettera da noi jazz-dipendenti con una specifica relazione con la seminale impresa collettiva del 1949. Altro punto a favore, il regista: uno Stanley Nelson, già vincitore nel 2015 di un Emmy (il Grammy della TV) con “The Black Panthers: Vanguard of the Revolution”. Personali complimenti, si tratta di metter le mani in materia che dopo cinquant’anni scotta ancora negli States…. vedi anche l’imbarazzo dissimulato da sufficienza per il risultato estetico opposto allo stesso Robert Redford che con ‘The Company You Keep’ andava a riaprire problematicamente un altro rimosso ‘armadio chiuso’, quello dei Weathermen.

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Una bella pagina del ‘carnet di ballo’ di Miles: Jeanne Moreau…..Parigi 1958 

Se l’artista Davis, il jazzman ‘che ha cambiato quattro volte la musica’ (definizione sua), sta ormai entrando a buon diritto nel mito, l’uomo Miles non ha mai goduto di buona stampa né all’epoca, e meno che mai oggi sotto l’impero del politically correct. Rapporti tormentati e burrascosi con le donne, una calcolata ‘arroganza difensiva’ nei confronti dell’establishment dello show-biz e dei media (anche quello più socialmente consapevole ed aperto), svariate ‘disinvolture’ e durezze nei riguardi di colleghi musicisti, ed infine una oculata, ma impenitente amministrazione di vizi sino ad età che consiglierebbero già la buona cura dell’anima, la stessa attitudine che viceversa fa del borghese Mick Jagger un testimonial luciferino, cui è compiacentemente consentita qualsiasi transazione con il Maligno. Ed è proprio alla complessità e problematicità dell’uomo a cui sembra mirare Nelson, che si è avvalso di filmati privati ancora inediti, registrazioni di conversazioni in studio e testimonianze personali, tra cui figurano quella di Wayne Shorter, di Quincy Jones, di Ron Carter ed anche di Carlos Santana (sarà molto interessante il ritratto di Miles tracciato da un incrollabile credente nella santità laica di Coltrane…).

Noi aspettiamo con pazienza ed anzi con fede…. giustappunto non guasterebbe un bell’ex-voto in forma di ‘pizza’ cinematografica da deporre davanti agli uffici di Ponderosa per il JazzzMi 2019
Milton56

3 Comments

    1. …Non si chiedeva tanto… Cerco di rimediare fornendo qualche dato più ‘tecnico-profesionale’: è una coproduzione Eagle Rock Entertainment, Firelight Films and American Masters Pictures. La distribuzione in sala (negli States) è prevista per l’estate 2019. Grazie per la ‘fulminea’ attenzione. Milton56

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