Torino Jazz Festival: prime impressioni

E’ in rete il programma del Torino Jazz Festival che prenderà il via il 26 di questo mese. Al netto delle farneticazioni della giunta pentastellata (“Lo scorso anno la città ha premiato il Festival e di questo non possiamo che essere felici e ringraziare il pubblico, torinese e non, che lo ha seguito con entusiasmo” – Chiara Appendino; la verità invece è che si è trattato di un mezzo flop, riconosciuto a denti stretti a posteriori anche dalla giunta , sepolto come era nelle pieghe del Salone del libro) si possono trarre subito alcune impressioni:

a) nel rapporto budget/qualità delle proposte il festival è probabilmente il più equilibrato, se non il migliore, delle diverse edizioni succedutasi

b) il prezzo dei concerti a pagamento è assolutamente accessibile a chiunque, senza contare le molte altre proposte gratuite

c) c’è un buon equilibrio tra i musicisti presenti, non si arriva assolutamente allo sbraco che infesta Umbria Jazz e molti altri finti festival jazz. Le proposte non strettamente di stampo jazzistico appaiono comunque interessanti e non fatte per richiamare le folle

d) sulla immancabile presenza dell’Enrico nazionale faccio mie le parole di Gabriele Ferraris sulla Stampa: io adoro l’Enricone, e gli auguro in anticipo buonissimo compleanno: ma sant’iddio, allora diciamolo che Enrico Rava è l’ospite fisso del Tjf – cosa che a me sta benissimo e mi sembrerebbe anzi un dovuto omaggio a un grande torinese d’adozione – epperò non tiriamocela ogni volta come se fosse l’esclusiva del secolo… perché l’ottimo Rava è davvero una novità col botto, per il Tjf: finora ci ha suonato appena quattro volte su sette edizioni, nel 2017 – in versione Narrazioni Jazz -, nel2016, nel 2015 – ma in “trasferta” all’Expo Milano – e nel 2013.

e) la mancanza di Fringe è evidente e toglie indubbiamente molto al festival, ma la vicenda è ormai conclusa da tempo con il trasferimento della rassegna a Firenze

f) la politica vestita da sponsor ha sempre un linguaggio stonato, a prescindere dal colore. Prendo ancora in prestito le parole di Ferraris: Nella città di Torino, laboratorio di cultura per antonomasia, l’Amministrazione comunale sostiene e promuove produzioni e sperimentazioni musicali, collaborando con le diverse realtà presenti sul territorio. Saranno infatti 15 i club, in cui si suona jazz tutto l’anno, a essere coinvolti nella settima edizione del TJF. (Ecco: questo capoverso, deplorevole nella sua smaccata autoesaltazione di lorsignori, ero tentato di non pubblicarlo. Poi ho preferito lasciarlo, per dare testimonianza della continuità del potere, delle sue intollerabili vanterie che si ripetono sempre uguali indipendentemente dal culo che occupa lo scranno più alto. Con il Tjf si bullava Fassino come adesso si bulla Chiarabella: con lo stesso tono da pomodorini vantoni, e con l’aggravante che Chiarabella, prima di arrivare bullarsene, lo considerava inutile e dannoso. NdG). 
Il Festival è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino(‘Naltra che dovevano chiudere in un battibaleno e invece è ancora qui, alive and kicking.

g) non per vanagloria, ma commenti indipendenti e liberi di questo stampo (TdJ e Ferraris) non li leggerete da nessuna altra parte…..

PROGRAMMA FESTIVAL

Il TJF prenderà il via venerdì 26 APRILE, alle ore 18, al Circolo dei Lettori con la presentazione del libro ‘Jazz Area’ di Roberto Masotti. All’incontro, insieme all’autore, interverranno Peppino Ortoleva e Carlo Serra.

Alle ore 19, il gruppo Night Dreamers – Resident band del programma Rai5 ‘Nessun Dorma’ – suonerà alla Piazza dei Mestieri; alle ore 21, Jazz club Torino ospiterà la prima tappa del prestigioso concorso per solisti jazz ‘Premio Internazionale Massimo Urbani’ e, sempre alle 21, Laboratori di Barriera vedrà lo spettacolo di Paolo Ricca Group e John Etheridge storico chitarrista del gruppo Soft Machine mentre, la cantante Ginger Brew con il suo quintetto, sarà all’Osteria Rabezzana. Chiuderà la serata, al Café Neruda, il duo composto da Eleonora Strino (chitarra) e da Greg Cohen, importante contrabbassista a lungo collaboratore di John Zorn e Tom Waits.

 

Sabato 27 APRILE, dalle ore 10 alle ore 15.30, nei mercati (corso Spezia, via Di Nanni, piazza della Vittoria, piazza Foroni e piazza della Repubblica, Mercato Centrale) e nel centro storico, si esibirà la marching band Bandakadabra – gruppo che fa delle vie e delle piazze lo scenario ideale per suonare e il luogo da cui trarre ispirazione rielaborando rocksteady, balkan, swing – accompagnata dalle danze scatenate dei ballerini di lindy hop. Alle ore 17.30, il Teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini ospiterà Icp Trio Feat Han Bennink & Clgensemble. In questa occasione l’ensemble – che crea progetti in grado di integrare efficacemente persone disabili e professionisti della musica – incontrerà uno dei più influenti artisti dell’avanguardia europea, il batterista Han Bennink, icona della storica scena olandese, personaggio eclettico e istrionico qui alla guida di un trio estrapolato dalla ICP Orchestra (Instant Composers Pool), formazione olandese tra le più rilevanti in Europa. Alle ore 19, in Piazza dei Mestieri, il gruppo Torino Night Ensemble suonerà con il percussionista Don Moye per l’anniversario dei cinquant’anni dell’Art Ensemble of Chicago in Europa; alle ore 21, lo scrittore Giuseppe Culicchia, con l’accompagnamento poco ortodosso delle percussioni di Donato Stolfi, leggerà alcune pagine de ‘Il Grande Gatsby’ ai Bagni pubblici di via Agliè; sempre alle 21, al FolkClub, il meglio della sperimentazione made in N.Y. con Peter Evans e Levy Lorenzo, uno dei più grandi trombettisti viventi che incontra un estremo sound designer e percussionista; alle ore 22, al Capolinea8, il trio Hermanos omaggerà Paco De Lucia.

 

Domenica 28 APRILE, nella Sala Conference di CNH Industrial Village, alle ore 17, si potrà assistere alla lezione-concerto ‘Cartoons in Jazz’, uno spettacolo gratuito (fino ad esaurimento dei 400 posti) dedicato soprattutto alle famiglie e ai bambini dai 4 agli 11 anni. Un gruppo di sei musicisti proporrà dal vivo musiche e canzoni jazz tratte dai più amati cartoni animati della storia del cinema. Il tutto accompagnato da immagini originali, in un concerto in cui il pubblico e soprattutto i più piccini diventeranno i veri protagonisti. Al Conservatorio Giuseppe Verdi andrà in scena, alle ore 17.30, Fred Frith, padre dell’avanguardia chitarristica, in solo e, alle ore 21, sarà la volta di The Gavin Bryars Ensemble. Alle ore 21.30, Jazz Club Torino accoglierà le sonorità del sassofonista Don Menza, leggenda del jazz per big band mentre, alle ore 22, l’Osteria Rabezzana vedrà suonare insieme Tiziana Cappellino con Javier Girotto.

 

Piazza dei Mestieri, lunedì 29 APRILE, alle ore 19, presenterà Groovity in ‘NEWTONe’: quattro musicisti, quattro pensieri verso la ricerca dell’equilibrio dello spazio/tempo; il Teatro Piccolo Regio Giacomo Puccini, alle ore 21, ospiterà il duo norvegese costituito da Sidsel Endresen e Stian Westerhus e, alle ore 21.30, Jazz Club Torino sarà il palcoscenico di Deborah Carter.

 

Nella Giornata Internazionale Unesco per il Jazz, martedì 30 APRILE, saranno protagonisti: Pieranunzi, Tavolazzi e Zirilli al Conservatorio Giuseppe Verdi, alle ore 17.30 e, il trio del pianista Tommaso Perazzo, alle ore 19 al Mercato Centrale Torino (piazza della Repubblica). La sera, invece, dalle ore 21, alle OGR Torino si potrà assistere all’esibizione di Jon Balke ‘Siwan’ con l’Ensemble d’archi del Conservatorio di Torino (produzione originale TJF) e, a seguire, al concerto dell’attesissimo Joshua Redman Trio.

 

Mercoledì 1 MAGGIO, Jazz Club Torino, alle ore 19, ospiterà il chitarrista Tommaso Gambini con il sassofonista newyorkese Dayna Stephens. Alle ore 21, le OGR Torino accoglieranno 2 produzioni originali del TJF: Arto TunçBoyaciyan cantante e percussionista turco accompagnato dallo Sfom Quartet e successivamente il leggendario trombettista Randy Brecker e il giovane sassofonista Chad Lefkowitz-Brown, nuovo grande talento della scena newyorchese.

 

Giovedì 2 MAGGIO l’Aula Magna ‘Giovanni Agnelli’ del Politecnico, alle ore 17.30, avrà in programma il quintetto di Giovanni Guidi con il nuovo cd ‘Avec Le Temps’. Nello stesso giorno, alle ore 21, alle OGR Torino andrà in scena Lapsus Lumine Feat. Jim Black ed Ernst Reijseger ‘Moondog Project’ (produzione originale TJF) seguito da Rymden (Bugge Wesseltoft, accompagnato da Dan Berglund e Magnus ÖStröM del mitico E.S.T. Trio) ‘Reflections & Odysseys’. Alle ore 19, sul palco del Café Neruda gli Esagono porteranno un repertorio dedicato a Bob Dylan mentre, alla stessa ora, Jazz Club Torino vedrà nell’esibizione del musicista, scrittore, critico e blogger, Gilad Atzmon, fondersi l’improvvisazione jazzistica, le melodie mediorientali e le sonorità  dell’Europa dell’Est.

 

Venerdì 3 MAGGIO, alle ore 16.30, nell’Aula Magna ‘Giovanni Agnelli’ del Politecnico, Marco Tardito e gli Ossi Duri presenteranno il progetto multimediale

‘Eleven. Undici solfeggi futuristi’ mentre, alle ore 18, l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo aprirà le porte agli Accordi Disaccordi che saranno

sul palco insieme al violinista Florin Nicolescu e all’attore Giorgio Tirabassi. Al Jazz Club Torino, alle ore 19, si potrà ascoltare il trio internazionale Spanyi, Dobler, Di Castri, frutto del gemellaggio tra i conservatori di Torino e Losanna e, alle ore 21, le OGR Torino ospiteranno il figlio maggiore del regista Clint Eastwood, Kyle, che si esibirà insieme a Stefano Di Battista in ‘Gran Torino’. A seguire il concerto del quartetto di Eivind Aarset.

 

Il Torino Jazz Festival terminerà sabato 4 MAGGIO con 4 appuntamenti di altissimo livello: alle ore 17.30, il palco del Conservatorio Giuseppe Verdi, accoglierà uno degli artisti che hanno segnato la storia del rock: il bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones che si esibirà per la prima volta in Italia insieme ai musicisti Anssi Karttunen e Magnus Lindberg, con cui ha dato vita alla formazione inedita ‘Tres Coyotes’. Successivamente, dalle ore 20.30, sul palco delle OGR Torino suoneranno Michel Portal & Flavio Boltro Bbb Trio; Enrico Rava New Quartet ‘Rava 80’ e, Nik Bärtsch piano solo, quest’ultimo invitato da Nicola Ricciardi, Direttore Artistico delle OGR, insieme a Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, per proseguire l’indagine sul grande pianismo internazionale intrapresa nella scorsa edizione con il concerto del maestro americano Fred Hersch. L’evento è sostenuto dalla Fondazione Crt.

 

Durante tutto la rassegna il club Mad Dog ospiterà jam session curate dal pianista Fabio Giachino.

 

Oltre ai concerti e ai momenti di musica dal vivo quest’anno saranno in programma anche i Torino Jazz Meetings e la mostra ‘Black People in a White World – An Odyssey of Images by Valerio Corzani’.

 

 

2 Comments

  1. Festival sapientemente ‘sparpagliato’ geograficamente, per la felicità di molte piccole lobby locali.Il famoso Manuale Cencelli ha oramia lasciato la Politica per dilagare trionfalmente nella vita quotidiana, eziandio in quella “culturale” (scusino le virgolette, ma senza mi scappa da ridere 😉 ). Milton56

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  2. Commento di chirurgica precisione. Stona parecchio, in una rassegna di livello, “l’esibizione del musicista, scrittore, critico e blogger, Gilad Atzmon,”, personaggio che deve la sua relativa fama non allo sgangherato etno-jazz cui si rifà, ma ad una serie di libricini e di invettive raggelanti che lo posizionano come ebreo antisemita e negazionista della Shoah (basti guardare la pagina di wikipedia). Per dire, se costui avesse spedito il suo curriculum a Santa Teresa di Gallura avrebbe con ogni probabilità fatto esplodere il server.

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