L’undicesimo festival: Ambria Jazz

E’ iniziata la stagione dei festival estivi ed Enrico Bettinello su Il Giornale della Musica traccia un equilibrato (e pacato nei toni) elenco dei dieci migliori a suo giudizio. A mia volta vorrei integrare l’articolo con l’aggiunta di Ambria Jazz, prezioso festival di una provincia, quella di Sondrio, che è seconda solo a Treviso nel plebiscito bulgaro a favore della Lega nelle recenti elezioni europee.

Ed è evidente che in una terra che per decenni è stata bianca ed ora, con la stessa disinvoltura, è diventata verde, la musica afro americana non è proprio il pane della casa. Proporre cultura è diventato gesto eroico ormai nel nostro paese, ma lo è ancora di più qui, nel profondo nord, dove anche le associazioni storiche che per un quarto di secolo hanno proposto musiche fuori dagli schemi coro/banda hanno dovuto sventolare bandiera bianca.

Mi riferisco alla notizia della chiusura dell’esperienza di Quadrato Magico, che è indubbiamente un duro colpo per gli appassionati di musica di qualità. Nei ventiquattro anni di attività il gruppo di amici di Cosio ha sfornato una serie di proposte di artisti di altissimo livello che diversamente ben difficilmente sarebbero approdati in provincia.

Dalle cronache lette sui giornali locali sostanzialmente le motivazioni appaiono due: una mancanza di ricambio generazionale nella struttura organizzativa ed il venir meno degli sponsor, soprattutto privati.

La stessa situazione che ha portato alla chiusura, dopo 36 edizioni, del vicino Festival Jazz di Clusone , una manifestazione apprezzata e stimata più all’estero che nello stesso comune bergamasco. Nel caso specifico, oltre ai motivi menzionati, c’è stata anche l’improba impresa di sollecitare interesse e finanziamento a giunte culturalmente sorde a tutto ciò che non fosse politicamente assimilabile.

Ma non sono solamente i piccoli borghi a segnare il passo: dopo più di trenta edizioni anche Aperitivo in Concerto, la rassegna milanese al Teatro Manzoni, ha alzato bandiera bianca. Fininvest, lo sponsor storico, ha chiuso i rubinetti e per il pubblico milanese la perdita ha avuto un peso specifico notevolissimo. Nei trenta e più anni dal Manzoni sono transitati i più interessanti musicisti americani e non, una programmazione che nessun altro teatro o club è in grado di sostenere, tant’è che il blasonato Blue Note sopravvive soprattutto con cantanti e gruppi che poca parentela hanno con l’imprintig che il locale dovrebbe avere prescindendo dal nome.

Agli amici del Quadrato Magico va il mio, il nostro, ringraziamento per il lavoro di tanti anni. Lo dico con assoluta sincerità pur non essendo mai stato un assiduo frequentatore e non avendo a suo tempo risparmiato critiche ad alcune scelte programmatiche: l’insistenza su alcune forme musicali, la musica celta, il flamenco, il gospel, non mi hanno mai convinto, trovandole più una soluzione “alla moda” che non una reale esigenza di cartellone. Cosi’ come la ripetizione di alcuni grandi nomi del jazz, musicisti dall’indubbia fama e qualità ma visti anche troppe volte in provincia: con lo stesso budget si sarebbero potuti organizzare più concerti di jazzisti magari meno conosciuti ma spesso più interessanti e sinceri.

Ma tutte queste argomentazioni sono in fondo poco rilevanti, più che altro rappresentano il desiderio mio e di pochi altri appassionati che da decenni seguono con costanza le vicende musicali più intriganti e meno popolari. Quadrato Magico aveva il compito non indifferente di proporre qualità ma anche di riempire l’Auditorium, e, come purtroppo insegna la cronaca, qualità non fa rima con quantità. E comunque, nel corso degli anni, ha sfornato alcune serate veramente magiche delle quali conserverò ancora a lungo memoria.

In provincia, al di là delle meritorie manifestazioni coristiche e di musica classica, rimane ben poco per gli appassionati di musiche contemporanee : teniamoci ben stretto quel piccolo gioiello che è Ambria Jazz.

L’Associazione AmbriaJazz propone per il mese di luglio 2019 un festival musicale che si sviluppa su tutto il territorio provinciale  coinvolgendo numerosi Enti Locali ed Istituzionali, Associazioni, Consorzi ma anche Sponsor ed operatori pubblici e privati con cui collabora alla realizzazione degli eventi in tutta la Provincia di Sondrio, stimolando la partecipazione attiva della comunità.

La collaborazione con numerosi altri Festival italiani consente una attenta e puntuale selezione musicale. I concerti proposti guardano alla musica contemporanea e popolare di qualità con particolare attenzione alle proposte di giovani musicisti (circa un terzo sono under 30) e nuove formazioni provenienti da tutta Italia e dall’Estero.

Questa edizione del Festival porta artisti selezionati con estrema attenzione dal panorama Jazz italiano, grande attenzione è verso giovani emergenti come Jacopo Ferrazza, Enrico Zanisi, Francesco Diodati, Valerio Vantaggio, Stefano Carbonelli, Stefano Tamborrino che non passano inosservati alle orecchie degli appassionati; spazio alle donne in progetti di tutto rispetto come quello di Ada Montellanico che vuole accanto il caro amico Michel Godard, la francese Leila Martial ma anche Ludovica Manzo ed Alessandra Bossa con la loro proposta O’Jana.

Naturalmente  non mancano grandi nomi come gli italiani Fabrizio Bosso e Raffaele Casarano e due stranieri da brivido quali Grant Stewart e Gregory Privat.

 

Interessante la residenza artistica capitanata da Marcello Alulli con Enrico Zanisi, Jacopo Ferrazza e Valerio Vantaggio insieme alla performer Sophia Zaccaron ed al fotografo valtellinese Alaios Borinelli, a loro il compito di sviluppare la parte artistica del tema su cui è costruito tutto il Festival del 2019: “4 Elementi in Musica”. Un tema che attraverso la cultura conduce oltre, verso  la sensibilità che ognuno di noi potrà sviluppare su tematiche sociali  ambientali culturali.

 

https://www.giornaledellamusica.it/articoli/i-10-festival-jazz-dellestate-italiana?fbclid=IwAR189zrFiZCm6Yx6thW6ScJMxi6akyeAHYTm4HXk2Fqjf6Fy_NkcZO-GvmY

http://www.ambriajazzfestival.it/

 

1 Comment

  1. Ho sempre ammirato in Bettinello la chiarezza divulgativa. Adesso anche lo spirito ecumenico : “Un classico intramontabile”, Umbria Jazz. Vuoi metter poi il fascino dell’ambiente? Per sentire gente che altrove è in lizza per i Grammies e riempie le pagine ei vari Down Beat, Jazz Timas, Jazz Magazines sono previsti raduni a notte fonda in sito riservato ad autentici iniziati: meglio che in un film di cappa e spada! 😉 Milton56

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