La Limitata Valenza. Il sequel.

Ah, il MIUR…. Esoterico acronimo, di quelli che prima si coniano e poi ci si chiede cosa vogliano dire….. Qualche integrazione all’interessante post dell’amico Rob.

La messa al bando del jazz e della popular music ‘da tutte le scuole del Regno’ risale ahimè già al lontano 2016 (notare la data..). Cioè all’incirca, anno più anno meno, all’epoca in cui in adiacente Dicastero si proclamava solennemente il riconoscimento del Valore Culturale del Jazz, tra il tripudio di molti, che evidentemente si accontentano di una pergamena con sigillo ministeriale da appendere incorniciata in salotto, più che della possibilità di socchiudere le porte di un mondo musicale complesso a molti giovani che pensano di abbracciare la musica come professione.

A proposito: ed i titolari dei corsi soppressi, messi sulla strada dalla sera alla mattina, magari dopo aver passato anni a formarsi per quel compito? Bagattelle trascurabili nell’Italia Cazzuta di oggi (e dell’altro ieri….). Altra aggiunta: i licei musicali stanno perdendo costantemente iscritti da anni. Evidentemente quando il Demone Reazionario si risveglia non intende nemmeno le ragioni della Bottega…. Altri addetti ai lavori hanno osservato con acutezza che questa epurazione via circolare ministeriale si ripercuoterà inevitabilmente anche sui corsi di Jazz e Popolar Music esistenti presso vari Conservatori: impensabile iniziare da zero a livello universitario la formazione in un campo dove la pratica quotidiana e costante è tutto. Si rammenta che i Conservatori non servono solo per allevare nuovi Rubinstein o Benedetti Michelangeli, ma anche seri e colti professionisti che possano dedicarsi alla ‘musica quotidiana’ (da cui tra l’altro dipende molto la civiltà e la cultura musicale di una società).

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Un classico della Politica del Meno: la Tassa sul Macinato di S.E. Quintino Sella….

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…politica sempre calorosamente apprezzata dall’opinione pubblica: Milano 1898 in stato d’assedio. I Cavalleggeri di Bava Beccaris bivaccano in Piazza Duomo. Gli entusiasmi incontrollati provocano 81 morti e 450 feriti in tre giorni……

Ma per fortuna ai Governi degli Eroi delle Cesoie è succeduto quello del Cambiamento. Infatti si percepisce tutt’altro approccio: alle spalle l’economia della lesina e la ristrettezza mentale degli Ayatollah del Meno, vuoi mettere la profondità e lungimiranza di visione del Ministro Bussetti? Un’autentica Weltanschaung di altri tempi…… Criteri oggettivi di valutazione basati sui fogli di calendario, “fatti, non parole”. “…una musica circoscritta in un periodo storico e quindi di limitata valenza formativa”: perfetto, allora attendiamo ora la defenestrazione del Madrigale, per non parlare della Musica Barocca, una faccenda di clavicembali e fortepiani scordati e trombe stonate, un’arretratezza tecnologica durata largocirca quanto le cacofonie negre.

 

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Talvolta la grandiosità della Weltanschaung non consente adeguato apprezzamento dei dettagli… 

Beh, ora cerchiamo di vedere anche la metà piena del bicchiere: a più di un secolo di distanza, si conferma che il jazz non è una ‘musica normale’ e men che meno ‘neutrale’. Bene, è la miglior prova che è ancora viva e vegeta, se si attira queste biliose e subdole epurazioni. Ah, a proposito: giovin signori delle fanzines, a questo punto non venitevene fuori con il “gès-musica-di-papà-abbracciata-per-smania-di-promozione-sociale” e frescacce similari, perché diversamente si potrebbe trascendere (e cioè metter mano al lessico di vostro uso corrente).

Concludiamo le cronache di questo Medioevo Italiano prossimo venturo con una considerazione che purtroppo si impone in barba all’ecumenismo ‘bon vivant’: dalla complessiva vicenda escono male, ma molto male, certi ambienti della Musica con la ‘M’ maiuscola che non possono non esser stati coinvolti in queste scelte (se addirittura non le hanno ispirate). Del resto sono forse gli stessi a cui dobbiamo la fuga e l’esilio di un Claudio Abbado: a questo punto le platee scaligere con i cellulari che squillano durante i pianissimo (si trattava di un bis, tra l’altro…) sono solo una meritata nemesi. Un’armoniosa e melodiosa giornata ;-). Milton56

PS. Servirà a poco, ma meglio che stare zitti: firmate la petizione che chiede la revisione di questo atto di Buongoverno, è accompagnata anche da una sorta di ‘parere pro-veritate’ di Stefano Zenni. Ecco il LINK

 

5 Comments

  1. Da questo governo disastroso non potevamo attenderci niente di meglio. Complimenti a chi l’ha votato…..anche tra i jazzari e addetti ai lavori!!!!ahahah si ride per non piangere

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    1. Caro Jazz Guy, sulla Weltanshaung del Ministro Bussetti ci siamo fatti quattro amare risate, ma quantomeno è uscito allo scoperto fornendo pubblicamente le sue motivazioni per il mancato ripristino del reclutamento degli insegnanti di jazz. Ma teniamo bene a mente che questi sono stati messi alla porta DA ALTRI (verificare chi era il titolare del MIUR nel 2016….), i quali hanno accuratamente evitato un qualsiasi dibattito pubblico sulle loro scelte, realizzate con un opaco e sfuggente strumento burocratico. Del resto, che l’insofferenza verso la ‘musica negroide’ sia largamente condivisa in modo ‘bipartisan’ (altro termine che mi dà l’orticaria per l’ipocrisia con cui è speso dalle nostre parti) è fatto che ha radici che risalgono molto addietro nel tempo. Su questa imbarazzante trasversalità ha scritto cose molto acute – e documentate – la Harwell Celenza nel suo “Jazz all’Italiana”, libro parecchio recensito (spesso in modo malevolo), ma molto meno letto. Soprattutto nelle sue pagine finali, dedicate al secondo dopoguerra, nelle quali vengono sviluppati spunti di analisi inediti e direi spiazzanti, purtroppo poco sviluppati perché eccentrici rispetto alla struttura portante del libro. Avevo abbozzato un articolo/recensione proprio su questa parte della sua opera, ma poi l’ho accantonato perché il momento non è propizio ad una serena e distaccata rivisitazione di certe pagine dimenticate (o meglio rimosse) del nostro album di famiglia. Milton56

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      1. ben detto Milton. Se poi vogliamo far credere che il disastro sul jazz sia opera esclusiva di questo governo (che ovviamemte ci ha messo il carico, come si dice a briscola) allora si fa la solita propaganda misitificatoria di tipo politico trasposta al jazz. Le responsabilità sono chiare ed evidenti da molissimo tempo, ma, come al solito in certi ambienti, autocritica zero e scaricabarile a tutto spiano…

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  2. Per fortuna che i famosi, e celebrati dai rotocalchi, Protocolli di Fresu & C. con S. E. Dimissionario Franceschini hanno però messo i jazzisti italici in condizioni di totale sicurezza ed estrema agiatezza, se non erro.

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  3. Si certo non è un processo che nasce oggi, Lo so benissimo! Io riferivo a chi ha votato sperando che questi attuali CIALTRONI potessero avere rispetto per la CULTURA …

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