Esagerare

I virtuosismi jazz di Kamasi Washington e della sua band sono capaci di far danzare e sognare, di rapire e trasportare in una dimensione dello spirito fatta di colori, sentimenti e musica. Quest’anno Kamasi Washington torna al Circolo Magnolia di Milano il 16 luglio e promette nuove astrazioni cosmiche e allo stesso tempo intimistiche di una bellezza inedita.

Fonte: https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/kamasi-washington-genio-indiscusso-del-jazz-contemporaneo-torna-a-milano_3220121-201902a.shtml

KAMASI WASHINGTON
Martedì 9 luglio 2019, ore 21.00
Teatro G. Verdi, Gorizia

Potenza ed emozione, creatività e passione, Kamasi, il nuovo visionario prodigio della musica, ha rivoluzionato l’idea stessa del jazz, aprendo alla commistione di generi, liberandolo da formalismi filologici e virtuosismi inconcludenti. Insomma, il jazz come vorremmo che fosse sempre: musica libera.

Quando ero ragazzino c’era uno spot nel Carosello serale, dopo il quale noi pischelli si doveva andare a nanna, che presentava un personaggio simpaticissimo: Capitan Trinchetto, marinaio genovese con il vizio di esagerare giusto un poco…

Ora, è vero che si tratta di marketing e che bisogna assolutamente vendere il proprio prodotto, ma qui le iperboli si sprecano. Kamasi è sicuramente musicista interessante e sincero ma ancora non ha camminato sulle acque ne moltiplicato pani e pesci e solo il tempo ci dirà se si tratta  di un “nuovo visionario prodigio” o magari solo dell’uomo capitato nel posto giusto (la Flying Lotus) al momento giusto. In attesa di vederlo dal vivo e di ascoltarlo nelle prossime uscite sarebbe il caso di abbassare i toni. 

1 Comment

  1. Sorvoliamo su qualsiasi questione di merito circa il valore artistico di Kamasi (senza però accantonare la questione di una sua certa presa sul pubblico giovanile, sinora digiuno di qualsiasi esperienza apparentabile con il jazz). Soffermiamoci sui toni dell’informazione: direi che da un giornalismo che ha teorizzato ibridi inquietanti come lo ‘infotainment’, l’iperadrenalina ed il sensazionalismo è il minimo che ci si possa aspettare. Quindi sappiamo che nei rari casi in cui viene delegato un generico redattore a scrivere qualcosa di musica avremo a disposizione un po’ di carta per avvolgerci il pesce (con quello che costa, però…..). Purtroppo di fronte ad una certa bolla mediatica che ormai tende ad invadere tutto il nostro orizzonte ci sono due sole scelte: o consapevolmente abitarci dentro come il protagonista del profetico ‘Truman Show’, oppure fuoriuscirne senza rimpianti e sensi di colpa, tanto non si perde nulla in termini di informazione. Quando succede veramente qualcosa, ad accorgersene sono proprio gli eremiti che hanno fatto secessione, le corazzate dell’infotainment seguono solo molto dopo. Tornando alla musica, l’importante è sobrietà ed indipendenza di giudizio della poca informazione specializzata che sopravvive, sulla cui integrità non si deve transigere. Che per Kamasi squillino le stesse trombe stentoree che per Jovanotti poco ci importa: invece se fossi Kamasi mi preoccuperei un pochino… non si entra in certi circhi senza pagare prima o poi il biglietto….. Milton56

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