Intuition

” Intuition ” è il titolo di una libera improvvisazione del quintetto di Lennie Tristano. Fu registrato il 16 maggio 1949,  ed è considerato come uno dei primi due dischi jazz improvvisati liberamente, insieme a “Digression” (realizzato nella stessa sessione).

Il pianista, come ricorda nel libro di Eumni Shim “Lennie Tristano: his life in music” del 2007 dal quale riprendo le principali informazioni: “Quando avevo sette anni la mia famiglia acquistò un fonografo. Ascoltavo  vecchi dischi jazz e poi semplicemente mi sedevo al piano e suonavo qualsiasi cosa – nessuna melodia in particolare”.

Il quintetto che registrò “Intuition” era formato dal leader Tristano, dal sassofonista tenore Warne Marsh dal sassofonista alto Lee Konitz dal chitarrista Billy Bauer e dal bassista Arnold Fishkin La maggior parte dei membri di questa band aveva già suonato libere improvvisazioni insieme in precedenza.  Il 16 maggio 1949 era il terzo giorno di registrazione della band per Capitol Records , e Tristano decise di provare alcuni brani improvvisati liberamente.

La sequenza in cui i musicisti si sarebbero uniti nell’esecuzione ed il tempo approssimativo di quegli ingressi, erano programmati  ma nient’altro – armonia, chiave, indicazione del tempo, tempo, melodia o ritmo – era preparato o impostato.I cinque musicisti furono tenuti insieme da “interazione contrappuntistica”.

La struttura è presente nell’esecuzione a causa della “stretta interazione tra musicisti, quando entrano a imitazione di una figura precedentemente suonata da un altro membro”. Tristano apre la registrazione, quindi, a intervalli di circa 20 secondi, ciascuno degli altri quattro musicisti si unisce. Il pianista suona in un implicito quattro quarti, ma aggiunge frasi che forniscono agli altri un trampolino ideale di entrata. L’ingresso di Konitz rafforza un centro tonale , Bauer inizialmente risponde a una sezione scalare, quindi interagisce strettamente con Tristano. Marsh inizia al minuto 1:09, estendendo un motivo precedente, indi si sposta in cinque quarti come gli altri, tranne Fishkin.  I cinque membri interagiscono quindi in contrappunto prima che Tristano, al minuto 1:44, esegua alcune scale veloci, il che porta ad un ulteriore musica d’ensemble suonando fino a quando Tristano segnala la fine della performance.

Secondo Tristano, “Non appena abbiamo iniziato a suonare, l’ingegnere alzò le mani e lasciò la sua postazione. Lui e la direzione di A&R pensarono che fossi così idiota che si rifiutarono di pagarmi per i brani registrati, tantomeno di liberarli”.

Il critico Barry Ulanov è convinto che durante la sessione sono state registrate quattro libere improvvisazioni, ma Capitol ne ha cancellate due. Tristano dichiarò che i brani sopravvissuti furono liberati solo dopo che il dj Symphony Sid riprodusse copie nei suoi programmi radiofonici.

“Intuition” è stato pubblicato alla fine del 1950 ed è stato immediatamente elogiato dalla critica.  Ulanov lo descrisse, insieme a “Digression”, come “l’esperimento più audace mai tentato nel jazz”.   All’epoca, anche il sassofonista Charlie Parker e il compositore Aaron Copland ne furono colpiti. Numerosi altri musicisti dell’epoca, tuttavia, pensavano che la musica di Tristano fosse troppo avanzata ed emotivamente fredda.

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2 Comments

  1. Beh. la storia del jazz è costellata da episodi di censura simili – ad esempio, i ‘fischi d’ancia’ cancellati dalle registrazioni di Charlie Parker. Il racconto mette poi in evidenza il potere di fatto che le case discografiche – soprattutto quelle grandi che costituivano l’establishment discografico – erano in grado di esercitare sulle creazioni dei musicisti. Solo nei vituperati anni ’70 ci fu qualche tentativo di autogestione da parte di jazzmen più dotati sotto il profilo organizzativo (molto pochi, va riconosciuto): uno dei pochi esempi brillanti fu la Strata East di Charles Tolliver e Stanley Cowell (purtroppo ora desaparecida anche nella galasssia dello streaming…). Tornaando a Tristano, grandissimo musicista, ma va detto che un suo atteggiamento misantropico (forse giustificabile con la sua dura epsrienza di vita nell’adolescenza e prima giovinezza) lo ha penaalizzato, non solo dal punto di vista della notorietà, ma anche da quello dell’influenza artistica. Purtroppo nel bagaglio del vero jazzman deve rientrare anche quel po’ di durezza e duttilità indispensabili per trattare con il mondo del music business. Questo vale massimamente per gli anni dai ’50 ai ’70, ma in misura minore anche oggi….. ;-). Milton56

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