ROVAtions! 45 anni e ancora…

The polish of this celebrated self contained unit is matched only by their daring.
― The New Yorker
Rova is not only the hardest-working saxophone quartet in blow-business, they are also the finest.
― Downbeat Magazine
Rova is arguably the most exciting of the saxophone quartets to emerge in the format’s late ‘70s boom.
― Jazz: The Rough Guide

“un brulicante cosmo di suoni di sassofono” creato “rifuggendo deliberatamente le nozioni convenzionali sullo swing [e ] spingendo i confini del suono e dello spazio….” (The Penguin Guide to Jazz)


Personnel: Steve AdamsJon RaskinBruce AckleyLarry Ochs – saxophones, visual cues, music

Rova Saxophone Quartet è un quartetto di sassofoni americano con sede a  San Francisco, formato nell’ottobre 1977.  Il nome “Rova” è un acronimo formato dalle ultime iniziali dei membri fondatori: Jon Raskin, Larry Ochs, Andrew Voigt e Bruce Ackley. Quando Voigt se ne andò nel 1988, fu sostituito da Steve Adams, ma il gruppo non cambiò l’acronimo.

Rova è uno dei gruppi più longevi del movimento musicale che affonda le sue radici nel post-bop, nel free jazz, nell’avant-rock e nella nuova musica del XX secolo. Dalla sua fondazione , il Rova Saxophone Quartet è stato acclamato e riconosciuto per il ruolo fondamentale svolto per estendere gli orizzonti di genere della musica contemporanea. Esplorando la sintesi di composizione e improvvisazione collettiva in modi sempre diversi, il Rova ha tratto ispirazione da arti visive, poesia e danza contemporanea, ma anche dagli stili tradizionali e popolari di Africa e Asia. E poi c’è il blues: sempre un elemento imprescindibile.
Oltre a presentare le proprie composizioni, la lista di commissioni e collaborazioni dei Rova in questi decenni include: Henry Kaiser, Anthony Braxton, Terry Riley, Alvin Curran, John Zorn, Fred Frith, Nels Cline, Tim Berne, Kronos Quartet, Lawrence ‘Butch’ Morris, Jack DeJohnette, John Carter, Muhal Richard Abrams, Barry Guy e moltissimi altri.

L’obiettivo musicale del Rova Sax Quartet è sempre stato, dal 1978, quello di istigare, sfidare e ispirare. Il gruppo esplora la sintesi tra composizione e improvvisazione collettiva, creando musica emozionante e rivoluzionaria. Rova:Arts , fondata nel 1986, funge da organizzazione ombrello per i musicisti, facilitando gli obiettivi, le produzioni e i tour, le collaborazioni e i progetti speciali.

E domani sera a Berkeley Il Rova Saxophone Quartet, unitamente a Fred Frith con il suo trio, e Donald Robinson alla batteria, festeggerà il quarantacinquesimo anno di attività.

Questi spiriti affini si uniranno a Rova per miscele magistrali di musica composta e improvvisata, il cui intreccio ha sorpreso e deliziato il pubblico nella Bay Area e oltre per quasi cinquant’anni. Le opere del quartetto sono spesso incorniciate da strutture compositive che accendono improvvisazioni attentamente realizzate e altamente originali. Fin dalla sua nascita Rova ha collaborato con altri individui e gruppi per co-creare l’inaspettato. Per questa serata speciale Rova presenterà nuovi lavori come quartetto, suonerà improvvisazioni in quintetto con Robinson e preparerà alcune jam singolari con Frith alla chitarra, Jason Hoopes al basso e Jordan Glenn alla batteria. Questa è un’opportunità emozionante e rara per catturare otto intrepidi praticanti della musica avventurosa della Bay Area. Peccato ci separino quasi 6 mila miglia….

Maggiori informazioni su Rova e Rova:Arts qui: www.rova.org

2 Comments

  1. In effetti in Italia si sono visti raramente. A mia memoria a Milano una sola volta. A questo proposito ho un aneddoto personale : più o meno un quarto di secolo fa suonarono in un club (che naturalmente non c’è più) a Sesto S.Giovanni. Un mio più giovane collega di lavoro, sapendo che spesso mi sobbarcavo la trasferta fino in città, mi chiese di partecipare. Sapevo che era attratto dalla musica ma sapevo anche che i suoi gusti non uscivano da un rock storico e da qualche cantautore più o meno meticciato con il blues. La prima volta vedemmo il trio di Paul Motian, Joe Lovano e Bill Frisell, e il suo entusiasmo era palpabile. Per il Rova lo misi in guardia, inutilmente. Fatto sta che ne uscì talmente sconvolto e sopraffatto che ancora oggi, quando raramente lo incrocio, me lo ricorda con uno sdegno pari almeno al mio sorriso…..

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