Pietro Ciancaglini – “Consecutio” (Gleam Records)

Realizzare un disco con il basso elettrico protagonista assoluto può essere tanto un’idea originale quanto un azzardo sotto il profilo estetico. Qui si ascolta lo strumento nelle mani del titolare Pietro Ciancaglini andare ben oltre il tradizionale ruolo di pulsazione ritmica che normalmente siamo abituati a riconoscere: il basso, nelle varianti acustica, elettrica ed a sei corde, è strumento solista, voce dialogante con il piano elettrico di Pietro Lussu, artefice di linee melodiche talvolta doppiate dalla voce di Chiara Orlando ed infine, naturalmente, “compagno” della agile batteria di Armando Sciommeri. “Consecutio” è il quarto album del musicista e didatta romano, che vanta in carriera collaborazioni con giganti come Steve Grossmann, George Garzone, George Cables, Joe Chambers, Eliot Zigmund,, Lee Konitz e la partecipazione a progetti di rilievo come gli albums “Ortodoxa” di Salvatore Bonafede (Red Records /2001), e “Five For Fun”(Blue Note /2008) del quintetto High Five di Fabrizio Bosso oltre a numerose registrazioni con il cantante Mario Biondi. E pare un punto di arrivo nella visione di una forma jazz ampia ed aperta a diverse influenze, costruita su solide basi ritmiche, talvolta sparse di umori latini, frasi melodiche ben evidenti e cantabili, il ruolo virtuosistico del basso, ed un’attitudine al groove che marchia gli episodi migliori del cd.

Ovvero quelli nei quali il clima si surriscalda rapidamente grazie alle serrate cadenze della ritmica coadiuvata dal bordone di un rhodes che opera in funzione di contraltare rispetto al basso, e lo sviluppo generale in clima da jam session si apre ad esiti imprevedibili con ampi spazi al dialogo costruito sul momento. Ad esempio “Consecutio” con un virtuosistico lavoro del basso che intervalla le serrate sequenze del piano elettrico su un tappetio ritmico incalzante. O la travolgente “Shades of East” costruita su una struttura similare ma con il lavoro della batteria in grande evidenza ed una agile sezione swingante. O ancora, il singolo “Big souls” con refrain basso/voce di immediata presa ed efficacia.

Altre facce del mondo musicale di Ciancaglini alludono ad un versante melodicamente più easy, declinato in chiave bossa nova (Two wings” ed una dinamica “Things that change” con parti soliste di tutti gli strumenti ), in fusion raffinata e ricca di contrasti timbrici “(“7:45 am”) e ad un pop jazz che vede protagonista il canto strumentale della cantante Chiara Orlando (“Deep” e la conclusiva “Unspoken words” ) fino ad alcuni concisi spazi riservati all’improvvisazione ( “Free Frigio” e ” Umore dominante” ).

All’ascolto di ciascuno sciogliere il dilemma iniziale (io mi colloco esattamente a metà fra le due opzioni); il disco, candidato ad entrare nel massimo gradimento di tutti coloro che abbiano a che fare con un basso, riesce a convogliare le notevoli doti tecniche dei musicisti nella creazione di un universo sonoro in cui convivono levità e contenuti di maggior peso.

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