Jazz albums of the year 2023

Sul nostro spazio Facebook ho pubblicato quattro classifiche dell’anno (che potete le ggere a piè pagina), due prese da riviste canoniche (Down Beat, Jazzwise) e due prese da siti dedicati alla musica jazz. Come è facile immaginare, a breve saremo sommersi dai nominativi preferiti dell’anno, magazine (in primis il Top Jazz di Musica Jazz), siti e blog, noi compresi, stileranno i propri preferiti in una orgia di nomi e proposte che ci accompagnerà almeno fino a gennaio.

Anticipo tutti, non esprimendo ancora le mie scelte, ma sottolineando quello che appare evidente nei quattro link relativi al 2023. Innanzitutto segnalando come le scelte non evidenzino uno o più album preferenzialmente comuni a tutti, segno di grande parcellizzazione delle proposte e della mancanza di un vero e grande protagonista dell’anno in corso, da tutti riconosciuto e segnalato. Situazione questa che è diventata ormai comune negli ultimi anni, mancando figure trainanti al pari del passato, compensate da un fitto panorama di ottimi musicisti dai quali però raramente provengono indicazioni di nuovi percorsi e nuove idee, sostituite perlopiù da da rielaborazioni e contaminazioni di vario genere, il cui limite spesso è il corto respiro.

La seconda considerazione che mi pare di rilevare dalle classifiche, in particolare dei due magazine dedicati, riguarda le preferenze che a mio parere sembra vadano più verso una proposta musicale tranquillizzante, consolatoria, quasi da tappeto sonoro di sottofondo. Nulla di male, naturalmente, ma personalmente rimango dell’opinione che il jazz più che accarezzare, debba azzannare. Insomma, non un animale da compagnia ma una bestia feroce, in grado di scuotere, sradicare, percuotere la percezione e l’emozione dell’ascolto.

Ovviamente è solo un mio modo di vedere, che però ben si adatta all’elenco che stila il sito Bestofjazz.org, dove non c’è posto per l’ascolto distratto o da sottofondo glamour. Esistono album dall’atmosfera raccolta e rarefatta che sono in grado di dare le stesse grandi emozioni, ma nel panorama contemporaneo sono rari. Segnalo allora il meraviglioso duo Kurt Rosenwinkel e Geri Allen ( A lovesome thing), un concerto inedito del 2012 e pubblicato solo ora, sei anni dopo la scomparsa della pianista, entrato direttamente nel mio cuore e nel mazzo degli album migliori, l’elenco dei quali, però, è troppo presto per essere svelato.

https://www.jazzwise.com/features/article/jazzwise-albums-of-the-year-2023

https://downbeat.com/news/detail/top-10-jazz-albums-of-the-year

https://www.albumoftheyear.org/genre/35-jazz/2023/all-music/

bestofjazz.org

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