Le novità discografiche targate E.C.M.

Tre nuovi album ECM sono usciti da pochi giorni su CD.

Taking Turns, registrato all’Avatar Studio di New York un decennio fa, vede il chitarrista danese Jakob Bro affiancato da un cast multigenerazionale di improvvisatori, tutti musicisti molto distintivi. Lee Konitz, Andrew Cyrille, Bill Frisell, Jason Moran e Thomas Morgan prestano le loro energie a una sessione che aggira le convenzioni della band “all-star” e pone l’accento sul lavoro di squadra. La musica consapevole dello spazio di Bro incoraggia nuove risposte: un accenno atmosferico o un frammento di melodia delicata, che apre nuovi sentieri da esplorare. “Le mie composizioni riguardano l’intravedere un sentimento, abbozzarlo e poi dispiegarlo mentre registriamo”, ha affermato Jakob Bro all’epoca.

Messaggi musicali da Oslo, New York, Basilea e Lugano, registrati tra il 2018 e il 2022, sono giustapposti e ricombinati in una registrazione avvincente che vede il batterista norvegese Thomas Strønen da solista e in una serie di duetti. Con partner come Craig Taborn, Chris Potter, Sinikka Langeland e Jorge Rossy, il quadro di riferimento musicale è molto ampio. Elementi che vanno dal folk arcaico di Langeland al sassofono post-Coltrane di Potter e al pianoforte modernista vorticoso di Taborn trovano ciascuno il loro posto in un progetto che implica nuovi fili di connettività, nuove relazioni creative. L’album è stato completato e mixato da Strønen e dal produttore Manfred Eicher presso i Bavaria Musikstudios di Monaco nel febbraio 2023.

Arild Andersen, uno dei bassisti jazz più acclamati, presenta il suo primo album da solista. Caratteristicamente ampio nella sua portata musicale e nella sua gamma creativa, Landloper è stato registrato principalmente al Victoria Nasjonal Jazzscene di Oslo (con un pezzo registrato a casa di Arild). La scelta del repertorio in questo recital riflette il percorso artistico di Arild e, accanto agli originali di Andersen (“Dreamhorse”, “Mira”, “Landloper”), troviamo musica tradizionale norvegese (“Old Stev”), uno standard jazz romantico (“A Nightingale Sang In Berkeley Square”) e una nuova luce gettata sui classici del free jazz (“Ghosts” di Albert Ayler, “Lonely Woman” di Ornette Coleman, “Song for Che” di Charlie Haden). Le esibizioni di Andersen combinano il suo magistrale modo di suonare il basso con la creazione in tempo reale di loop elettronici che conferiscono una dimensione atmosferica all’esecuzione da solista e nuove opportunità di interazione.

Ad un primo sommario ascolto si tratta di tre notevoli album, anche se rimane difficile comprendere i motivi che hanno tenuto in un cassetto per dieci anni l’ album di Jakob Bro, certamente il più coinvolgente del terzetto per quantità di talenti. Ma anche gli altri due album si staccano notevolmente da una media qualitativa generale grazie ad un percorso originale, frutto di collaborazioni creative o di solitario percorso all’ insegna della classe e della liricità. ECM da sempre divide gli appassionati , il particolare “suono” che da sempre caratterizza gli album prodotti da Eicher non riscuote consensi univoci, ma in questi tre album la qualità e la creatività dei protagonisti mette in secondo piano le divergenze di suono e produzione. Assolutamente da ascoltare.

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