Paquito D’Rivera Madrid – New York Connection Band – “La Fleur De Cayenne”

PAQUITO D’RIVERA – La Fleur de Cayenne (Sunnyside) Supporti disponibili: CD-LP

Serve una certa pazienza per mettere mano alla massiccia, caotica e ampiamente sottovalutata discografia del cubano Paquito D’Rivera, musicista classe ‘48 che imbracciando sax e clarinetto ha contribuito senza risparmio di forze a lanciare ponti, connessioni e rilanci tra il jazz ed il mondo musicale latino americano, attraverso uno stile solare e di rapida presa, sempre onesto e ricco di virtuosismi, fin da quando raccolse lo scettro di un gigante come Dizzy Gillespie e della sua United Nation Orchestra. E ne approfittiamo per goderci un documento storico con presentazione dello stesso Dizzy, datato 1989, anno in cui vidi l’Orchestra a MIlano, sgranando gli occhi.

questo live at Royal Festival Hall di Londra è reperibile e caldamente raccomandato , etichetta Enja.

Digressione: il Jazz “latino” in Italia ha sempre sofferto mostruosamente, geni musicali assoluti vengono valutati con un’alzata di sopracciglio da gran parte della c.d. Critica Musicale che si toglie con fastidio le cuffie, da cui escono pernacchie di sbilenchi quartetti norvegesi o ravennati, per toccare solo con mascherina e lunghi guanti da cerusico opere di questo tipo. Questo discutibile modus operandi, che dura da decenni, ignora con costanza un’intera area geografico-storica di basilare interesse e si è riverberato sul pubblico jazzistico che in molti casi considera troppo “commerciali” operazioni come questa di cui parliamo oggi, in cui il jazz è invece ingrediente primario, ma non raffinato, non edulcorato, non sottoposto a trattamenti minimalisti o a sbiancamenti in Baviera, quindi in molti casi semplicemente indigeribile.

Tornando in tema, a Paquito e alla sua banda, sarà pur vero che non tutti i dischi pubblicati, spesso live, sono ovviamente dello stesso livello, ma questo Sunnyside, inciso con un gruppo di cubani espatriati a Madrid semplicemente entusiasti di collaborare con un mito di questo calibro, è un disco-acquarello che funziona alla grande, tanto è vero pochi giorni fa si è beccato una meritata nomination al Grammy per il 2026, categoria Latin Jazz, claro.

Le cose si fanno molto interessanti quando Paquito y amigos si dedicano a variazioni e ceselli intorno allo Joropo, melodia venezuelana simbolo dell’identità nazionale, un genere declinato in vari modi e che deriva dal termine “festa”, musica che viene esplorata in diverse tracce, tra cui la title-track, un vero e proprio cavallo di battaglia suonato mille volte con il fido compare Chucho Valdès e che qui sfrutta la liason con il pianista Pepe Rivero, una sorta di co-leader, sempre attento sia nel continuo appoggio alla band e pronto a cogliere ogni stimolo del veterano per misurate sortite solistiche, molto a suo agio anche nei passaggi argentini (deliziosa “Paq-Man in La Pampa”) e spagnoli dell’opera, brani che vengono fusi in un’estetica comune che sfocia in modo del tutto naturale.

Rileviamo in scaletta ben due tracce storiche dell’amato Ernesto Leucona, che non a caso veniva chiamato il “Gershwin cubano”, che attirano l’attenzione e ci catapultano su la Izla Feliz in short e Cuba Libre in mano, sono “Ante El Escorial”, brano cangiante che s’apre solenne e si chiude con sbarazzino swing, ed in cui si apprezza il lato bluesy di Paquito sciorinato al contralto, ed “A La Antigua” dove invece è il suo mitico clarinetto a brillare sulla contagiosa melodia portata dal pianoforte di Rivero e dal vibrafono di un venezuelano di stanza a Valencia, Sebastián Laverde, magnifica sorpresa di questo album, un nome che va tenuto sicuramente in considerazione. Chi scrive ha trovato invece leggermente stucchevoli gli inserti, da ospite ,dell’armonica di Antonio Serrano, anche nella conclusiva “Cinema Paradiso” del nostro Ennio Morricone.

Paquito D’Rivera – clarinetto e sax contralto
Pepe Rivero – piano
Reynier Elizarde “El Negron” – contrabasso
Georvis Pic – batteria
Yuvisney Aguilar – percussioni
Sebastian Laverde – vibrafono
Antonio Serrano – armonica in due brani

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