Remarkable Jazz ’25 – Selezione dal Tracker’s Digest

Molti ascolti anche quest’anno, molte suggestioni dalla stampa e -soprattutto- dagli amici colleghi di redazione, molti GB di files ricevuti, molti più di quelli ascoltati, molti treni persi nel senso di live sfuggiti, qualche occasione stupenda imbroccata, quintali di jazz fruito, specie in viaggio ecc. Qui nella calza della befana di quest’anno si parla di dischi, ci si chiede conto di un anno, le considerazioni degli altri jazz-trackers sono un po’ le mie, inutile continuare con ulteriori stridor di denti, visto che il JAZZ ITALIANO vive un momento eccelso (qualcuno informi i jazzisti medesimi!), anzi è il FENOMENO dell’anno proprio dal punto di vista dei denari, a sentire AGIS, quelli di I-Jazz e una selva di “addetti ai lavori”. Ci aiuta l’ineffabile “AI” che conferma quanto segue: “La definizione non è un semplice slogan, ma si basa su statistiche concrete registrate nel 2024 e consolidate nel 2025: 7.100 concerti effettuati (+6,9% rispetto al periodo precedente) 1,2 milioni di spettatori complessivi. +18,6% di presenze, un balzo record che supera gli altri generi musicali.  La situazione italiana nel 2025 non viene definita solo una “crescita”, ma un vero e proprio rinascimento jazz o “esplosione”. Il termine “rinascimento” è particolarmente azzeccato perché non si tratta solo di numeri in aumento, ma di un rinnovato interesse culturale e di una profonda innovazione artistica. Ecco i cardini del fenomeno: Diffusione CapillareInnovazione Artistica- Riconoscimento InternazionaleTurismo Culturale

In sintesi, stiamo assistendo a una fase storica in cui il Jazz italiano ha ritrovato vigore, pubblico e innovazione, meritando a pieno titolo la definizione di fenomeno culturale dell’anno.

“Dio Bono, SI! Fenomeno” è la parola giusta!” – Architetto Rambaldo Melandri
“Nel 99% dei casi è la prostata, non si monti la testa” – Direttrice dell’Ospizio.

E veniamo alla Lista! In alcuni casi ne abbiamo parlato su TDJ e vi rimandiamo all’opportuno link, in altri no, in altri ne parleremo. Buon ascolto e buon anno…a tutto jazz!

LINDA MAY HAN HO TRIO – Strange Heavens (Biophilia Records)

Strani paradisi per nulla artificiali quelli che intercettano Oh, Akinmusire e Sorey, un trio eccezionale che spero continui a produrre.

MIGUEL ZENON – “Vanguardia Subterrànea: Live at the Village Vanguard” (Miel Music)

Ne parleremo tra poco su TdJ, disco dal vivo di travolgente bellezza che incendia la notte newyorkese.


MICHAEL DEASE – City Life – Music of Gregg Hill (Origin) 

DENNY ZEITLIN – “With a Song in My Heart ” – Exploring the Music of Richard Rodgers (Sunnyside)

JOSHUA REDMAN – WORD FALLS SHORT (Blue Note)

Vi rimandiamo alle felici considerazioni degli amici di OF Topic Magazine su questo secondo disco per Blue Note di Redman, potente e ispirato.

JEREMY PELT – Woven (High Note)

In questo caso rimandiamo al nostro ottimo AndBar che ne ha parlato a febbraio sul nostro sito:

JD ALLEN – Love Letters (Savant)

Non so che farci, ogni anno inserisco i suoi lavori tra i migliori, me ne rendo conto, ma è colpa sua che sa solo fare dischi di questa intensità. Ballads a livello stratosfera.

JOHN SCOFIELD – DAVE HOLLAND – Memories of Home (ECM)

Due maestri assoluti, dopo un lungo tour mondiale sugellano il re-incontro con un disco prezioso, che gronda blues e sapienza in ogni nota, in ogni silenzio.

SULLIVAN FORTNER – SOUTHERN NIGHTS (ARTWORK)

Il pianista di New Orleans a inizio ’25 timbra un album di grande calore, comfort food dell’anima. Insieme a Cécile McLorin Salvant (che quest’anno ha proposto “Oh, Snap“, un crogiuolo folk – pop – elettro-dance di non facile catalogazione) compongono una coppia assortita al meglio, ma è qui, col suo trio, che lo vediamo decollare. Interessante, per conoscerlo, l’intervista che segnaliamo prima della clip: https://jazzweekly.com/2025/03/sullivan-fortner-interview/

CHICK COREA – TRILOGY 3 (Candid)

Per le ristampe rimando alla Milton’s List e al catalogo Strata East Records riproposto da Mack Avenue e segnalo un’altra vera chicca 2025 ovvero la notizia del riemergere del catalogo Muse affidato a quel volpone dall’orecchio fino di Zev Feldman, le prime uscite rispolverano album gloriosi di Woody Shaw e Joe Chambers.

Quanto ai nostri confini, più che di fenomenologia plaudiamo piuttosto al coraggio di chi ancora crede in questa musica, nonostante non goda di alcun serio passaggio televisivo/radiofonico/giornalistico e nonostante imperi il fenomeno, quello si, di una ristretta cricca di nomi che si mangia il 90% dell’esigua torta.

Comunque sia appuntiamo la nostra medaglietta di ottone 2025 ai benemeriti autori di questi dischi che consigliamo:

TOMMASO IACOVIELLO – BIRDS (GleAm records)

…ne parleremo con pezzo dedicato all’album. Gran bell’esordio!

GIOVANNI DI GIACOMO (Feat. Fabrizio Bosso) “Time To Reset” (Barly Records)

…anche di questo ne parleremo. Gran bell’esordio (2)!

LUIGI GRASSO NDR BIG BAND – LA DIMORA DELL’ALTROVE (LP 345 Records)

La NDR, Big Band della Radio televisione tedesca, è una vera istituzione jazzistica. Il nostro Luigi Grasso vi suona da anni il sax baritono ed ora ha pubblicato come leader questo impegnativo lavoro che ci ricorda quanto sia bello e per certi versi necessario ascoltare una big band. Di questo livello, poi…

ANTONIO FARAO’ – KIND OF … (Notes Around AG)

2 Comments

  1. Sempre interessante e anche ironico!

    Sono contento di questa nuova rinascita… e quest’anno ci sarà (speriamo) un altro luogo dove poter ascoltare jazz di qualità… incrociamo le dita!

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