Taborn Reid Smith / Dream Archives

L’approccio del trio a Dream Archives è pieno di complessità e, come suggerisce il titolo, si copre un ampio spettro musicale, poiché moltitudine di modi di dire sembrano essere stati ripresi dalla storia e riconfigurati per formare un mondo sonoro mai visto prima, pieno di sogni, come il titolo dell’album suggerisce.

Esistono incontri che sembrano scritti nelle stelle del panorama improvvisativo. Quando Craig Taborn, Tomeka Reid e Ches Smith si uniscono, non assistiamo a una semplice jam session, ma alla nascita di un ecosistema sonoro organico e pulsante. “Dream Archives” è il testamento di questa simbiosi.

Dream Archives” non è un album da ascoltare distrattamente. È un’esperienza immersiva che richiede abbandono. Tutt’altro che il classico trio jazz pianoforte più ritmica, fin dalle prime note, il gruppo stabilisce un perimetro dove il tempo sembra dilatarsi. Craig Taborn apre spazi armonici inaspettati, muovendosi tra il silenzio meditativo e scariche di energia nervosa che Tomeka Reid intercetta con il suo violoncello, trasformando le sue corde in una voce narrante ora dolce, ora graffiante.

La batteria di Ches Smith funge da ancora e da elemento perturbante. Non aspettatevi i classici tempi in 4/4; qui il ritmo è architettura pura. Smith usa piatti e vibrafono per tessere una ragnatela metallica su cui il violoncello di Reid danza con una grazia ancestrale. È una musica che sembra emergere da un archivio di sogni dimenticati, frammenti di memorie che si ricompongono in tempo reale sotto i nostri occhi.

“Un labirinto sonoro dove ogni nota è una scelta deliberata e ogni silenzio è carico di

significato.”

I brani sono sei, per poco più di 49 minuti. Quattro le composizioni di Taborn, più un brano di Paul Motian (Mumbo Jumbo) e uno di Geri Allen (When Kabuya dances).L’album si apre con i paesaggi onirici e fluttuanti di “Coordinates for the Absent”, dove il pianoforte sgocciola note eteree immerse nell’elettronica, e violoncello e percussioni contribuiscono a dipingere un quadro impressionista . Molto più bluesy il seguente “Feeding Maps to the Fire”, con ripetuti riff di pianoforte .Reid e Taborn presto si uniscono in una gioiosa e danzante interazione , chiusa da un serrato dialogo tra pianoforte e batteria in schemi continuamente cangianti. When Kabuya Dances è piuttosto fedele all’originale e più simile ad un trio convenzionale, anche se il tema brilla per giocosità e poesia. Il brano a firma di Motian mette in risalto il violoncello di Tomeka Reid prima di un crescendo formidabile del pianoforte di Taborn. Gli ultimi due brani dell’album sono entrambi in gran parte improvvisati e durano ciascuno circa dodici minuti. Dreams Archives, che titola l’ album, è una lunga e misteriosa disgressione tra elettronica, riff incalzanti e fantasie percussive. Un brano manifesto per un gruppo che fin dalla sua comparsa sulla scena avvince e stimola le menti.

L’album brilla per la sua capacità di mantenere una tensione costante senza mai risultare opprimente. C’è una leggerezza eterea in brani come “Enchant”, contrapposta alla densità di altri passaggi.

In conclusione, “Dream Archives” è un lavoro magistrale. sicuramente uno degli album di punta di questo nuovo anno. È la prova che il jazz, quando è guidato da menti così brillanti e connesse, rimane una delle forme d’arte più vitali e innovative del ventunesimo secolo, capace di estendere lo sguardo verso il futuro. Un ascolto obbligatorio per chiunque cerchi nel suono qualcosa di più di una semplice melodia.

Foto di Roberto Cifarelli

Craig Taborn

Piano & Tastiere

Originario di Detroit, Craig Taborn è una delle figure più influenti del jazz contemporaneo. Noto per la sua straordinaria capacità di improvvisazione e la sensibilità verso le trame elettroniche, Taborn ha collaborato con giganti come Tim Berne e Chris Potter. La sua tecnica pianistica spazia dal lirismo cristallino a cluster densi e percussivi, rendendolo un manipolatore di suoni unico nel suo genere.

Tomeka Reid

Violoncello

MacArthur Fellow del 2022, Tomeka Reid ha ridefinito il ruolo del violoncello nel jazz moderno. Figura centrale della scena di Chicago e dell’AACM, la Reid fonde la tradizione del jazz d’avanguardia con tecniche estese e un senso melodico profondo. Il suo stile è vigoroso, ritmicamente complesso e capace di evocare intere orchestre con un solo strumento.

Ches Smith

Batteria & Percussioni

Percussionista instancabile e compositore audace, Ches Smith si muove con naturalezza tra jazz, rock sperimentale e musica cerimoniale haitiana. Membro chiave di formazioni guidate da Mary Halvorson e Marc Ribot, Smith porta nel trio un’architettura ritmica che non è mai solo accompagnamento, ma un dialogo costante fatto di timbri metallici e pulsazioni imprevedibili.

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