C’è un particolare che colpisce in “Keep dreaming“, primo brano del secondo disco firmato dal trio di Gianpaolo Venditti: un lungo, crepuscolare assolo al moog, al centro di una composizione che parte con un nucleo tematico di impronta classica per poi dipanarsi in una fitta trama pianistica e chiudersi su una serie di breaks ritmici nel solco della tradizione jazz.
Semplificando un pò, classica, prog e jazz racchiusi in pochi minuti, scelta che trova una spiegazione nelle dichiarazioni dell’autore in sede di presentazione del lavoro: “Un tempo infinito” nasce dal desiderio di fondere generi e sonorità a me cari – apparentemente distanti tra loro – in uno stile personale e riconoscibile, attraverso la sperimentazione di armonie e ritmiche inusuali, o di strumenti e timbri per me nuovi e inconsueti. Il titolo, non casuale, rende omaggio al lungo e intenso lavoro necessario al raggiungimento del risultato racchiuso in questo disco ma richiama anche un pensiero più profondo: la ricerca da parte dell’uomo di frammenti di eternità nel flusso inesorabile del tempo che scorre.”
Un lungo e meditato percorso, simboleggiato dall’immagine di copertina, affrontato con la medesima formazione dell’esordio del 2023, “Giarlo“, sempre su dodicilune, accanto al pianista laziale, il contrabbassista Mario Mazzenga ed il batterista Alessandro Blasi, stavolta accompagnati in alcuni brani dal trombettista Giovanni Amato e dal sassofonista Filiberto Palermini.
Ed anche un cammino di crescita, che ha permesso a Venditti ed ai suoi compagni di consolidare una cifra personale, composta da tante diverse fonti, dalla formazione classica al jazz, includendo influenze rock e pop, ed ispirazioni a formazioni in trio quali come quelle dirette da Esbjörn Svensson, o Marcin Wasilewski, qui decisamente più definita, matura e quindi disponibile ad estemporanee sortite dalle prevedibili rotte..
Venditti compone i propri brani con grande attenzione alle strutture, privilegiando le costruzioni circolari ed una concezione dell’improvvisazione come veicolo narrativo, e ricava dal loro sviluppo gli elementi ritmici, melodici ed armonici che conducono la musica su territori imprevisti, siano essi un toccante tema melodico, una sezione marcatamente swingante o un movimento funky .
Il disco è una sorta di viaggio nel tempo e nelle diverse declinazioni dell’amore per la musica del suo autore: si passa con assoluta naturalezza da un valzerino retrò contenente un magnifico solo di pianoforte (“Bread and flowers“) alle atmosfere tese e ritmate di “Che’è Fitt Je Outfit“, brano che vive di tensione e rilascio per concludersi con il basso filtrato alla Dan Berglund (E.S.T. trio) diretto verso un’ orbita elettronica .
Pronti per un’altro cambio di scenario ? “They Can Take Everything Away From Me But Not My Brolly ” ci porta in una New Orleans antica e swinging, il motivo della tromba di Giovanni Amato, e l’ agile passo del pianoforte sembrano usciti da un disco di neo tradizionalisti.
Il tempo di riprendersi dalla sorpresa, ed ecco uno standard jazz senza tempo come la “Body and soul” di Johnny Green: dopo l’esposizione schematizzata, lo sviluppo segue coordinate classiche, valorizzando tutte le aperture melodiche del brano, e regalando uno spazio solista all’espressivo contrabbasso di Mazzenga.
Si cambia ancora passo con “Eucaliyptus” che espone una veste urbana e nervosa, con le note gravi del pianoforte a tessere una fitta trama ritmica preludio ad una sezione aperta all’improvvisazione.
Il sax soprano di Filiberto Palermini attraversa l’intensa ballad “La vecchia soffitta“, perfetta colonna sonora per viaggi al …piano di sopra alla scoperta di oggetti d’un tempo, mentre l’alto e la tromba animano dinamicamente le geometrie post bop di “Pezzotto” per poi distendersi in una narrazione su tempo sostenuto e swingante.
La title track che chiude il disco è un altro esempio dello stile (o meglio di uno dei tanti stili ) di Venditti : un tema toccante evocato e cullato dall’iterativo fluire delle note del pianoforte.
Un tempo infinito ed un mondo caleidoscopico, quelli di Gianpaolo Venditti, musicista animato da una sana inquietudine e da smisurata curiosità. E per chi ascolta un viaggio ricco di piacevoli sorprese.
