Kenny Wheeler – What was

Registrata nel settembre 1995 negli studi Gateway di Londra e prodotta da Evan Parker, la session di “What was“, album postumo del trombettista e compositore Kenny Wheeler, in uscita ad aprile per l’etichetta False Falls, vedeva all’opera un sestetto con i due sassofonisti Ray Warleigh (anche al flauto) e Stan Sulzmann, il chitarrista John Parricelli, la sezione ritmica di Chris Laurence e Tony Levin: gli stessi musicisti che compaiono, in formazioni variabili,nell’album “Dream sequence” (Psi 2003), una sorta di antologia di quattro sedute di registrazione di cui viene oggi riportata per intero la prima.

Foto di Caroline Forbes

Wheeler all’epoca aveva 65 anni e stava vivendo un fecondo periodo creativo, che lo avrebbe condotto,l’anno successivo, a registrare uno fra i dischi più apprezzatti della propria lunga carriera: “Angel Song” (ECM ) con Bill Frisell, Lee Konitz e Dave Holland e che, come vedremo, ha qualche punto in comune con questa registrazione.

Qui la passione per una musica avventurosa ed inventiva si abbina ad un attitudine riflessiva e malinconica espressa in composizioni dalla ingegnosa trama strutturale e ricche di slanci narrativi.I compagni di registrazione sono tutti musicisti legati al leader da anni di conoscenza ed amicizia, e l’ascolto non fatica ad avvertire il clima rilassato e la complicità nei dialoghi che attraversano gli episodi.

Si parte da un brano ricco di echi hard bop portato dal sassofonista Ray Warleigh, “Blue Nile“, che ospita estesi assoli del sax e della tromba adagiati sui fondali ambientali della chitarra ed è assistito da una base ritmica allusiva a stilemi latin: oltre dieci minuti nei quali il sestetto definisce il proprio assetto per il percorso successivo.

Ancora Warleigh firma la successiva “Footloose” dal tema melodicamente evocativo ed arricchita da una ricercata parte solista di Chris Laurence, mentre alla penna di Stan Sulzmann sono da ascrivere la raffinata ballad “You’ve read the book“, condotta dal flauto e sviluppata tramite una sapiente regia dell’interscambio dei ruoli strumentali, e “Newess”, un mid tempo con un elegante tessuto armonico ed uno sviluppo equilibrato ma ricco di spunti solisti.

Masbro“, unico brano composto da un musicista esterno al sestetto, il pianista britannico Mick Pyne, a lungo collaboratore di Tubby Hayes, giustappone scarne sezioni increspate dall’enfasi ritmica a collettivi nei quali l’andamento si fa più ricco e swingante.

Sui brani composti da Wheeler, la title track e la conclusiva “Kind Folk” è da riportare la gustosa aneddotica delle note di copertina. Dove si apprende che il titolo dell’album sarenne un omaggio/gioco di parole a Cole Porter ed alla sua “What Is This Thing Called Love?, la cui sequenza di accordi viene evocata nel finale con la citazione di “Subconscious Lee” di Lee Konitz. Il brano è caratterizzato da un clima teso e vibrante, a partire dalla struttura circolare del tema, al quale forniscono il proprio contributo i sassofoni, la tromba del leader in concisi interventi, e la batteria di Tony Levin con breaks efficaci ed incalzanti, ma sempre nella cornice del pieno controllo delle dinamiche che caratterizza tutto il lavoro.

Kind Folk” che chiude l’album nella forma di una ballad con una front line tripartita a presentare la melodia, una chitarra di Parricelli che evoca territori cari a Frisell, ed una parte centrale riservata al flauto, era in realtà già comparsa quale parte del secondo movimento della “Sweet Time Suite” (da Music For Large & Small Ensembles, ECM, 1990), e, nel repertorio di Wheeler, in altri formati e titoli (“Folking Ballad” e “Folking Waltz”) prima di assumere una ulteriore e definitiva incarnazione nel citato album “Angel song” di cui riportiamo un estratto.

What was” è un’a ‘ennesima, significativa testimonianza del genio poetico di Kenny Wheeler, e la sua qualità musicale induce ad attruibuire ai sette brani che lo compongono lo status di una riscoperta di rilievo.



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