Geometrie del Sottosuolo – Miguel Zenon 4tet “Vanguardia Subterrànea”

MIGUEL ZENON QUARTET – Vanguardia Subterrànea: Live at The Village Vanguard (Miel Music) CD-LP

“Wow!”

In sintesi questo è l’effetto che mi ha procurato l’ascolto di questo incandescente live, che s’impone di forza come una delle migliori uscite dell’anno di grazia 2025.

Miguel Zenòn, 49 anni e natali portoricani, non è solo un altosassofonista di stratosferica abilità, compone ed arrangia magnificamente almeno da 20 anni in qua ed ha contribuito ad una completa ridefinizione del canone latino applicato al jazz, con lavori che gli sono valsi nel tempo riconoscimenti espliciti, come testimonia lo status raggiunto con la vittoria ai Grammy Awards e le borse di studio dalla Fondazione Guggenheim e dalla MacArthur, la cosiddetta “Genius Grant”.

Lo ricordo bene, silenzioso e concentrato, a fine anni ‘90 in alcune sortite italiane, anche come giovane sideman di gruppi di svariata levatura in cui il suo geometrico talento già svettava, e lo ritroviamo ora, stella di prima grandezza in questo che, incredibilmente, è il suo primo disco Live e raccoglie il meglio da due serate di settembre ‘24 celebrate nel santuario jazz per eccellenza, gremito e pieno di energia.

Il quartetto, con il fuoriclasse venezuelano Luis Perdomo al pianoforte, l’austriaco Hans Glawischnig al basso ed il portoricano Henry Cole alla batteria, lavora insieme da una ventina d’anni, e questo si sente fin dalla prima nota, un attacco micidiale con l’original “Abre Cuto Güiri Mambo”, potremmo tradurre con “Apri le orecchie e ascolta il mambo”, un veloce abbrivio che fa schizzare alle stelle l’attenzione ed il feeling con la platea.

Gli spartiti del disco sono disponibili sul sito ufficiale

Zenon firma quasi tutti i brani in scaletta e rilegge da par suo una hit di una gloria latina come Gilberto Santa Rosa (“Perdóname”), il livello è sempre altissimo, lo zenith viene forse raggiunto nell’esecuzione di “Vanguardia Subterrànea”, da lui stesso definita “una poesia melodica, ispirata alla storia del club”, dotata di un groove continuo, con un ritmo chiaro su cui si aggiunge il fluttuante sax che ora si disconnette e ora si riconnette al flusso.

Orecchie aperte, repeat.

“Wow!”

(Courtesy of Audioreview)

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