CIMELI DEL CENTENARIO

Si sa, il mondo del jazz è pieno di personaggi originali che ‘hanno una missione’ e le dedicano tenacemente ed in modo assorbente le loro energie e addirittura la loro vita: ci sono casi che fanno impallidire al confronto anche i fan più irriducibili di certi gruppi rock

Molti anni fa la benemerita Mosaic ci fece scoprire un certo Dean Benedetti, sassofonista di un certo mestiere attivo negli anni ’40 sulla West Coast. Nel 1945 conobbe Charlie Parker e fu un’autentica folgorazione sulla via della 52^ Strada: oltre a convertire la sua formazione al bebop, da quel momento seguì Parker come un’ombra, registrandone gli assoli con un apparecchio amatoriale che incideva sul vinile. L’adesione al mito parkeriano fu totale, eccessi compresi ed inclusa una morte prematura a 34 anni per una terribile malattia muscolare che lo colse nel 1957 a Torre del Lago, luogo d’origine della sua famiglia (sì, proprio il ben noto luogo pucciniano… sic!).  

Proprio in questi giorni apprendiamo dell’esistenza di un tal Frank Tiberi  (eh sì, un altro ‘paisà’, uno dei tanti che affollano la storia del jazz), musicista anch’esso, che dal 1961 al 1965 seguì John Coltrane ed i suoi gruppi nelle loro performances nei club di New York e Philadelphia. Insieme a lui un registratore portatile, di cui nulla si sa, purtroppo. A quanto sembra. il nostro avrebbe messo insieme un archivio di registrazioni che, ove pubblicate integralmente, riempirebbero più di 80 cd. Incredibile, un altro caso di dedizione assoluta.

Dopo oltre 60 anni di stagionatura in fondo ad un armadio, il nostro Tiberi ha avuto l’idea di solennizzare il centenario della nascita di Coltrane sottoponendo tutti i suoi nastri ad un’etichetta in grado di valutarli. Naturalmente la label non poteva essere che la Impulse!, la casa della ‘new wave in jazz’, come era scritto nel suo logo: oltre a parecchie altre gemme, il suo catalogo comprende quasi l’opera omnia in studio dell’ultimo Trane, quello più maturo ed innovativo.

E siccome il 18 aprile prossimo incombe il Record Store Day (occasione presa molto seriamente negli States, da noi i negozi di dischi si sono quasi estinti, grazie anche alla speculazione immobiliare che sta sfigurando le nostre città, piccole e grandi), sono stati selezionati due brani, un ‘Giant Steps’ ed un ‘Satellite’, che verranno ricompresi nel solito LP audiofilo a tiratura limitata (sembra 6.000 copie), che andrà ad arricchire le collezioni degli happy few con carta di credito ‘gold’. Da notare che nei due brani in questione Coltrane è affiancato oltre che dal fedele McCoy Tyner, ‘probabilmente’ da Steve Davis al basso e Pete LaRoca alla batteria: la cosa intriga abbastanza (anche se già si intravede una certa natura ‘fantasmatica’ del materiale con incerte attribuzioni di luogo, data e  formazione).

‘Satellite’ da uno splendido cofantetto Atlantic di molti anni fa…….Di recente è uno dei brani preferiti da Brad Mehldau per i suoi concerti

Nel frattempo, però, è tuttora in corso invece il vaglio del grosso dei nastri, per selezionare le registrazioni che possono fungere da base per un laborioso restauro audio che le renda pubblicabili. Per il prossimo settembre è prevista l’uscita di un box di CD di consistenza non ancora ben specificata, che conterrà il meglio ed il salvabile di questo piccolo scrigno ritrovato. Indubbiamente quello del dischetto argenteo è senz’altro il formato più idoneo a ricevere questi autentici reperti, sia considerata la durata delle improvvisazioni coltraniane dal vivo, che la presumibile modesta qualità audio originaria, che va sostenuta dalla più ampia dinamica e dalla miglior definizione del disco digitale.

Che dire di questa notizia? Certamente è ottima per la nutrita schiera di ‘fedeli coltraniani’: come si vede dall’icona di cui sopra a S.Francisco gli è stata dedicata addirittura una chiesa. Ma anche lasciando la Frisco patria di tutti gli hipster e traversando il Pacifico, ad Osaka è stata costruita una ‘John and Alice Coltrane House’, luogo più laico e meno stravagante che testimonia della serietà e profondità dell’ammirazione giapponese per l’uomo di Hamlet, che dopo la sua storica tourneè del 1966 (affrontata quando già mordeva il tumore che lo avrebbe stroncato pochi mesi dopo) è ritenuto una figura di grande statura ed ispirazione spirituale. I giapponesi non hanno dimenticato la sua tappa a Nagasaki

Da ‘Chasin’ Trane’.Non mi stancherò mai di raccomandare questo magnifico film, prezioso come documento, ma anche come grande esempio di cinema, non chiamatelo documentario

Ma noi comuni jazz addicts scafati e disincantati cosa ne pensiamo? Premesso che ogni volta che sento Coltrane tutt’oggi (anzi soprattutto oggi) mi sollevo di due palmi da terra come la prima volta che lo ascoltai a 13 anni in una lontana estate, mi sembra di poter osservare che il Coltrane live è ampiamente documentato da registrazioni ufficiali (particolarmente da quelle di Impulse!, grazie Rudy Van Gelder e Bob Thiele) ed anche da inediti pubblicati negli ultimi anni e rispondenti a standard audio ed editoriali di livello professionale. C’è da sperare che i curatori della futura edizione estesa dei ‘Tiberi Tapes’ puntino a selezionare le registrazioni in cui Coltrane appare in contesti insoliti e diversi da quelli del celebre quartetto Tyner/Garrison/Jones. Naturalmente bisognerà fare i conti con la qualità dei nastri, probabilmente precaria dato che il giovanissimo Tiberi del 1961-65 ben difficilmente si sarà potuto permettere le apparecchiature alquanto sofisticate utilizzate da altri bootlegger all’origine di recenti inediti storici di gran rilievo.

A proposito del Coltrane live, un travolgente ‘Impressions’ da un’altro prezioso box, questa volta Impulse

Comunque se son rose fioriranno, e noi siamo pronti a coglierle a tempo debito e quando ne sapremo di più. Auguriamo a Coltrane ed ai suoi tanti ammiratori la stessa buona sorte ed amorevole cura riservata in questi giorni all’altro centenario di quest’anno: ma questa è materia di un’altra cronaca. Stay tuned, come al solito.

A proposito del sullodato (mai abbastanza) ‘Chasi’ Trane’, eccovi qua una bella sequenza in cui con efffetti visivi raffinati si racconta la gestazione di ‘A Love Supreme’. Alle testimonianze preziose della figlia di Trane, del battagliero e controverso Stanley Crouch, di Jimmy Heath e di quell’autentico credente coltraniano che è Carlos Santana (ascoltare ‘Love Devotion Surrender’ per credere), si alternano delle preziose immagini amatoriali che umanizzano Trane mostrandocelo nel suo ambiente familiare. Ed ancor più rari, spezzoni della rirpesa dell’unica esecuzione pubblica di ‘A Love Supreme’, credo ad Antibes 1965… la Francia, come al solito seconda patria del jazz 

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