A Rapallo, nell’incantevole cornice del sito di Valle Christi, “si trova sempre spazio per il jazz di qualità“. Le parole di Bruno Guardamagna, vulcanico organizzatore della sezione jazz del Festival rapallino, giunto alla ventiquattresima edizione, hanno trovato conferma giovedì 30 luglio, nel concerto del quintetto del contrabbassista Attilio Zanchi, con Gianni Azzali al sax e flauto Alberto Mandarini alla tromba, Tommy Bradascio alla batteria e Michelangelo Decorato al pianoforte .
Di scena era il “Ritratto di Mingus” impresso nel disco Right Tempo uscito nel 2024 con formazione in sestetto con Zanchi, Azzali, Tino Tracanna ai saxes, Andrea Andreoli al trombone, Daniele Nocella alla tromba, Massimo Colombo al piano e Tommy Bradascio dietro i tamburi.

La forza del quintetto in scena a Valle Christi risiede nella pulsazione ritmica essenziale e variegata della coppia Bradascio/ Zanchi, rafforzata dalle linee del pianoforte di Decorato, nel fuoco placido del sax di Azzali e nell’a’ espressività della tromba di Mandarini, sempre in equilibrio fra esuberanza e controllo: l’enfasi ritmica è testimoniata anche dai momenti nei quali sono le mani dei musicisti e quelle degli spettatori ad accompagnare gli assoli o i temi esposti sul palco.
L’intento dell’operazione sembra rivolto ad illustrare i molteplici aspetti della musica di Mingus valorizzando le note melodie che attraversano le composizioni sotto il profilo dell’essenzialità e restituendone con proprietà le molteplici sfumature emozionali, dalla rabbia all’ironia; il resto è affidando alle singole personalità dei membri del quintetto che garantiscono sviluppi improvvisati coerenti e ricchi di pathos.
Il viaggio attraversa alcune delle più famose tappe del percorso del compositore e contrabbassista di Nogales: l’inizio è segnato dalle mobili sezioni tematiche e ritmiche di “Pithecantropus erectus”, quindi sfilano classici quali “Remember Rockfeller At Attica”, “Fables Of Faubus” “Peggy’s Blue Skylight, “Jerry Roll” con il suo clima traditional e “For Harry Carney” composta da Sy Johnson come tributo al sassofonista di Duke Ellington con uno splendido solo al flauto di Azzali,
“Sound of love” è l’unica composizione originale della scaletta, un’affascinante ballad firmata Zanchi che racchiude un doppio tributo, a Mingus ed alla sua “Duke Ellington sound of love“.
La serata, molto partecipata ed applaudita, si è chiusa sulle onde ritmiche magmatiche di ” Boogie Stop Shuffle” prima dell’inevitabile bis affidato ad una scatenata e coinvolgente “Better Git It In Your Soul”.
Un sentito e riuscito omaggio ad un gigante del jazz, ammirato, a suo tempo in un concerto italiano da Zanchi, intimorito ad avvicinarsi a tale “mole” fisica e musicale.
