Boccacce

SANTA TERESA DI GALLURA Tra il 22 e il 25 agosto non ci saranno i concerti del tramonto, né quelli all’alba. “Musica sulle bocche”, il festival jazz che deve il nome allo stretto delle Bocche di Bonifacio – in cui è stato di casa dalla nascita – è pronto a traslocare, sfrattato dal suo luogo di nascita. La diciottesima edizione, già annunciata sul sito ufficiale, non si farà lì tra Capo testa e Rena bianca. Perché il paese gallurese che conta meno di 5mila abitanti è diventato un caso di geopolitica dopo le accuse di antisemitismo rivolte al fondatore e direttore artistico, il musicista Enzo Favata, da parte del flautista israeliano Eyal Lerner.

In una chat privata tra la sua assistente e Favata alla richiesta di partecipazione – arrivata fuori tempo massimo – il padrone di casa ha aggiunto, oltre alla motivazione tecnica: “Ma le devo dire che la politica di Musica sulle Bocche, boicotta qualsiasi artista israeliano o sionista per via dell’atteggiamento su Gaza e sui territori palestinesi occupati”. Quelle parole sono diventate pubbliche, ne sono seguite polemiche sui social network, le scuse ufficiali e un invito riparatore. Ma non è bastato: l’amministrazione comunale ha prima sospeso poi, due giorni fa, ha annullato l’evento. Niente appuntamento e niente impegno economico pari a 40mila euro.

Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca/2019/04/01/news/boicottato_l_artista_israeliano_salta_il_festival_sardo_di_jazz_musica_sulle_bocche_-223005792/?refresh_ce

C’è un Festival in Sardegna, a Santa Teresa di Gallura, attivo da 19 anni.
Ci sono un sacco di polemiche, in buona parte pretestuose e infondate, per affossarlo e silurare chi lo ha fatto nascere e diretto finora, Enzo Favata.
C’è una petizione su Change.org per dimostrargli la solidarietà della comunità del jazz italiano.
Se siete d’accordo firmate.

Qua sotto il suo messaggio:

In queste ore il nostro festival è oggetto di accuse di discriminazione nei confronti del musicista israeliano Eyal Lerner. Pubblichiamo qui di seguito la lettera del direttore artistico Enzo Favata:
A seguito del perdurare della campagna di diffamazione in atto, seguita alla diffusione di conversazioni private, ritengo utile intevenire nuovamente per chiarire ancora una volta la mia posizione e quella del Festival Musica sulle Bocche.
Non c’è stata nessuna esclusione del musicista Eyal Lerner, essendo il programma del Festival già stato definito un mese prima del contatto stabilito dalla sua agente attraverso il mio account Messenger privato.
Ho espresso un mio personale sentimento su una grande tragedia del nostro tempo (la drammatica situazione nella Striscia di Gaza) in modo e nel contesto sbagliati e ho già presentato le mie scuse formali. Mai e in nessun modo ho adottato metodi discriminatori né come direttore del Festival né come artista: ho invitato musicisti di ogni provenienza, così come ho suonato con artisti di tutto il mondo, israeliani compresi.
Ritengo il razzismo in ogni sua forma ciò che di più abbietto possa esprimere la nostra società e tutta la mia vita di cittadino e di artista testimonia il mio impegno per combattere tale sentimento attraverso l’arte e la musica. Ringrazio quanti in questi giorni ci stanno inviando la loro solidarietà e testimonianza sulla pagina facebook del Festival, che abbiamo tenuto aperta anche alle critiche, segno di apertura al confronto e al dialogo.
Sarà mia cura difendere in tutte le sedi, compresa quella legale qualora fosse necessario, oltre che la mia reputazione, anche e soprattutto quella del Festival Musica sulle Bocche che è un vero e proprio patrimonio culturale, costruito negli anni con cura e dedizione insieme alla comunità di Santa Teresa Gallura e di tutta la Sardegna, dove vivono alti i valori della convivenza, dell’inclusione e della solidarietà verso tutti i popoli. Sarà mio impegno d’ora in poi riaffermare con ancora maggiore forza e chiarezza questi valori.

Enzo Favata
Direttore artistico del Festival Musica sulle Bocche

1 Comment

  1. Nella nota ufficiale, il Comune teresino cita le parole di Favata, secondo cui “la politica di ‘Musica sulle Bocche’ boicotta qualsiasi artista israeliano o sionista”.
    Il municipio spiega che la frase è stata scritta in risposta a una richiesta di partecipazione da parte di Eyal Lerner, pubblicata in alcuni social e commentata e condivisa da tanti.
    “Posizione del direttore che noi tutti ignoravamo”, fanno sapere dal Comune.
    “Dopo due giorni la notizia arriva alle agenzie di stampa e Santa Teresa Gallura viene menzionata in diversi articoli della stampa nazionale e internazionale, quale luogo in cui si tiene un festival che discrimina qualsiasi artista israeliano”, si legge nel comunicato.
    “Tanti sono i messaggi, le lettere e i commenti che portano la giunta a sospendere qualsiasi atto che riguardi ‘Musica sulle Bocche’, in attesa di ulteriori sviluppi. La discussione è stata portata all’interno dell’intera maggioranza e successivamente del Consiglio comunale, aperto anche agli interventi dei cittadini, dove anche i consiglieri di minoranza hanno condannato fermamente le parole di Favata”, riporta ancora il documento.
    “Nei giorni a seguire il direttore del festival ha cercato goffamente di rimediare all’ormai irrimediabile incidente provocato dalle sue parole, insistendo più sul fatto che fosse una conversazione privata e che la frase è stata fraintesa, che su un possibile atto riparatorio”, continua la nota.
    “Enzo Favata, parlando in qualità di direttore artistico del nostro festival deve prendersi la responsabilità delle sue affermazioni e le conseguenze che ne sono scaturite. Oltre l’aspetto etico che delinea una grave emarginazione nei confronti di artisti israeliani, ha intaccato l’immagine di una delle località turistiche più rinomate nel Mediterraneo, immagine per la quale si investono risorse pubbliche e private importanti”, prosegue il Comune.
    “Capiamo che questa sofferta decisione non sia condivisa da tutti, per il timore di perdere un importante evento culturale, ma non prendere nessuna decisione significava sottoscrivere quelle parole ignobili e siamo convinti che qualsiasi amministrazione avrebbe difeso l’interesse generale e collettivo del proprio paese in simili circostanze. Rinnoviamo vicinanza e solidariteà a chi in qualche maniera è stato toccato da queste parole che non lasciano adito ad interpretazioni personali”, conclude la nota.

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