Post card from Lubiana/Primo giorno

Visitare una città ricca di storia e di monumenti con il pretesto del festival jazz,  è esperienza che Lubiana dispensa con generosità, negli spazi relativamente contenuti della città vecchia, tra palazzi di impronta mitteleuropea distribuiti intorno al fiume Ljubljanica che attraversa la città.

Il primo impatto con il festival avviene all’ultimo piano di un grattacielo e vede come protagonista Nina Virant, con un trio di voci femminili (notevolissima la seconda voce, Veronika Kumar ) sostenute dalle percussioni di Gard Nilssen. Si tratta di una proposta particolare e molto suggestiva, per rendere al meglio l’idea, una versione slava della vocalità alla Meredith Monk con un utilizzo minimo di elettroniche e tastiera Korg. Atmosfere raccolte e intime che poi sfociano in un canto corale a piena voce, con la batteria che punteggia, incalza e incombe. Peccato non comprendere i testi, tutti ovviamente in sloveno, ma set intenso e particolarmente caldo.

La serata propone gli inglesi Alfa Mist, un quintetto che richiama un folla di notevole proporzione. L’ arena all’ aperto è molto grande e costituita da un grande palco e da gradoni di cemento, ma fortunatamente un ala con sedie è riservata ai meno giovani (ehmm..) e noi ne approfittiamo, stupiti dall’odore intenso di marjuana che percepiamo appena seduti e che sembra proprio provenire dal nostro settore (doppio ehmm..). Le mie aspettative non sono alte, i pochi dischi ascoltati del gruppo non mi hanno particolarmente impressionato, invece il quintetto sciorina una musica di impatto, del tutto godibile, con una sezione ritmica al femminile dove giganteggia Jas Kayser alla batteria. Johnny Woodham alla tromba e Jamie Leeming alla chitarra elettrica danno il cambio ad Alfa Sekitoleko nel prendere corposi assoli e trascinare e divertire il pubblico.

A seguire c’è Benjamin Clementine con un quartetto d’archi, e si capisce che buona parte della numerosa folla di ragazzi è all’arena per lui, ma noi abbiamo otto ore di viaggio sulle spalle e poca voglia di tirare le ore piccole. Rinunciamo, già provati dalla cattiva notizia che vede il concerto di John Zorn New Masada annullato per imprecisati motivi di salute del leader.

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