Remarkable Jazz 2023 / Arturo Pepe

Annata 2023. Siamo di nuovo al giro di boa, i sodali di TDJ hanno già espresso le loro preferenze, prima del gong di fine anno non poteva mancare questo elenco di dischi che mi hanno colpito e di cui, in molti casi, abbiamo già parlato su questi schermi. Il criterio che applico è sempre il solito: dischi che mi hanno convinto più o meno sotto ogni aspetto, purtroppo non sempre reperiti in formato fisico ma che mi hanno comunque piacevolmente costretto a ripetuti ascolti, a casa, in cuffia o in viaggio. Arrivando buon ultimo ho avuto tempo di sbirciare cosa hanno scelto gli altri tre della ciurma e ho notato che mi mancano di sicuro molti ascolti intriganti da recuperare ma anche che su alcuni titoli si registra una convergenza, cosa non sempre abituale tra chi strologa di jazz nel nostro pied-à-terre virtuale.

Spero che le clip scelte vi piacciano, buon ascolto.

Inediti dal passato:
Una goduria ed un tranello, lo sappiamo. La musica che amiamo vive oggi un momento interessante ma la spinta arriva potente da un passato glorioso, da musicisti che non smetteremo mai di ascoltare e dal peso specifico troppo importante per ignorarli. Sorvoliamo sulla “sensazione” che alcune label ormai limitino al minimo indispensabile le nuove produzioni e viceversa facciano quel po’ di cassetto che rimane centellinando le “scoperte”, speculando un pochino su certi ritrovamenti miracolosi, ma resta il fatto che se si siede al piano Oscar, o se imbraccia la chitarra Wes, in noi si accendono sinapsi come alberi di Natale.

WES MONTGOMERY WYNTON KELLY TRIO – Maximum Swing (Unissued 1965 Half Note Recordings) – Resonance
Per Wes Montgomery il 1965 è un anno magico. Queste registrazioni all’Half Note arrivano a pochi mesi da “Full House” e ovviamente da “Smokin’ at the Half Note”, due dischi che gli appassionati hanno consumato di ascolti. Questo inedito, con un Wynton Kelly scintillante, è dello stesso livello, non c’è altro da aggiungere. Anzi una cosa sì: booklet spettacolare.

OSCAR PETERSON – Con Alma (Mack Avenue)
Restiamo in zona, nel 1964 il trio “classico” di Oscar Peterson con Ray Brown e Ed Thigpen vengono registrati in quel di Lugano, durante un tour europeo. Il trio lavorava insieme già da 5 anni (e si sente) con il gigante canadese che era al suo picco creativo. Disco balsamo, di quelli che, in un mondo ideale, andrebbero distribuiti in farmacia al posto di ansiolitici vari.

GERI ALLEN – KURT ROSENWINCKEL – A Lovesome Thing (Motema)

Che meraviglia ritrovare Geri Allen in questo Live ed accorgerci di quanto ci manca. E che dire di questo duo, che nel 2012 ricamava dolcezze parigine d’inaudita bellezza?

Dischi 2023 World:
Annata piuttosto ricca di spunti, fermo restando il faro statunitense ed il crogiolo newyorkese cogliamo segnali importanti dall’Inghilterra che conferma una spiccata vivacità culturale a Londra e dintorni, e voci da ogni parte del globo, dal Sudamerica al medio oriente.

JD ALLEN: This (Savant)
Se dovessi scegliere un solo disco tra quelli usciti quest’anno, quello che più mi ha coinvolto ed emozionato, quello che con più forza sa guardare dentro il nostro tempo…beh, non potrei che dire THIS. Anima coltraniana in mirabile souplesse tra passato e futuro. Ne parleremo a breve, su questi schermi.

CHRISTIAN MCBRIDE’s New Jawn – Prime (Mack Avenue)
ne abbiamo parlato qui:

BILL CHILDS – The Wind Of Change (Mack Avenue)
ne abbiamo parlato qui:

MIGUEL ZENON & LUIS PERDOMO – El Arte Del Bolero Vol. 2 (Miel Music)
Attenti a quei due. A volte, come in questo caso, il sequel è addirittura meglio del primo episodio. Mucho Corazon.

JOHNATHAN BLAKE – Passage (Blue Note)
ne abbiamo parlato qui

Cécile McLorin Salvant – Mélusine (Nonesuch)

Talento da vendere, un concept album di spessore, un’artista ormai lanciatissima che incarna il meglio del vocal jazz a 360°, lanciando potenti messaggi sociali nelle sue liriche.

CARLOS HENRIQUEZ – A Nuyorican Tale (Carlos Henriquez music)

Dal Bronx alla Lincoln Jazz Orchestra, un bassista, compositore ed arrangiatore sofisticado y caliente, un disco in cui si mette a nudo, raccontandoci la sua accorata storia, ascoltandola troverete passaggi dolorosi ma sempre sprizzanti joie de vivre anche nelle vostre code in tangenziale. Nell’eccellente ensemble troviamo anche Terrell Stafford, Melissa Aldana, Obed Calvaire, e il gran conguero Anthony Almonte.

Dischi 2023 Italia –

Quanto all’Italia. Sarà una mia impressione, peraltro non lontana da quanto dice l’amico Milton nel suo listone, ma molti musicisti d’eccellente livello paiono aver praticamente rinunciato a incidere dischi, molte etichette han tirato i remi in barca oppure, giusto per rimanere nel mare mosso, imbarcano auto-produzioni degli artisti stessi che si comprano poi la maggior parte dei dischetti per provare a smerciarli ai concerti (niente di nuovo sotto il sole, nei bei tempi andati il catalogo Splasc(h) era fatto in questa modo per la gran parte, per esempio). Resta il fatto che da troppo tempo non si vedono nuovi dischi di musicisti di assoluto valore, leader che hanno segnato interi pezzi di storia del jazz in Italia, in molti casi appartenenti a quella ormai ex-età di mezzo schiacciata tra new talent e vecchie glorie . Peraltro si tratta di musicisti attivi che grazie al cielo suonano anche spesso dal vivo, dovrebbe rientrare nei doveri culturali della nazione dare una chance a chi non può dotarsi di uffici stampa o non è nelle grazie del solito giro ad escludendum, ma questa è come una lettera a Babbo Natale spedita senza il giusto francobollo, sta a vedere che tornerà al mittente come ogni anno.

LE RISTAMPE RED RECORDS

Continua il recupero di un catalogo che conosciamo bene, tornano in circolo in formato CD o in sontuosi LP opere che hanno fatto la storia del Jazz non solo in Italia, e si pubblicano inediti importanti, come “30” del compianto ed ineguagliato Massimo Urbani.

BEARZATTI / GALLO / TAMBORRINO – Post Atomic Zed (dokumenta Music)

Un omaggio vibrante e rispettoso dello spirito dei Led Zeppellin, partendo da assunti blues immersi in un jazz-rock sperimentale.

SIMONE FAEDDA North Of The Border (CoseSonore)

Sul finire dell’anno sbuca questo bel lavoro dedicato a Barney Kessel, firmato da un chitarrista di cui segnarsi il nome. Swing’s Not Dead! .

FEDERICA MICHISANTI QUARTET – Aftenoons (Parco della Musica)

ne abbiamo parlato qui:

L’intruso.

NATALIE MERCHANT _ Keep Your Courage (Nonesuch)

Sulla falsariga del Best di AndBar inserisco un intruso che ho ascoltato parecchio, non del tutto afferente al mondo jazz ma in qualche modo confinante. E’ l’ultima fatica di Natalie Merchant, voce che in gioventù ascoltavamo con la band dei 10.000 Maniacs e che ha trovato il modo di timbrare questo album in cui duetta in diversi brani con Abena Koomson-Davis, coniugando stile ed impegno sociale.

E Buon 2024 da tutta la ciurma di TDJ!

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