Federica Michisanti Quartet – Afternoons

Approda all’incisione, dopo un lungo periodo di esperienza live, la collaborazione fra la la contrabbassista Federica Michisanti e Louis Sclavis, clarinettista e sassofonista, autorevole rappresentante, da oltre un trentennio, della scena jazz europea più aperta alla contaminazione con fonti classiche e contemporanee. La principale modifica del progetto rispetto alla formazione già ascoltata , (e riportata qui ) lo scorso anno anche dalle nostre parti, con Emanuele Maniscalco alla batteria e Salvatore Maiore al violoncello, riguarda i due rimanenti membri del quartetto che ha registrato ad inizio 2023 presso la Casa del Jazz di Roma questo “Afternoons” (Parco della musica records): il violoncello di Vincent Curtois , musicista attivo in territori contermini rispetto a Sclavis, e la batteria e gli effetti elettronici di Michele Rabbia completano un parterre da cui si può intuire propensione all’avventura e creatività libera da convenzioni o restrizioni formali. Ed in effetti la dimensione musicale che Michisanti pare prediligere in questo lavoro è quella cameristica /contemporanea, accentuata dall’organico privo di strumenti armonici, dal timbro spigoloso del violoncello di Curtois temperato dai fiati rapsodici di Scalvis e dalle eclettiche invenzioni di Rabbia. Se questa può essere la prima impressione, all’ascolto ripetuto del disco emerge un sottotesto altrettanto rilevante, ben identificabile nel “colore” che le note profonde e dense del contrabbasso portano nelle candide stanze create dalle altre corde e dai fiati : si tratti di traghettare le sezioni tematiche a quelle improvvisate di un brano, d’ instillare un’energia quasi rock ad un altro (“Not“), o scandire con passo felpato l’andamento di un terzo (“Spot“), lo strumento della Michisanti assume spesso le sembianze di vettore verso la dimensione terrena ed emotiva di una musica permeata, per altri aspetti, di astrazione e razionalità.

Un estratto del concerto del 18/09/2022 nell’ambito del festival UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

I sei brani in programma oscillano fra gli estremi di questa dinamica, combinando temi geometrici ed improvvisazione (“Two”, “Be4- pm” ), concessioni ad una controllata ma avvincente vena melodica (“Sufi-loft“, che ospita un esteso ed avvolgente soliloquio del contrabbasso, immerso negli spazi noise di Rabbia, ed una coda riservata al dialogo fra la batteria ed il clarinetto, ) ed un finale dall’emblematico titolo “Floathing” in cui succede di tutto, da un’ iniziale convulsa e puntuta fase ritmica, all’introspettivo dialogo fra le corde ed il clarinetto, fino allo sbocciare, propiziato dall’archetto, di un cantabile ed immaginifico tema lasciato, nei secondi finali, alla declamazione solitaria del contrabbasso.

Musica concepita e creata in quei “Pomeriggi” del titolo come dice l’autrice, “pervasi da quella luce speciale che, come una seconda alba, porta la promessa di avere ancora molte possibilità prima che la giornata si concluda “.

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