Le vie del jazz sono infinite e imprevedibili, così succede che chiacchierando sotto l’ ombrellone con amiche comuni, scopro che il marito di una di loro è chitarrista jazz, e non solo, organizzatore di concerti. Detto e fatto, la sera successiva, approfittando dell’ amicizia e delle comuni vacanze a Ischia, ecco riunito un trio del tutto improvvisato, ma che alla prova dei fatti mostra un affiatamento che pare rodato da lungo tempo.

Al valente batterista Elio Coppola si affianca Antonio Caps all’ organo Hammond e Max Ionata al sax tenore. Il repertorio non può che essere pescato nei tanti classici della musica afro americana, e così, come un ripasso dei tanti temi storici, sfilano composizioni di George Coleman, Jim Rotondi (Iron man), Lee Morgan (Ceora), Fats Waller (Jitterbug walz), Hank Mobley (Soul Station), Kurt Weill. Melodie affrontate con rispetto e senso della misura, larghi spazi solistici per ognuno senza mai cadere nella ridondanza, felici momenti di groove e di improvvisazione.
Ionata ancora una volta si conferma sassofonista tra i migliori in Italia, agile e potente, con un profondo senso del blues e dallo sguardo aperto, dalla musica popolare ai grandi del proprio strumento. Godibilissima la coda in perfetta solitudine su Ceora, un momento che da solo nobilitava la bella serata.
Coppola è batterista di notevole interesse: mai prevaricatore, sempre abile suggeritore, e nelle sortite soliste assoluto maestro del ritmo e del tempo.
Per me la vera sorpresa però è costituita dal bravo Caps all’ Hammond. Non lo conoscevo affatto, così come non si conoscono decine di valenti musicisti che operano prevalentemente nella propria area geografica.
Serata caldissima quindi, e non solo ad opera di Caronte. Location da favola e un numeroso e partecipe pubblico hanno fatto da contorno ad un set rilassato e piacevolissimo.
