I miei (pochi) lettori che questa mattina hanno prima trovato un mio post dallo stesso titolo di questo che leggete, e poi l’hanno visto sparire alla stregua del mago Silvan, meritano una spiegazione. L’argomento è lo stesso, e la conclusione pure, ma gli amici di Tracce di Jazz mi hanno segnalato imprecisioni che meritavano una revisione. Inoltre il tono complessivo avrebbe potuto generare incomprensioni o polemiche con i diretti interessati. Ovviamente non è questa la mia intenzione, come sempre io pongo lo stesso sguardo che potrebbe avere un comune appassionato e, come tale, scrivo il mio parere senza per questo voler mancare di rispetto al lavoro altrui o voler creare inutili contese.

La Repubblica Bookshop, ovvero la sezione merchandising del quotidiano, in collaborazione con l’ etichetta Red Record lancia una collana di vinili storici . Masterizzati dai nastri originali e stampati su vinili di 180 grammi sono a disposizione in diverse combinazioni, da tre, quattro e sette album differenti. Il piano dell’ opera completo di ogni combinazione e informazione lo trovate in fondo al post.
Ci sono alcuni motivi fondanti che invitano un medio appassionato a riflettere su un eventuale acquisto . Non parlo ne della qualità delle stampe, che sicuramente e’ di buon livello, tantomeno della sicura bontà della musica proposta. I vinili di oggi non sono nemmeno paragonabili a quelli di una volta. Già alla fonte costano almeno 20-25 euro, inoltre ogni 30 – 40 stampe bisogna pulire le matrici, altrimenti i difetti di stampa diventano evidenti. SAM record francese non per nulla vanta controllo visivo di ogni singolo disco. Sono Lp di 180g con foto incollate a mano di grande formato, di lusso, i master originali sono stati tutti sottoposti a cure notevoli, il prezzo è molto alto ma il mercato audiophile è questo….
Per questi motivi e per la qualità del vinile, la moda contemporanea del Long Playing è costosa e rivolta principalmente a collezionisti e, audiofili, molto meno a (vecchi) appassionati che già possiedono questi album, magari come il sottoscritto, sia in vinile che in compact disc, perché comunque Red Record ha fatto la storia sia della discografia jazz made in Italy sia della musica jazz dei decenni di fine secolo scorso, quindi si tratta si di grande musica .
Prima o poi bisognerà fare un serio ragionamento su questo ritorno al vinile e il conseguente abbandono del compact. I numeri , anche se lontani dai tempi d’oro, apparentemente danno ragione al vinile, anche se la maggior parte dei musicisti su Bandcamp non ha mai abbandonato il formato CD, ma tra i due litiganti a prevalere è ormai lo streaming e la musica liquida.
E allora?

“CHET BAKER (3 VINILI)” 159,70 €
Se lo sguardo si sposta sul prezzo , be’, ecco che allora la perplessità è evidente. La Repubblica riesce a mettere in vendita album ad un costo superiore rispetto agli stessi titoli acquistati direttamente sul sito della Red Record (42 euro contro 50/60….). Bontà loro però la spedizione è gratuita. Insomma, una iniziativa che si rivolge a benestanti e vinilomani, non necessariamente veri appassionati di jazz, e lascia ai margini giovani o meno giovani meno abbienti ma possibilmente interessati. La convinzione diffusa che il vinile suoni meglio dell’ equivalente in compact disc è plausibile, ma solamente su impianti professionali dal costo di svariate migliaia di euro, appannaggio di solito non di jazzfans ma di audiofili più interessati alle loro macchine che alla musica che riproducono.

“ART OF TENOR SAX (4 VINILI)” 229,60 €
La mia conclusione, nel rispetto della proposta del quotidiano e della casa discografica, è che si tratta di una iniziativa rivolta ad una fascia particolare di mercato, non sempre e non necessariamente costituita da appassionati jazzofili.

una pessima idea, mi auguro che nessuno di noi li stia ad ascoltare
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Concordo pienamente su quanto da lei scritto. Probabilmente pensano che gli appassionati di jazz siano ricchi e scemi. Prendendo come esempio i 3 dischi di Chet Baker, acquistati sul sito della Red Record, hanno il prezzo complessivo di € 135. Non aggiungo spese di spedizione perché sul sito c’è scritto”spedizione gratuita su tutti i vinili e libri”. Sul sito di Repubblica book shop € 159,70. Nient’altro da dire. Sinceri saluti.
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Direi recensione perfetta, ragionamento perfetto
🙂
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