Di viaggi inaugurali e cose turche – Hakan Başar (Maiden Voyage – Red)

Il cristallino talento del giovane turco Hakan Başar (classe 2004) ha trovato in Italia una sorta di seconda patria. Dopo una serie di concerti per lo stivale il ragazzo, già notato da Chick Corea anni fa, è stato saggiamente portato in sala d’incisione a Milano dalla Red Records per questa sua seconda prova discografica in trio, ovviamente con due ottimi musicisti italiani, quali sono il bassista Michelangelo Scandroglio e il batterista Bernardo Guerra che da un anno lo stanno accompagnando anche dal vivo e con cui hanno sviluppato un ottimo interplay.

La playlist di “Maiden Voyage” la dice assai lunga, fin dal titolo!, sui gusti e le influenze di Basar, che parte con “Chloè Meets Gershwin” di Michel Petrucciani, per certi versi il riferimento più vivido del turco, che come il francese predilige toni gioiosi, musica danzante, piena di colori, e come lui adora alla follia Ellington e Peterson.

A proposito di quest’ultimo, ecco che il secondo brano in scaletta è la toccante “Wheatland”, scelta per nulla banale dalla “Canadian Suite”, mentre dal songbook di Strayorn troviamo le travolgenti riletture di cavalli di battaglia ellingtoniani come “Lotus Blossom” e “Chelsea Bridge”.

Oltre ad altri illustri predecessori come Herbie Hancock, Cedar Walton (“Bolivia”) e McCoy Tyner (“Inception”) Başar rilegge uno dei brani più travolgenti di Wes Montgomery, “Full House”, uno dei brani preferiti dal fondatore della Red, il mitico Sergio Veschi, che immaginiamo molto soddisfatto dai risultati ottenuti in questo lavoro con cui il giovane turco mette le mette le carte in tavola in modo autorevole e si dimostra totalmente immerso nella tradizione che onora.

L’unico original del disco, “Compassion”, è un medium tempo speziato, dai colori mutevoli, in cui si scorgono echi obliqui dal folklore turco, e massicce dosi di blues.

Le brillanti note di Luca Conti, direttore di Musica Jazz, suonano da viatico ad un futuro luminoso per Hakan… staremo a vedere, e soprattutto a sentire, dal vivo visto che il trio si conosce sempre meglio ed è in grado di dare molte soddisfazioni nella dimensione live, dimostrando coesione e notevole interplay.

Del resto lo sanno bene i nostri fedeli lettori noi di TdJ visto che ve ne avevamo già parlato un anno fa, raccontando di un suo concerto ligure e realizzando anche un’intervista al volo, grazie all’amico e sodale AndBar, che riproponiamo in calce.

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