Cartoline: Enrico Pieranunzi, Michele Polga, Thomas Fonnesbaek, Mauro Beggio a Chiavari in Jazz

Quando una rassegna riesce ad avere in cartellone concerti come quello del nuovo quartetto di Enrico Pieranunzi con Michele Polga, Thomas Fonnesbaek e Mauro Beggio, ascoltato venerdì 22 agosto, non può essere messo in discussione il titolo, altrove spesso usato a sproposito, di “festival jazz”. Un nuovo gruppo, in tour in questi giorni in Italia e prossimo alla pubblicazione di un disco, nato dall’incontro fra il pianista romano ed il sassofonista vicentino, propiziato dal batterista Mauro Beggio, che si presenta come un ideale veicolo ritmico melodico, capace di vertiginose andature swing come di raffinate costruzioni armoniche, nel segno di una tradizione che affonda le radici nell’hard bop, interpretata con originalità ed uno sguardo al linguaggio del jazz euro centrico. Il sodalizio fra Enrico Pieranunzi e Michele Polga, sassofonista da anni sulla scena e di recente autore di un’ottima prova a proprio nome (“Doors” su Red records, qui la nostra recensione) consente una distribuzione dei ruoli inedita, con il pianoforte impegnato spesso in funzione ritmica, senza peraltro trascurare un solismo al solito ricco di invenzioni e svolte estemporanee, mentre il sassofono ha il compito di affrontare, con assoluta padronanza e controllo, le parti tematiche, da cui dipartono assoli costruiti con spiccato senso narrativo grazie all’ impeccabile fraseggio ed alla vasta gamma di registri a disposizione. La sezione ritmica poi merita una menzione a parte, con l’espressivo contrabbasso di Fonnesbaek, frequente collaboratore di Pieranunzi ed erede di una grande tradizione di bassisti danesi che lo colloca in una storia popolata da nomi quali Neils-Henning ed Orsted Petersen, autore qui di alcune parti soliste che sono un manuale di virtuosismo con significato, e la batteria essenziale, duttile, eterea o incisiva a seconda delle circostanze, di Mauro Beggio.

© Roberto Cifarelli
© Roberto Cifarelli

Il concerto si è sviluppato prevalentemente su brani composti da Polga, come la dinamica “Back and forth” che apre l’album “Doors“, la ballad “Next to you“, e da Pieranunzi, con il classico “Don’t forget the poet“, in inedita versione sassofonistica, la melodica “Canzone per una sera d’agosto“, la frizzante “Something tomorrow“, che intitola l’album in trio del pianista con Fonnesabaek ed Andrè Ceccarelli, ed una monkiana “Wimp” (Weakly interacting massive particle, ovvero particella massiva che interagisce debolmente), titolo usato dall’autore come metafora per le interazioni fra i musicisti presenti sul palco. Platea al solito gremita e pubblico entusiasta a riprova che quando c’è il vero jazz, apprezzano tutti, dall’appassionato navigato all’ascoltatore casuale.

© Roberto Cifarelli

Foto di Roberto Cifarelli, che ringraziamo di cuore

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