PERAZZO / CARDILLO / WILLIAMS – Portrait Of A Moment – Red Records – Supporti disponibili: CD
Non è cosa d’ogni giorno cogliere due eccellenti speranze del jazz italiano non ancora trentenni a contatto con un colosso del contrabbasso che ha scritto la storia del jazz, l’83enne Buster Williams. “Portrait Of A Moment” ci riporta idealmente, e con una certa nostalgia, ai tempi in cui l’ospite americano arrivava, riverito con gli onori del caso, a dare visibilità e peso specifico a combi italiani, ritmiche locali et similia. In questo caso il disco è stato inciso a New York in un giorno, sfruttando una conoscenza reciproca basata sulla partecipazione dei due italiani a corsi tenuti da Buster Williams presso la Manhatthan School Of Music, un mentore e due discepoli, insomma, un po’ increduli nell’ottenere il pronto ok di Williams per l’incisione, la scintilla dell’ammirazione e il magistero della storia.

Auguriamo al pianista Tommaso Perazzo e al batterista Marcello Cardillo che il volano di questo lavoro per la gloriosa Red Records li lanci in orbita definitivamente, perché questo trio funziona eccome, c’è eleganza e fluidità nella playlist che comprende un solo standard, “Footprints” di Wayne Shorter, e procede veloce e spontanea, nel solco di un mainstream jazz screziato da venature antiche anche nelle nuove composizioni, o quando si omaggia Mulgrew Miller riprendendo la sua folgore groove del 1987 “Soul Leo”. Ripescaggio prezioso, dal songbook di un maestro assoluto della tastiera che troppo spesso non viene tenuto nella giusta considerazione, un momento energetico con tocco funky all’interno di di un album spesso giocato su chiaroscuri introspettivi.
Ad aprire i giochi di questo album realizzzato sostanzialmente in first take ci sono due brani di Perazzo, pianista assolutamente da seguire, dallo stile versatile debitore ora di Hancock, ora di Corea, giusto per dare un’idea, e troviamo la veloce “Back At The Right Spot”, che pare scritta per l’occasione e chiarisce bene il livello del trio e poi la ballad latina “Alba Sul Mare”, scritta durante la pandemia, con il lirico basso di Buster quasi sempre in primo piano ad indicare la via, con un flusso d’idee continuo ed un supporto roccioso, come si apprezza nell’emozionante “Cristina”, dal songbook di Williams, da cui arriva anche “Where Giants Dwell”, ovvero dove abitano i giganti, come Dexter Gordon, Woody Shaw o McCoy Tyner, giusto per citarne qualcuno che ha avuto nel basso di Williams un audace, fidato alfiere.
Il trio ha dato prova di sè dal vivo quest’estate, infatti è stato inserito nella programmazione di alcuni Jazz festival che hanno consentito di apprezzare in gran parte il contenuto di questo lavoro nella sua dimensione migliore, a contatto con il pubblico, come si può notare nella clip in calce che li coglie a Santa Maria di Leuca, Luglio 2025, Lampus Jazz Festival.
