La triste notizia è stata purtroppo confermata da colleghi e testate specializzate, che hanno ricordato il suo grande contributo alla scena e l’importante lascito musicale. La notizia si è diffusa inizialmente tra i musicisti durante i soundcheck e i concerti di ieri, 26 gennaio, per poi essere ufficializzata dai media del settore come Slippedisc e UK Jazz News. Da Brooklyn, dov’è nato nel 1947, a CHeßheim, piccolo comune tedesco nella Renania-Palatinato, una parabola che dice molto sulle due anime che da sempre hanno dato vita al suo lavoro. Si era stabilito in quella piccola località dal 2015, dopo il suo pensionamento dall’insegnamento, Beirach infatti ha vissuto e lavorato a Lipsia dal 2000 al 2015, ricoprendo la prestigiosa cattedra di pianoforte jazz presso la HMT Leipzig ed è in questa città che ha formato molti talenti jazz europei attualmente in circolazione…
Negli ultimi anni, nonostante il ritiro dalla vita accademica e il trasferimento a Heßheim, era rimasto attivo nella comunità musicale tedesca fino a quando i problemi di salute non si sono aggravati.
Sebbene non sia stato rilasciato un comunicato medico dettagliato era noto che Beirach stesse combattendo da tempo contro gravi problemi di salute (tra cui un tumore ai polmoni) che lo avevano costretto a interrompere le esibizioni già dalla fine del 2023. Negli ultimi mesi era stata attiva una campagna su GoFundMe per sostenere ingenti spese mediche, segno del grande affetto della comunità jazzistica nei suoi confronti. Il mondo del jazz perde uno dei suoi più raffinati architetti dell’armonia, un vero maestro che ha saputo unire l’anima del romanticismo europeo alla libertà del jazz contemporaneo.
Il violinista Gregor Huebner lo ricorda con queste toccanti parole:
“È un momento così profondo ed emozionante per me, dire addio a Richie. Per trent’anni abbiamo condiviso il palco e lo studio: è stato il mio mentore, il mio fratello musicista, il mio college e il mio più caro amico. Fin dalla prima nota che abbiamo suonato insieme, è stato come se ci conoscessimo da una vita, e quella magia non è mai svanita. Abbiamo viaggiato per il mondo, superato momenti difficili, tutto ora si è sciolto… Ma mai, nemmeno per un istante, mi sono pentito del tempo trascorso insieme: a fare musica, a parlare di composizione e a celebrare la vita, soprattutto nel giorno del nostro compleanno comune, il 23 maggio 1947 e 1967. Richie era anche un insegnante straordinario. Ho imparato a insegnare da lui, fianco a fianco in innumerevoli workshop, e gli sarò sempre grato per quel dono.
Insieme a George Mraz, abbiamo formato il Trio: Beirach Huebner Mraz. Con Randy Brecker e Billy Hart, abbiamo suonato per anni al Birdland di New York: quelle serate erano sempre i momenti salienti del mio anno. Con mio fratello Veit e Michael Kersting, Richie ha diretto il suo Quartetto Europeo. E, naturalmente, come duo, ci siamo esibiti ovunque.
Questa foto risale a più di un anno fa, l’ultima volta che abbiamo suonato insieme a Mannheim, nell’ambito della serie New Music di Sidney Corbet. Richie era ancora in piena forma allora. Il suo sogno era registrare con il Sirius Quartet. Mi dispiace tanto, Richie, dovremo farlo nella prossima vita. Dicevi sempre: “Non pensare di dover finire il tuo pensiero compositivo oggi, perché se lo fai, non avrai qualcosa da cui riprendere il giorno dopo”. Quindi riprenderemo nella prossima vita, amico mio.
Buon viaggio e saluta George (Mraz, NdR) da parte mia. Sono grato di aver potuto salutarti ieri, mi mancherai profondamente, fratello mio.
Love, Gregor“

Lo ricordiamo da queste colonne con grande affetto e con una delle sue composizioni più celebri, Leaving…

