Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia conferirà la laurea ad honorem in pianoforte jazz a Pasquale Luca Medici, in arte Checco Zalone. La cerimonia di conferimento si terrà il 23 giugno alle 18 nell’anfiteatro del conservatorio di Rodi Garganico, nell’ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest.
«Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano – si legge in una nota – attribuisce ad un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz». Nel corso della cerimonia, Luca Medici terrà una lectio magistralis.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Dopo decenni di tormentosa ricerca, il mondo accademico italiano ha finalmente trovato la risposta alla domanda che affliggeva gli studiosi di tutto il pianeta: chi merita una laurea honoris causa in pianoforte jazz?
La risposta, come spesso accade nella storia del pensiero umano, era sotto i nostri occhi. O meglio: in televisione, durante le pubblicità del cinepanettone.
L’Università di Foggia, istituzione che evidentemente non aveva abbastanza problemi, ha conferito a Luca Medici , in arte Checco Zalone , il titolo di Dottore in Pianoforte Jazz.
Il gesto ha commosso l’intera comunità musicologica internazionale. Il Miles Davis Institute di New York ha dichiarato di volersi sciogliere, in quanto “la disciplina ha raggiunto il suo apice”. Il conservatorio di Napoli ha annullato i prossimi esami di ammissione: “A che serve studiare solfeggio per vent’anni se poi arriva Foggia e ti laurea Zalone?”
Gli studenti di pianoforte jazz di tutta Italia, che hanno trascorso anni incurvati su spartiti di Thelonious Monk, Bill Evans e Herbie Hancock , hanno reagito con quella compostezza che si addice a chi ha appena scoperto che i propri sacrifici erano, in linea di principio, facoltativi.
Stando a quanto comunicato dall’ateneo, la laurea sarebbe motivata dall’attività artistica e culturale di Zalone. In effetti, Cado dalle Nubi ha cambiato per sempre il nostro modo di concepire il contrappunto. Quo Vado? ha aperto nuove frontiere nell’armonia modale. E Tolo Tolo, unanimemente riconosciuto, ha fatto piangere più del Requiem di Mozart , anche se per ragioni leggermente diverse.
Va detto che Zalone suona davvero il pianoforte, e lo fa pure con una certa bravura. Ma questo, in un Paese che si vanta di avere i migliori conservatori del mondo, pare essere diventato un dettaglio quasi accessorio nel curriculum di un dottore honoris causa.
La Classica Difesa: “È per Meriti Culturali”
L’università ha spiegato che il riconoscimento va inteso in senso lato, come tributo all’impatto culturale del comico pugliese. E fin qui, tutto comprensibile. Perché Zalone è bravo, è intelligente, è anche musicalmente dotato. Il punto non è lui.
Il punto è che da qualche parte, in qualche cantina foggiana, c’è un pianista jazz che ha vissuto di toast e caffè per quindici anni, che conosce a memoria tutti i chorus di Charlie Parker, che ha suonato alle tre di notte in locali dove il pubblico era composto da due avventori e un cane , e che oggi ha scoperto che la sua laurea quadriennale in pianoforte jazz vale esattamente quanto un comunicato stampa e una cerimonia in giacca e cravatta.
Sulla scia del successo, fonti vicine all’ateneo rivelano che sono già in programma nuovi riconoscimenti:
Laurea in Chirurgia a Massimo Boldi, per i numerosi film in cui ha interpretato medici;
Laurea in Giurisprudenza ad Aldo, Giovanni e Giacomo, per Tre uomini e una gamba;
Dottorato in Astrofisica postumo a Renato Pozzetto, per E la vita, la vita. Lettere Classiche con lode, Conservatorio di Milano a Tony Effe.
La commissione ha impiegato quattro sedute a capire i testi. Alla quinta ha deciso che era Petrarca.
Checco Zalone è un artista genuino, un comico intelligente, un pianista sopraffino. Nessuno glielo nega. Avrebbe probabilmente meritato una laurea honoris causa in Comunicazione, in Sociologia dei media, perfino in Umorismo applicato alla critica sociale , disciplina che in Italia non esiste, ma forse dovrebbe.
Invece no. Pianoforte jazz.
Perché in Italia, quando vogliamo omaggiare qualcuno, non gli diamo quello che merita. Gli diamo quello che stupisce. E poco importa se, nel processo, svuotiamo di senso una disciplina intera.
Del resto, come direbbe lo stesso Zalone: «Siamo una grande Nazione».
L’autore di questo articolo non ha una laurea honoris causa in nulla, e ci sta lavorando.
