Il vocabolo “grazia” è accompagnato da una pluralità di significati e declinazioni. Da fonte vocabolaria, può riferirsi ad un’attitudine del comportamento, un modo di fare gentile e garbato, ad una valutazione estetica, che esprime eleganza e bellezza, ma può avere anche un significato tecnico giuridico – il provvedimento di un’Autorità finalizzato al condono di una pena – od uno religioso /teologico – il dono gratuito e soprannaturale con cui Dio guida l’uomo verso la salvezza eterna.
Mi è capitato, nei miei racconti musicali, di usare il termine grazia per descrivere l’impressione suscitata da un brano, nel tentativo di restituirela sensazione di una capacità espressiva mitigata da una sorta di pudore.
Il progetto del chitarrista Luca Falomi, della violinista Anais Drago e del fisarmonicista Fausto Beccalossi pubblicato da poco dall’etichetta Artesuono, ha a che fare con tutto ciò, ma qui la parola del titolo è un anagramma di Garcia, il cognome del poeta spagnolo Federico Lorca, cui questa musica è dichiaratamente ispirata.
Il terreno su cui convergono le tre personalità musicali provenienti da storie e direzioni diverse, è quello della cultura sudamericana, ma la scelta espressiva, in grado di combinare scrittura ed improvvisazione, attenzione alla melodia e momenti di grande libertà espressiva, riesce a combinare efficacemente, facendone cifra stilistica autonoma, l”espressività della chitarra acustica, il taglio avanguardisco del violino e le aperture world della fisarmonica.
Nel corso degli undici brani, nove originali e due riprese, la finale “La tarara” firmata da Lorca stesso nel rispetto della tradizione musicale anadalusa ed un frammento della “Serenata sentimantale” di Manuel Da Falla, compositore molto amato dal poeta, gli strumenti animano un dialogo intenso e rarefatto, febbrile ed onirico, a seconda dei casi, intrecciando ruoli ed assoli nella costruzione di un tessuto armonico denso di contenuti evocativi.
Elementi che ritroviamo fin dall iniziale “Comenzar“, racchiusa fra un iterativo ed umbratile tema e le aperture armoniche delle sezioni improvvisare dei tre strumenti in sequenza, come nelle atmosfere ritmicamente dinamiche del suggestivo tema di “Duende” che prelude alle meditazioni di “Olividar” dove, a sottolineare lo sviluppo drammatico del brano, compaiono anche le voci usate in funzione strumentale.
Il frammento del brano di Da Falla, affidato ad un violino sentimentale, introduce la solare melodia di “Stefany” a firma di Beccalossi, terreno per un serrato dialogo in assolo fra le corde del trio, mentre dalle trame oniriche ed astratte di “Cuttin Wind” il percorso giunge a “La tredicesima ora“, brano di Falomi già inciso con altra formazione.: questa versione cristallizza lo slancio melodico dell’originale nelle frasi della fisarmonica e del violino, esaltando, per contrasto, l’afflato melodico ed il pathos del tema originale
Le straniate digressioni de “Il reale ed il riflesso” ricondotte ad un fiammeggiante unisono ritmato con il battito delle mani e le visioni oniriche di “Sogni” conducono all’epilogo, il brano di Lorca che partendo dal tema tradizionale che emerge da una tenue cortina di nebbia, si trasforma in una fuga barocca, a siglare l’impronta eclettica e l’imprevedibile traiettoria di questi tre creatori di emozioni.
A completare il progetto, un esemplare di arte grafica nella copertina del disco, l’opera di Emilio Tadini pittore, scrittore e intellettuale legato all’arte contemporanea e alla riflessione del linguaggio., dal titolo “Composizione” (1958).
Gracia!, che ha trovato origine nell’ambito della rassegna genovese Jazz and breakfast nel 2025 ed è stato rappresentato in un recente tour in Sudafrica, tornerà dalle parti delle proprie origini a Bogliasco per il festival Ombre di jazz lsabato 29 agosto.
TRACKLIST
01. Comenzar L. Falomi
02. Duende L. Falomi
03. Olvidar A. Drago
04. Serenata Sentimentale M. De Falla
05. Stefany F. Beccalossi
06. Juguete Prohibido A. Drago / F. Beccalossi
07. Cutting Wind L. Falomi
08. La tredicesima ora L. Falomi
09. Il reale è il riflesso A. Drago
10. Sogno F. Beccalossi
11. La Tarara Trad. F. G. Lorca

Luca Falomi, Anais Drago, Fausto Beccalossi – ¡Gracia!
The word “grace” carries a multitude of meanings and nuances. According to dictionary definitions, it can refer to a way of behaving, a kind and courteous manner, or an aesthetic quality expressing elegance and beauty. But it can also carry a technical, legal meaning — an authority’s act of pardoning a sentence — or a religious/theological one: the gratuitous, supernatural gift through which God guides humankind toward eternal salvation.
In my own writing about music, I have occasionally used the word grace to describe the impression left by a piece, trying to capture an expressive capacity tempered by a kind of reserve.
The project by guitarist Luca Falomi, violinist Anais Drago, and accordionist Fausto Beccalossi, recently released by the Artesuono label, touches on all of this — but here the title is also an anagram of Garcia, the surname of the Spanish poet Federico Lorca, to whom this music is openly dedicated.
The common ground where these three musical personalities — each coming from different backgrounds and paths — converge is South American culture. Their expressive choice, capable of blending composition and improvisation, attention to melody and moments of great expressive freedom, successfully merges the expressiveness of the acoustic guitar, the avant-garde edge of the violin, and the world-music openness of the accordion into a distinctive, autonomous style.
Across the eleven tracks — nine originals and two covers, the closing “La tarara,” penned by Lorca himself in the Andalusian musical tradition, and a fragment of Manuel de Falla’s “Serenata sentimentale,” a composer greatly admired by the poet — the instruments carry on an intense and rarefied dialogue, by turns feverish and dreamlike, weaving roles and solos into a harmonic fabric rich in emotional content.
These elements are already present in the opening “Comenzar,” framed between a repetitive, shadowy theme and the harmonic openings of the three instruments’ sequential improvised sections — much like the rhythmically dynamic atmospheres of the evocative theme of “Duende,” which leads into the meditations of “Olvidar,” where voices used instrumentally also appear, underscoring the piece’s dramatic development.
The fragment from Da Falla’s piece, entrusted to a sentimental violin, introduces the sunny melody of “Stefany,” written by Beccalossi, ground for a tight, soloistic dialogue among the trio’s strings. From the dreamlike, abstract textures of “Cutting Wind,” the journey arrives at “La tredicesima ora,” a Falomi piece already recorded with a different lineup: this version crystallizes the melodic drive of the original in the accordion’s and violin’s phrasing, heightening, by contrast, the melodic pathos of the original theme.
The estranged digressions of “Il reale e il riflesso,” brought back to a blazing unison marked by hand-clapping, and the dreamlike visions of “Sogno,” lead to the closing track — Lorca’s piece, which starts from a traditional theme emerging through a thin veil of mist and transforms into a baroque fugue, sealing the eclectic imprint and unpredictable trajectory of these three creators of emotion.
Completing the project is a striking piece of graphic art on the album cover: “Composizione” (1958), a work by Emilio Tadini, painter, writer, and intellectual associated with contemporary art and the reflection on language.
¡Gracia!, born within the Genoa-based Jazz and Breakfast festival in 2025 and performed on a recent tour in South Africa, will return close to its roots in Bogliasco for the Ombre di Jazz festival on Saturday, August 29th.
