Only for Braxton’s fans

Tutto il  nuovo catalogo Braxton House è ora presente in Bandcamp .  Una mole impressionante composta da 54 titoli, molti i box costituiti da numerosi compact allegati, il tutto ascoltabile almeno in parte e acquistabile (per l’intera discografia si spendono 646,50 dollari con uno sconto del 25% sul totale titolo per titolo).  Un semplice elenco di album ordinati per numero di catalogo è disponibile in questa  pagina : https://tricentricfoundation.org/new-braxton-house-records-discography/

L’aggiunta più recente al catalogo è una riedizione dell’album dal vivo  The Aggregate, del Rova Saxophone Quartet con Anthony Braxton registrato nel 1986 e 1988 per Sound Aspects Records. Il  programma  futuro di New Braxton House prevede di aggiungere le ristampe,  quando possibile, anche dei bootleg che erano presenti sul sito precedente.

 

All’inizio dell’anno a Tri-Centric sono stati assegnati 5000 dollari dal Grammy Museum Grant Program per organizzare  e censire un inventario di 1.025 registrazioni audio e video di Anthony Braxton. Questo materiale giocherà un ruolo chiave in  “Braxton75, ” un progetto che onorerà il  75 ° compleanno di Braxton nel 2020, finanziato in parte dalla Fondazione Robert D. Bielecki.

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Prossimamente in uscita c’è un cofanetto Limited-Edition Deluxe di  Syntactical Ghost Trance Music (SGTM), previsto all’inizio del prossimo anno. In SGTM Braxton non conduce e non suona. Le sue composizioni sono presentate dal Tri-Centric Vocal Ensemble che comprende dodici dei migliori cantanti sulla scena, molti dei quali hanno lavorato con Braxton dopo l’incisione dell’opera Trillium. La presentazione del CD si terrà alla Roulette, celebre locale newyorkese, nel gennaio 2019,  con Carl Testa/Cory Smyth Duo che eseguiranno le composizioni di Braxton .

Quando si parla della discografia stupefacentemente bulimica di Anthony Braxton , la sorpresa maggiore non è la decisione necessaria di avviare una propria etichetta, bensi che questo sia avvenuto quando il compositore e polistrumentista aveva già maturato quasi trent’anni di esperienza in una carriera magistralmente inventiva.

In Forces in Motion , il notevole libro di Graham Lock del 1988 costituito da interviste con l’artista, Braxton ha discusso il suo desiderio di documentare il suo approccio personale al bebop, e il suo simultaneo timore che così facendo renderebbe ancora più probabile essere considerato un musicista jazz e nient’altro, mentre lo stesso artista ha più volte affermato nelle interviste di considerarsi un musicista e compositore contemporaneo e non un jazzista.

“Non riesco a pubblicare la mia musica da orchestra, non riesco nemmeno a far uscire la mia musica da camera”, ha detto Braxton a Lock . “Uno non dovrebbe essere un filosofo per capire che se una casa discografica può farti suonare” How High the Moon “piuttosto che” Composition 116 “, il pubblico non farà che chiedere” How High the Moon “. Così ho deciso di non incidere album di be bop..”

Braxton fortunatamente oggi non ha più questi problemi, questa era di autodistribuzione ha coinciso con un periodo creativo particolarmente fertile, che spesso lo porta a passare tra opere grandiosamente sperimentali e improvvisazioni di piccoli gruppi, e anche a esporre nuovi sistemi compositivi . Come ennesimo segno della sua instancabile creatività, Braxton continua anche a pubblicare alcuni album per altre compagnie.

La sua prima etichetta indipendente, battezzata semplicemente Braxton House, debuttò nel 1996. Usò una sovvenzione assegnata dal premio MacArthur “Genius” del 1994 al compositore per realizzare la prima registrazione completa di un’opera di Braxton, Trillium R (sottotitolato “Shala Fears for the Poor” ). Dopo essere rimasto dormiente per un po ‘, nei primi anni 2000, l’etichetta – ora soprannominata New Braxton House – è tornata in vita nel 2011. Da allora, la label ha aggiunto più cofanetti e album solo digitali al programma di produzione indipendente dell’artista.

Link: https://newbraxtonhouse.bandcamp.com/

Discografia  http://restructures.net/BraxDisco/BraxDisco.htm

Testo liberamente tradotto da mail Tri-Centric e da Bandcamp

 

1 Comment

  1. Ho sempre cercato di guardare a Braxton con animo libero da pregiudizi, sia positivi, che soprattutto negativi. Qualche mese fa sono stato anche bacchettato per aver ricordato che si tratta di un musicista che nonostante tutto manifesta in modo espresso la discendenza da una tradizione che altri danno ‘per implicita’ (quando va bene). Devo però dire che questa notizia mi lascia un po’ perplesso. Non credo molto alla c.d. ‘autoproduzione’ da parte dei musicisti, oggi resa possibile da relativa facilità ed economicità di accesso delle tecnologie necessarie per una registrazione di livello professionale. Il risultato è una produzione ipertrofica, poco filtrata in termini di una sia pur minima ricezione da parte del pubblico, anche se ristretto e specialistico. Il contraddittorio dialettico di un produttore o di un A&R man di etichetta non è sempre in sé un fatto negativo, anzi… può contribuire a quell’efficacia ed essenzialità che spesso certi musicisti non riescono a raggiungere da sé. Del resto, se scorriamo la discografia ‘commerciale’ di Braxton degli ultimi venti anni, non mi sembra di vedere carenze di documentazione, anche per le sue opere più impegnative. Capisco che negli States ‘jazz’ è una parola che sa ancora di whisky, di night club, di prossimità con Cosa Nostra, capisco che anche Braxton voglia veder riconosciuto il suo status di ‘compositore’ (ma basta un voletto in Europa per rimediare…), ma vedo il concreto rischio che molte ‘punte di diamante’ intellettuali della musica afroamericana si inoltrino e si smarriscano nelle plaghe desolate (e deserte) in cui vaga la c.d. ‘musica contemporanea’, sempre più dipendente da sovvenzioni e – paradossalmente – da riconoscimenti accademici spesso concessi per sola degnazione. Non certo un bell’esito per gli eredi di Coltrane o di Ornette…. Senza contare che – di paradosso in paradosso – al fondo si può riconoscere la stessa logica che spinge Wynton Marsalis a certe operazioni ‘istituzionali’, sulle quali nutro grandi dubbi. My five cents. Milton56

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