Perry Robinson R.i.p.

Il clarinettista statunitense Perry Robinson è morto il 2 dicembre scorso a 80 anni. Nato a New York nel 1938, Robinson era il figlio del compositore Earl Robinson. Durante la sua infanzia, gli ospiti regolari della casa paterna includevano Leadbelly, Pete Seeger e Leonard Bernstein. Un altro amico di famiglia era Woody Guthrie, che riconosciuta la natura creativa di Robinson, gli scrisse lettere per nutrire la sua crescente curiosità per la musica e le arti.

“Quello che mio padre, Pete e Leadbelly mi hanno insegnato era avere una mente libera”, ha detto Robinson. “Volevano vivere in un’America più inclusiva e quando ho incontrato la musica free, avevo già una mente che era aperta ad accettarla. Ecco perché folk e free sono uguali. Portavo mio padre alle sessioni nei  loft e una volta capito che poteva suonare quello che sentiva in modo intuitivo, ha tirato fuori la sua musica. “Ora capisco,” mi disse.

Alla fine degli anni ’50, Robinson ha studiato alla Lenox School of Jazz in Massachusetts. All’inizio della sua carriera ha lavorato con il pianista Tete Montoliu, e in seguito con artisti del calibro di Henry Grimes, Bill Dixon, Carla Bley, Archie Shepp, Charlie Haden, Gunter Hampel, Badal Roy, John Carter, Anthony Braxton, Pete Seeger, George Clinton e molti altri. Lavorava come parte del Klezmokum di Burton Greene e della Po Band di Lou Grassi, ed era anche membro di Clarinet Contrast, con Theo Jörgensmann e Bernd Konrad.

Nell’album di debutto , Funk Dumpling, pubblicato nel 1962 Robinson si accompagnava a Kenny Barron, Henry Grimes e Paul Motian. E ‘anche apparso con Grimes nel 1965 in The Call . Nel 1967 ha partecipato a Archie Shepp’s Impulse!,  Mama Too Tight, e nello stesso periodo ha registrato The Uni Trio con David Izenzon al contrabbasso e Randy Kaye alla batteria.

Robinson l’ho visto in concerto una sola volta, il 7 dicembre del 2003 al Teatro Manzoni di Milano per la rassegna Aperitivo in concerto. Si esibiva in trio, con Andrew Cyrille alla batteria e Henry Grimes al contrabbasso. Per quello che posso ricordare, un buon concerto, ma l’attenzione era tutta per Grimes, scomparso da anni e più volte dato per morto e riapparso invece grazie ad un assistente sociale che lo ha ritrovato un anno prima ad Athens, Georgia, in un “efficiency hotel”,  poco più di un rifugio per homeless.
 

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