Il peggiore

Mentre le liste dei migliori album impazzano ovunque, e in attesa del Top Jazz di Musica Jazz ma sopratutto del Best Jazz di Tracce di Jazz, mi debbo togliere un sassolino dalla scarpa.

Per una volta vorrei parlare dell’album peggiore dell’anno. Ovviamente peggiore secondo i miei gusti e le mie aspettative, visto che figura in numerosi elenchi dei Best del 2018.

Non è qui in discussione il valore del musicista Marc Ribot, tra l’altro uno dei miei preferiti (almeno quando non suona hard rock). Di lui tutti gli appassionati apprezzano le indubbie qualità, la capacità di adeguarsi ad ogni contesto, dalla colonna sonora (splendida, ad esempio, quella di Ogni cosa è illuminata) alle formazioni di Zorn, passando naturalmente dai progetti a nome proprio.

Però, e mi scuso con chi legittimamente non è d’accordo, questa versione di Bella ciao è la più brutta, insulsa e inutile che abbia mai sentito. Mettere insieme Ribot e Waits per ottenere questo è un delitto di lesa maestà verso i due musicisti. Possibile che il produttore o l’enturage di Ribot non gli abbia fatto venire qualche dubbio ?

Fantozzi l’avrebbe liquidato con “è una cagata pazzesca” , ma è tutto l’album che suona retorico, vecchio, superato. Detto questo, spero di non ricevere i padrini di Ribot con la rituale sfida a duello all’alba e dietro il covento dei frati neri.

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