Jamie Saft Quartet “Hidden corners”: musica per curare le coscienze

Ogni musicista di questo gruppo ha il potere di trasportare l’ascoltatore in regni superiori, tutti  sono maestri nell’evocare stati mistici attraverso la musica” L’inarrestabile tastierista statunitense dedica questa nuova session in quartetto con  Bradley Jones al basso, Hamid Drake alla batteria e Dave Liebman a saxes e flauto, al potere evocativo ed alla dimensione spirituale del jazz, riprendendo percorsi tracciati nel passato da John Coltrane, Pharoah Sanders ed Albert Ayler.

Sono stato affascinato e ispirato dal percorso del jazz spirituale per anni”, spiega Saft. “Alice Coltrane, Pharoah Sanders, John Coltrane, Albert Ayler – tutti questi artisti cercano stati estatici di coscienza nella musica, esperienze trascendenti che possono essere tracciate attraverso l’arte, la musica, la spiritualità, l’esercizio e la meditazione. Il misticismo ebraico considera queste stesse vie”.

Lo spunto che ha fornito la scintilla per “Hidden corners” è una session inizialmente progettata per essere l’ultima registrazione del New Zion Trio, con Jones e Drake , quindi ampliata a comprendere Liebman dopo un concerto comune dedicato alle ultime opere di John Coltrane. “Abbiamo rapidamente instaurato un’amicizia e una connessione musicale“, ricorda Saft. “Quando Liebman suona, c’è la massima profondità in ogni aspetto: il suo modo di suonare è ultraterreno, lui ha una vera padronanza dei concetti armonici al massimo livello. Improvvisamente ho visto la possibilità di collegare tutti questi maestri insieme,  musicisti che comprendono i poteri trasformativi della musica. C’è un alto livello di fiducia nel lavoro, nel processo, nelle nostre capacità reciproche. La musica è quindi solo un veicolo per continuare questa conversazione tra di noi, con l’obiettivo di creare arte che sia una sorta di cura anche per l’ascoltatore“.

L’ombra dei Coltrane e degli altri musicisti citati come ispirazione si allunga sulle otto composizioni tutte originali di Saft, distribuite con variabile alternanza di climi ed umori, ed interpretate con vero spirito collettivo, ponendo lo stile narrativo e soul di Saft, quello lirico e luciferino di Leibman, le avvolgenti volute del basso di Jones e la duttilità delle percussioni di Drake al servizio di una musica lucidamente in bilico fra tradizione ed attualità. L’iniziale “Positive way”, emblematica fin dal titolo, detta le coordinate del lavoro con un sontuoso e rilassato tema che segue l’intro del pianoforte di di Saft , “Yesternight”, una ballad  increspata dagli spigoli del soprano di Leibman e la title track, un esempio dello stile sincretico di Saft con grande spazio al contrabbasso di Jones, seguono il medesimo andamento, mentre il free ayleriano domina “Seven are double”,  ed atmosfere arcane ed etniche prodotte dal flauto di Liebman pervadono “231 gates” e “The anteroom” . Se “Turn at every moment” contraddice l’atmosfera di concentrata meditazione creata dal pianoforte con gli interventi melodici del sax,  la  chiusura di “Landrace” propone in chiave dinamicamente più marcata ed emotivamente esaltante tutti gli elementi di questo quartetto in grado di “leggere” una importante pagina della storia del jazz con la lucida determinazione di chi crede nel potere della musica.

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