Riportiamo i piedi per terra

Quanti conoscono il fotografo delle foto più famose di Chet Baker?
E quello di quelle di Miles?
E quando Miles fece il suo grande rientro, chi conosce il nome dell’ufficio stampa che lo comunicò a tutto il mondo?
Quanti conoscono il nome dei direttori artistici di Woodstock? E del North Sea Jazz Festival?
Chi mi sa dire così su due piedi i nomi di dieci agenti o manager?

Spero nessuno, e lo dico da musicista e da persona che ha alcune quote di una nota società di management, la M.g.m., che nell’ultimo referendum dei lettori di Jazzit ha ricevuto oltre 300 voti.

L’addetto stampa è una figura che un lettore, cioè un appassionato, non dovrebbe neanche sapere che esiste, i fotografi di musica, quelli bravi, sono quelli che con la loro personalità in uno scatto ti sanno raccontare solamente la musica, l’agenzia di management funziona quando riesce all’esterno a far apparire solamente l’artista che rappresenta, il direttore artistico si conosce unicamente quando esso è anche un noto musicista (vedi Paolo Fresu) ma è una figura che spesso e volentieri non compare neanche scritto nei programmi.

Al referendum di Jazzit hanno partecipato migliaia di votanti, e sono certo siano tutti reali (e lo sottolineo 5 volte), ma mi viene da chiedere, come mai allora se ci sono almeno 3.000 persone che votano gli addetti al settore, che abitualmente sono conosciuti solo dagli addetti al settore, non ce ne sono almeno altri 10.000 che comprano dischi, frequentano assiduamente concerti e visitano le nostre pagine Facebook o Spotify?

Giovanni Guidi, dal profilo Facebook

Da ieri è pubblico il risultato del Jazzit Awards 2018 e su Facebook, salvo rare eccezioni come appunto lo scritto di Giovanni Guidi, è tutto un susseguirsi di post di ringraziamento dei musicisti premiati dai risultati. Vorrei, se possibile, riportare tutti con i piedi per terra.

Diamo per accettato dai più che tutti i referendum, sia dei critici che dei lettori, hanno comunque un valore del tutto relativo, e diamo anche per acquisito che i meccanismi di ogni Top Jazz o Jazzit Awards presentano pecche non indifferenti per trasparenza e zone d’ombra. Non siete persuasi ? Allora ricordo che ormai da qualche anno non si conoscono ne i nomi ne le scelte dei critici che votano per il Top Jazz. Per quanto riguarda il Jazzit Award le incongruenze paiono ancora maggiori: il numero dei votanti è pari quasi alla metà dei paganti dell’ultima edizione di Umbria Jazz e non so quante volte multiplo delle vendite mensili delle due testate nazionali messe insieme. Incrociando le dita diamo fiducia comunque alle cifre, ma le incongruenze non sono affatto finite.

Basta scorrere le varie categorie per accorgersi di “sparizioni” quanto mai difficili da credere: Franco D’Andrea, non propriamente l’ultimo arrivato, non compare nelle classifiche ne come pianista ne come gruppo. Ma non è l’unico, ognuno può divertirsi a trovare   nomi di grandi musicisti o di gruppi fondamentali che semplicemente non ci sono. Che distratti questi votanti…ad esempio dopo una rapida lettura non ho trovato traccia di John Surman, Jack De Johnette, Leo Smith, Mary Halvorson,  Enter Ellen, Giovanni Maier, Alberto Mandarini, Luciano Rossetti, Luca D’Agostino. Giusto per nominare i primi che mi vengono in mente.

In compenso ci sono musicisti che io ignoro completamente (si, è vero, vivo nell’estremo nord del paese e lontano dalla città, ma sono 50 anni che seguo la musica jazz…..) che vantano centinaia di preferenze. Che dire, le diverse claque dei vari fans club si sono date un gran d’affare…..

Consentitemi per finire una nota quasi umoristica: nel settore dei libri “Poesie jazz per cuori curiosi” di Paolo Fresu ha ottenuto 1047 voti, mentre Grande Musica nera di Paul Steinbeck ne ha avuti 357. Un dato preoccupante per tutti coloro che hanno a cuore la poesia……

1 Comment

  1. Colpisce che osservazioni del genere – molto acute e pertinenti – vengano formulate da un musicista che certo non si può definire un ‘outsider’ dell’ambiente. Questo, insieme ai numeri efficacemente raffrontati, non fa altro che proiettare ancora più dubbi e scetticismo sui vari ‘polls’ che si celebrano dalle nostre parti, in alcuni casi in un’atmosfera di segreto cospirativo francamente ridicola e che autorizza molti sarcasmi. A mio avviso, l’unico sondaggio che potrebbe contare sarebbe quello svolto tra i lettori delle riviste, adottando un semplice meccanismo che consenta l’espressione di voto per una sola volta (qualcosa di simile alla lettura dei codici ottici sui biglietti dei concerti). Credo che questo sarebbe di gran lunga più interessante per i musicisti – e non solo per loro – delle preferenze di professionals dell’organizzazione, già ben note per via del fatto che hanno disposizione le poche tribune pubbliche per manifestarle e diffonderle. E’ il Pubblico il grande sconosciuto del mondo del jazz italiano, e sarebbe ora che qualcuno si decidesse ad accendere anche un piccolo lumino per cercare di esplorare il buio delle platee dei concerti e l’oscurità ancora più insondabile che avvolge modi e luoghi di ascolto e fruizione quotidiana di questa musica. L’estate scorsa, in margine ad un festival ho visto distribuire agli spettatori un questionario molto ben concepito dall’istituto specializzato di una nota Università: sarebbe molto interessante conoscere i risultati di una ricerca che appariva molto professionale e ben impostata sotto il profilo di metodo, peccato solo per le adesioni limitate dal fatto che il questionario veniva distribuito all’ingresso dei concerti.
    Un libro di poesie migliore volume sul jazz? Prescindiamo anche dal fatto che questo è l’anno leonardesco, che favorisce il fiorire del genio polimorfo, ma io sono resto convinto che mentre la Poesia pullula sugli scaffali delle librerie (magari ci fosse un lettore di versi per ogni poeta laureato….), la sparuta saggistica musicale e segnatamente quella jazzistica meriterebbe un pochino più di attenzione, non foss’altro per il gran lavoro che ci sta dietro. Anche questo ‘plebiscito off topic’ non giova affatto all’attendibilità del sondaggio che lo ha recepito. Milton56

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