Memories of you: Robert Wyatt

Rabbrividisco nel pensare a come avrebbero potuto essere gli ultimi decenni senza il commento continuo e non allineato offerto dalla musica e dai testi di Wyatt ( e quando parliamo dei suoi testi e dei disegni delle copertine ovviamente dobbiamo riferirci anche ad Alfie). Una volta Robert ha detto che non aveva obiezioni a che le canzoni non avessero senso, perché quando ne hanno, il più delle volte si tratta di un  senso che a lui non piace. Per quanto riguarda le sue canzoni, possono essere sghembe, certamente; a volte eccentriche. Ma per me hanno un senso migliore rispetto alla maggior parte delle cose che succedono oggi nel mondo . Sempre più, Wyatt suona come la voce del buonsenso. Canzoni savie per tempi folli. Non c’è da stupirsi che io, e innumerevoli altri, ne sia stato ispirato e sollevato per così tanto tempo e che gliene sia grato per sempre.

Jonathan Coe

wyatt2

Robert Wyatt e Alfie Benge

Queste che leggete sopra sono le ultime righe della prefazione al libro di Marcus O’Dair, Different Every Time, la biografia autorizzata di Robert Wyatt che oggi compie 75 anni.

Un libro che consiglio caldamente a tutti gli appassionati di musica, jazzofili o meno. Un musicista, che difficilmente può essere inquadrato come jazzista, anche se il suo amore per la nostra musica è una costante della sua vita e delle sue opere, testimoniato dalle innumerevoli collaborazioni. 

Mi riconosco nelle parole scritte da Coe, la musica di Wyatt mi ha accompagnato dalla adolescenza all’età matura e a lui riconosco doti non solo musicali ma di coerenza estrema, merce  rara in un mondo di voltagabbana e di opportunisti.

Tra i pochi che raggiunta una certa età hanno pubblicamente dichiarato chiusa la propria parabola artistica, almeno sotto forma di album a proprio nome, Wyatt ha scritto brani memorabili sia musicalmente sia come testi. Dal non sense di Alifib e Signed Curtain alla profondità e bellezza di Free Will and Testament che vi propongo in versione live sottotitolata in italiano per meglio afferrare lo spessore di una semplice canzone wyattiana.

E finalmente, concedetemi una nota personale, spezzo la catena dei coccodrilli con un sincero e sentito augurio ad uno dei miei eroi musicali.

 

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