Cambiare la vista

Per me le letture che meritano di essere ‘casi editoriali’ sono quelle che mi lasciano il fondo sporco, quelle in cui alla fine della lettura riprendi il libro in mano per ritrovare i passaggi che hanno aperto dei varchi. Quelle in cui cerchi quella parola che ha grattato la superficie. Una bella narrazione non basta, una bella storia neanche.

*

La letteratura dovrebbe non solo raccontare storie ma educare al dolore, alla gioia, alle sfumature dell’amore e della passione. Se da un libro ne usciamo illesi, che senso ha averlo comprato? La parola deve essere usata come un’arma, dobbiamo reimparare a tremare davanti alle storie raccontate. Io non voglio finire un libro e restare quella di prima. Io voglio che un libro mi cambi la vista, come un paio di occhiali nuovi per un miope. Voglio sentire che all’ultima pagina qualcosa dentro di me è stato strappato e poi restituito. Leggere una storia, anche commovente, che non mi si incolla addosso è come andare a fare un bagno in mare senza sentire sulla pelle il sale.

Clery Celeste, http://www.pangea.news/perrin-libro-celeste/

Bene, ora sostituite le parole Letture, Libro,  Parola e Letteratura con Ascolti, Disco, Nota e Musica. Cosa rimane? Non molto, cosi’ come nella letteratura anche nella musica, e nello specifico, nella musica jazz, le uscite discografiche “memorabili” si possono contare annualmente sulle dita di una mano. Non è un fenomeno nuovo, e le eccezioni (penso al benedetto anno 1959) ci sono, ma  sono sempre più rare.

Si tratta forse di cicli periodici di creatività, ma è un dato di fatto che, per quanto la nostra musica sia viva e più che mai creativa , album che prendano un posto nella storia nel corso degli anni a venire siano merce pregiata e di difficile reperibilità, spesso non compresi nell’immediato, soffocati da una produzione discografica del tutto preponderante quanto poi di valore dubbio.

In questo sofferto e particolare 2020 era quasi lecito non aspettare acuti in nessun campo. Invece, almeno per quanto riguarda il jazz italiano, a mio parere sono usciti 5 album bellissimi, che, parlo sempre per me e per i miei gusti, ricorderò anche negli anni a venire.

Senza pretese di oggettività, ne voglio far parte quei pochi che sono arrivati a leggere fin qui. Se per ipotesi non conoscessero e fossero interessati, Spotify e Bandcamp permettono l’ascolto integrale di ogni album.

Sapevatelo.

4 Comments

  1. Già, il vero punto è che una volta si facevano concerti per presentare i dischi, oggi invece si pubblicano album per promuovere i concerti, unica relativa risorsa di sopravvivenza per i musicisti nell’epoca della ‘Musica Liquida’. In questa triste situazione, è ben difficile attendersi opere dense di ispirazione e tensione, concentrate e frutto di un lungo precedente periodo di gestazione. Rare eccezioni sono costituite dalle opere prime di esordienti e dalle centellinate uscite di autentici asceti della musica, che, ormai fuori dalla mischia della quotidianità, si possono permettere cose più meditate (un esempio è proprio il D’Andrea menzionato nel pezzo). La prova del nove sta nel fatto che spesso si ascoltano performance live molto più intense ed articolate delle corrispondenti registrazioni in studio degli stessi materiali, che viceversa spesso suonano più ‘levigate’ direi quasi cosmetizzate: intendiamoci, qui si parla anche di lavori di musicisti di gran livello, del tutto alieni da corrività verso i supposti gusti correnti. Del resto, se si tratta di scegliere una foto da inserire in un biglietto da visita, sarà ben difficile sfuggire alla tentazione di scegliere quella in cui siamo ben pettinati, piuttosto che l’altra in cui appaiamo più intensamente espressivi, ma anche alquanto scarruffati….. Mala tempora currunt, ben acconciati, però….. Milton56

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  2. Dimenticavo: probabilmnete pesa anche l’assenza del filtro di una ‘produzione forte’, spesso bersaglio polemico in anni passati, ma che ha contribuito non poco alla maturazione di tanti grandi talenti. Maturazione che spesso si giova di un po’ di sano e dialettico contradditorio. mIlton56

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  3. Nel vuoto mentale che ormai caratterizza la mia età mi ero scordato completamente del migliore in assoluto, Roberto Ottaviano ed il suo doppio album live. Ho prontamente rimediato inserendo la copertina e faccio ammenda

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