Moncalieri Jazz Festival, musica nonostante tutto.

Una serata dal titolo “Anima jazz”, ospitata nella Chiesa Collegiata Santa Maria della Scala, dedicata al rapporto fra i suoni della musica afroamericana e la religiosità, con il sax di Dario Cecchini, il chitarrista Luca Allievi, l’attrice Silvia Furlan, ed il duo Gavino Murgia/Fabio Giachino impegnati in una rilettura per organo e sax di “A love Supreme. Una rassegna di giovani talenti in duetto e l’omaggio a Charlie Parker con musicisti all’altezza del repertorio quali Luigi Tessarollo, Enzo Zirilli, Claudio Chiara ed Aldo Mella. E per finire, due progetti originali : le canzoni di Renato Carosone rilette in jazz dallo sfrenato gruppo di Daniele Sepe, e la celebrazione per i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini con colonna sonora a cura di un ensemble jazz/classica diretto da Andrea Ravizza con Fulvio Chiara, Albert Hera, Fabio Giachino, Federico Marchesano ed Alessandro Minetto, il quartetto d’archi di Torino e tre special guests: sul palco alla fisarmonica il direttore artistico Ugo Viola ed alle tavole da disegno l’illustratrice Giorgia Molinari, ed in “platea” la nipote di Federico Fellini, Francesca Fabbri Fellini, a sfogliare l’album dei ricordi. Il tutto trasmesso in diretta streaming gratuita con video ed audio pienamente godibili. Abbiamo chiesto ad Ugo Viola come si riesce a confezionare un piccolo “miracolo” come il Moncalieri Jazz Festival, che dall’11 al 15 novembre ha tenuto la sua 23ma edizione in versione adattata alle circostanze attuali. “Abbiamo programmato il festival in sei configurazioni diverse, man mano che le disposizioni governative per il contenimento del virus si facevano più stringenti, racconta Viola, fisarmonicista con illustri trascorsi ed anima del festival. Scartata fin da Giugno scorso la “Notte nera del jazz”, appuntamento che ogni anno porta per le strade e le vie della città gruppi musicali e pubblico, avevamo pensato di trasferire le performances nelle corti storiche, con limitazioni agli accessi, quindi alle scuole di musica, ai ristoranti ed alle residenze protette. Tutte ipotesi che siamo stati costretti a scartare, così come quella di utilizzare il teatro cittadino con limitazione a 105 posti sui 500 disponibili e, da ultimo, la trasmissione on line dallo stesso teatro, perchè con i recenti provvedimenti la struttura è stata chiusa del tutto“. Ce ne sarebbe stato abbastanza per scoraggiare chiunque, ma invece è scattata una potentissima molla collettiva che ha permesso di “reinventare” il festival 2020.

Ugo Viola alla fisarmonica

Dirigo una scuola di musica – continua Viola – ed i genitori di alcuni studenti che lavorano nel settore delle fiere, hanno messo a disposizione un intero capannone e gli allestimenti per uno studio televisivo in piena regola, con 5 telecamere e regia video, mentre l’audio è stato curato da Carlo Miori, un fonico professionista di Moncalieri che ha lavorato con Tiziano Ferro e Fiorella Mannoia. Inoltre, abbiamo deciso di aprire un canale dedicato al festival su internet per evitare i problemi delle dirette social, ed il tutto è stato offerto gratuitamente, a vantaggio dell’iniziativa e della città, sostenendo le spese grazie ai contributi pubblici di Comune e Regione, della Fondazione CRT e di alcuni sponsor privati. “. Risultato? Un successone, con 15.000 spettatori ed oltre 200.000 contatti sul canale e, detto dal punto di vista di chi ha seguito lo streaming, con una qualità audio e video nettamente superiore a quella di molte iniziative live che in questo periodo compaiono in rete in sostituzione dei concerti dal vivo, oltre, ovviamente, al rilievo artistico ed alle scelte coraggiose del programma. Un bellissimo risultato collettivo. “I progetti originali sono un pò il nostro tratto distintivo, – dicono da Moncalieri – ed in particolare quelli che coinvolgono diverse forme espressive, come l’iniziativa dell’anno scorso per i 500 anni di Leonardo, con Fresu, l’attore Pino Insegno, e tanti artisti coinvolti o i progetti per Mandela nel 2018 realizzati con la partecipazione di Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani. Per il futuro speriamo, ovviamente, di tornare a proporre concerti nei teatri, ma dopo l’esperineza di quest’anno, si potrebbe anche pensare ad un abbinamento con qualche iniziativa in streaming.”

Daniele Sepe in “100 Carosone”

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