Tom Guarna – Spirit Science

TOM GUARNA – Spirit Science (Destiny Records)

Con questo “Spirit Science” il chitarrista Tom Guarna, classe ‘67, firma un concept album dall’impianto complesso, decisamente inserito nella corrente mainstream del jazz moderno ma con nitidi riverberi ora fusion, ora latin, ora vagamente “world”. Immerso tra sonorità elettriche, acustiche e svariati sintetizzatori Guarna evoca niente meno che il punto in cui la matematica e la scienza incontrano lo spirito, ambizioso spunto di riflessione offerto da una band d’alto lignaggio, che vede oltre al leader Ben Wendel alle ance, il lanciato Aaron Parks al piano, Joe Martin al basso e Justin Faulkner alla batteria.

I Due Cerchi evocati da Tom Guarna

La “Geometria Sacra” è stata definita anche “linguaggio della luce o linguaggio del silenzio”, un idioma universale attraverso il quale può generarsi cosa. “E’ recente la scoperta scientifica, che ha dimostrato che il nostro cervello trasforma tutte le informazioni in entrata in immagini, prima di trasformarle in pensieri, parole e concetti e lo stesso avviene in uscita. E’ pertanto dimostrato che il cervello umano funziona per archetipi. Gli archetipi e le icone della geometria sono realtà assolutamente perfette, immutabili, senza tempo e scaturite direttamente dalla “Mente di Dio”. Un’immagine, quasi sempre geometrica, nasconde un significato a volte anche molto complesso.

“Due Cerchi” – due cerchi sovrapposti con un raggio comune, creano la seconda forma chiusa della Geometria Sacra. Gli antichi chiamavano questo archetipo la Vesica Piscis.

Non è certo la prima volta che c’imbattiamo in musicisti affascinati da questi aspetti, un criptico connubio fra scienza e fede sottendeva anche tante evoluzioni di Coltrane, tante espressioni matematiche affollavano le copertine dei dischi di Braxton, più recentemente anche Steve Coleman ha esplorato a lungo queste vie, ma qui l’approccio appare in qualche modo più freddo e le sventagliate chitarristiche ricordano semmai a chi scrive lo stile di un Allan Holdsworth.
E’ lo stesso Tom a confidarci nelle liner notes: “Sono idee affascinanti che l’uomo studia dall’antichità, da Pitagora a Leonardo Da Vinci. Esplorare questi aspetti spiritual/matematici, con tutte le infinite implicazioni di tutti i giorni ha cambiato del tutto la mia prospettiva sulla musica, ed il modo di viverla”.

Questo “Spirit Science”, splendidamente inciso dalla piccola label texana Destiny Records che ha curato anche i video in studio che vi proponiamo, risale al maggio 2019, quindi prima della pandemia, ed è curioso guardare oggi al messaggio che il disco cerca di veicolarci fin dalla copertina: in un momento storico in cui la maggior parte dell’umanità confida nella Scienza per essere tratta in salvo, occorre guardare anche alla sacra geometria che la sottende ed il pugno di composizioni che fluisce senza soluzione di continuità evoca forme primarie ed essenziali in continua combinazione: spirali (“Platonic Solids”), cerchi (“Two Circles”), strutture in 3D (“The Trion Re”), cubi (“Metraton’s Cube” con un Ben Wendel in grande spolvero). Prosaicamente, e dopo aver riposto nel capanno la falce con cui abbiam provato a far sbilenchi cerchi nel grano, ci sentiamo di aggiungere che un ascoltatore potrebbe anche ignorare tali suggestioni e godersi un’ora di jazz decontratto e versatile di ottimo livello.

(Courtesy of AudioReview)

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