ARP Quintet: una piccola gemma di 35 anni fa

Ciclicamente propongo bootleg, album fuori catalogo o piuttosto “antichi” tanto da rendere la loro reperibilità impossibile o decisamente difficile. In questa operazione di recupero mi avvalgo di alcuni blog specializzati in questo tipo di operazioni. Già in passato mi sono avvalso del lavoro di Verso La Stratosfera (che ringrazio), uno spazio dedicato prevalentemente a rock e al progressive ma con un occhio attento verso il jazz italiano.

Ecco quindi un quintetto che comprende musicisti ancora oggi sulla cresta dell’onda, sia per le attvità individuali che per le collaborazioni, e credo che il recupero di questo album possa riscuotere l’interesse di molti. Riporto gran parte del post originale e invito alla visita del blog. Ne vale la pena.

La scarna discografia del quintetto comprende due soli album, “Tango-Ing” del 1984 (mai ristampato) e questo “Gomma arabica” del 1986, ristampato in CD dalla Fonit Cetra nel 1990.

Claudio Angeleri – piano
Paolo Dalla Porta – basso
Christian Meyer – batteria, percussioni
Tino Tracanna – sax
Martin Dietrich Wehner – trombone

Recensioni by Pietro & Pasquale Santoli

Disco di jazz, prodotto da Pasquale Santoli per RadioTre -un certo discorso- nel 1986;distribuito dalla Fonit Cetra nella collana Italian Jazz Club n° catalogo IJC 006. Un’epoca d’oro per i giovani jazzisti italiani, che seppero imporsi ben oltre i confini nazionali, diventando – in alcuni casi – vere e proprie star del firmamento jazz europeo ed internazionale. Piacerà sicuramente agli appassionati del genere, in particolare agli amanti del trombone, strumento, a mio avviso, troppo spesso sottovalutato. Nella formazione (stellare) noterete il futuro batterista di Elio e le Storie Tese. Vi lascio alla recensione del produttore, riportata nel retro del LP, e a modalità (oggi sicuramente desuete) di presentare dettagliatamente il prodotto musicale, quasi fosse la prefazione di un libro.

Claudio Angeleri

“Il percorso d’ascolto di ogni disco è, nelle norme, quello solo apparentemente meccanico, dello spostamento ondulatorio e orizzontale del pick up sul vinile secondo l’ordine, solo apparentemente discografico, delle facciate dei brani. Ora, lasciando ad ogni ascoltatore la libera facoltà di organizzare a proprio gusto la sequenza dei cinque brani contenuti in questo LP dell’ARP QUINTET, sia consentito un modesto, intuitivo, suggerimento: ascoltiamolo rispettandone la scansione originale, ma cerchiamo di annullare i silents grooves tra un brano e l’altro. Questo piccolo sforzo di fantasia, o, se si vuole, di collaborazione, potrà certamente proiettare, almeno a livello intuitivo, come sé detto, il nostro immaginario in quello proposto e offerto dal quintetto. E se decidessimo di non limitarci ad un ascolto per risonanze, e alle sue connotazioni aggettivali, risulterà ancora più evidente, una volta eliminate quelle superflue corone mute, la caratteristica fondamentale delle composizioni di Claudio Angeleri: esse fanno parte di un unico progetto, e, nel loro insieme, potrebbero costituire una suite organicamente strutturata in cinque movimenti. Certo questa suite “bergamasca” non rispetta fedelmente i canoni compositivi della tradizione classica, dal tono sempre eguale nei diversi movimenti al loro numero e disposizione. Il colto musicologo inorridirebbe anche se solo volessimo alludere con un ragionamento paralogistico alla forma sonata. Tuttavia siamo ben decisi a tenere il punto. Il progetto che anima l’Arp Quintet è essenzialmente di natura compositiva ed è questo principio la cellula organica che informa ogni processo linguistico musicale di crescita, di sviluppo e di vita della identità artistica del gruppo: dalla sequenza dei brani e dal loro ordine formale, alla struttura di ogni singolo brano, alla ricerca timbrica e ritmica alla funzione esecutiva e al ruolo creativo di ogni singolo musicista.

Tino Tracanna

In questo disco CLAUDIO ANGELERI, pianoforte, TINO TRACANNA (sassofonista noto per le sue collaborazioni con Franco D’Andrea) e il trombonista californiano MARTIN DIETRICH WEHNER, sono affiancati da una ritmica affiatatissima: PAOLINO DALLA PORTA (uno dei più quotati contrabbassisti della scuola jazzistica italiana) e CHRISTIAN MEYER, un giovane talento della batteria. Le qualità solistiche individuali, sia tecniche che creative, di questi musicisti si inseriscono con assoluta naturalezza nelle linee compositive dei cinque brani di CLAUDIO ANGELERI: GOMMA ARABICA, LUNGO SOGNO, SPIZZ. MARACATÙ, SIX BY FOUR. Arredi musicali di finissima classe per architetture sonore lucidamente e sapientemente costruite”.

Potete scaricare l’album qui: Link

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