L’imperfezione del trio: Roberto Gatto

IMPERFECT TRIO

ven 16 luglio 2021
Orr 21:00

Morbegno
Chiostro dell’Auditorium S. Antonio

IMPERFECT TRIO – Roberto Gatto, batteria –  Marcello Allulli, sax tenore –  Pierpaolo Ranieri, basso elettrico


Il mio secondo impatto con il festival valtellinese è di gran lunga più in sintonia rispetto al concerto precedente. La formazione elettrica di Gatto ha una concezione moderna del jazz, dando ampio spazio alle improvvisazioni in una miscela di suoni, rumori, sequenze elettroniche. ImperfecTrio nasce da un’idea di Roberto Gatto e dalla stretta collaborazione con Pierpaolo Ranieri, con cui diede vita, diversi anni fa, al Perfect Trio.

La scorsa estate, al festival di Lecco, ho avuto modo di ascoltare il trio di Gatto con Alfonso Santimone al pianoforte invece di Marcello Allulli al sax, e debbo dire che, pur cambiando lo strumento solista, il groove e l’impatto del trio sono rimasti immutati. Stessa perfezione formale, approccio sia al materiale proprio che altrui costruito con eleganza, ritmo e idee. Per non parlare della caratura solistica del leader, assurto da tempo nell’Olimpo dei migliori musicisti sul suo strumento, e non solo nel contesto nazionale.

L’esigenza e l’amore per la ricerca nell’improvvisazione jazz contemporanea, hanno portato Gatto e Ranieri all’incontro con il sassofonista romano Marcello Allulli, dando vita ad un nuovo progetto. L’Imperfect è una formazione elettrica con una concezione moderna del Jazz, con ampio spazio alle improvvisazioni in una miscela di suoni, rumori, sequenze, armonie e altri oggetti elettronici. Anche se, va detto, l’uso del laptop e deIle basi preregistrate è stato poco invasivo ed in definitiva del tutto ininfluente.

I tre musicisti offrono una lettura personale e decisamente originale di alcune composizioni della tradizione del jazz, riscoprendone la freschezza in una direzione completamente nuova. All’interno del progetto troviamo anche brani composti dai musicisti del trio: “Bonanza” di Roberto Gatto, “Black” di Pierpaolo Ranieri che ben si fondono con la bellissima iniziale Mopti di Don Cherry , The Mooche di Duke Ellington e l’emozionante Don’t stop the carnival, che Sonny Rollins ha reso indimenticabile, proposta come primo bis.

Il concerto è durato poco più di un’ora in un Auditorium dove il distanziamento sociale ha solo mascherato una affluenza non entusiasmante. Peccato per gli assenti, il trio di Gatto è una delle migliori realtà musicali della scena italiana e la serata lo ha ampiamente confermato.

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