Carla Marciano: me and Mr. Hermann

Bernard Herrmann (1922/1975) è stato un compositore e direttore d’orchestra statunitense di origini ebraico russe, uno dei più grandi autori di colonne sonore per il cinema, presente nei film di Alfred Hithcock, Francois Truffaud, Martin Scorsese, Brian De Palma e Orson Welles. Fra i film più celebri commentati dalle sue note figurano “La congiura degli innoccenti”,” Marnie”, “L’uomo che sapeva troppo”, “La donna che visse due volte”, “Intrigo internazionale”, “Psyco” (con il celebre ostinato di violini nella scena della doccia) e “Faranheit 451″.

Carla Marciano è una sassofonista e compositrice, diplomata in clarinetto classico presso il Conservatorio di Musica di Salerno, specializzata nell’uso del sax alto e del sopranino, molto apprezzata dalla critica europea per le doti strumentali e compositive espresse alla guida del suo quartetto con Alessandro La Corte al pianoforte, Aldo Vigorito al contrabbasso e Gaetano Fasano alla batteria.

Alle spalle quattro album dai primi anni 2000 ad oggi, con l’esordio dedicato a Coltrane “TRANE’S GROOVE” (DDQ) del 2002, ed i due seguenti per la storica etichetta Black Saint di Giovanni e Flavio Bonandrini, nel cui catalogo figura fra i pochi artisti italiani, “A STRANGE DAY”, del 2005, incentrato su composizioni originali, e“CHANGE OF MOOD” prodotto nel 2008, quindi il “live” in studio“STREAM OF CONSCIOUSNESS” pubblicato dall’etichetta romana Alfa records.

Il suo ultimo cd “Psychosis – Homage to Bernard Hermann“è uscito lo scorso anno per la etichetta olandese Challenge records e, anche se con un certo ritardo, ci pare opportuno raccontarlo, anche per documentare un importante tassello dell’attuale panorama nazionale del jazz.

Per introdurre il lavoro ci affidiamo direttamente alle parole dell’autrice : “Questo album è il mio omaggio di cuore ad uno dei più grandi geni delle colonne sonore, Bernard Hermann, la cui musica mi catturò fin da piccola, E’ stato molto interessante arrangiare ed adattare per un quartetto jazz alcuni dei temi più famosi delle colonne sonore scritte da Hermann per film famosissimi – tutti thriller psicologici, da cui il titolo Psychosis – . Le composizioni sono state trattate nel pieno rispetto degli originali, lasciando intatta la bellezza delle melodie e, nello stesso tempo, creando nuovi spazi di improvvisazione nella vena del nostro quartetto.Questa scelta ci ha anche permesso di crescere nel nostro viaggio musicale lungo fino ad oggi cinque albums, ed a me di mantenere il linguaggio improvvisativo viscerale e sempre aperto ai rischi che è espressione della mia identità emotiva spirituale ed esistenziale, indagata senza compromessi e guidata da un forte desiderio di ricerca e sperimentazione. Considero le emozioni scaturite dalla musica di Hermann e dai films cui essa è collegata, un magnifico dono, e spero di essere riuscita a ringraziarlo con questo lavoro davvero sentito“.

Missione pienamente compiuta, verrebbe da dire dopo il ripetuto ascolto dell’album, composto da alcune celeberrime pagine musicali di Hermann tratte da film altrettanto famosi, come “La donna che visse due volte” (“Vertigo”), “Marnie”,“Psycho”,“Taxi driver” “Nervi a pezzi” (“Twisted nerve“, film del 1968 di Roy Boulting), rielaborate con un approccio che coniuga rispetto e creatività, riservando a tutti i musicisti spazi ed occasioni per improvvisare, ed offrendo un’ eloquente riprova delle straordinarie capacità di fraseggio ai saxes di Carla Marciano, che richiamano quelle dell’ultimo John Coltrane. Il suo eloquio torrenziale e viscerale, capace di infiammare, nel vero senso della parola, i propri interventi solisti, è la caratteristica che, in prima istanza, colpisce maggiormente; in realtà “Psychosis” con gli ascolti acquista spessore anche per il suo carattere di prova collettiva, laddove il quartetto riesce ad elaborare e ricostruire la propria identità nel confronto con materiale così noto ed autorevole, oggetto di una passione che dalla leader si percepisce avere coinvolto tutti. Il pianoforte e le tastiere di Alessando La Corte, marito della Marciano, svolgono un essenziale ruolo strutturale evidente in tutte le tracce, con obbligo di citazione per alcune introduzioni soliste e per la creazione del groove che incornicia il tema dalla saga di “Harry Potter”, inserito in coda quale additional track, in omaggio al compositore John Williams. Il tenace pulsare del contrabbasso di Aldo Vigorito, protagonista anche del solo che unisce le due sezioni tratte da “Vertigo“, e la duttile batteria di Gaetano Fasano, completano il quadro d’insieme in piena aderenza alla scelta stilistica del quartetto, in equilibrio fra spartito e libertà. Molti i momenti da citare, dall’iniziale distesa versione del tema di “Taxi driver ” di Martin Scorsese, all’emozionante rilettura del tema di “Marnie“, intervallata da sincopi ritmiche che aprono la via ad una sezione ritmicamente accentuata e condotta dal pianoforte, seguita dal solo del sax. Quindi “Twisted nerve” aperta da un brano improvvisato spruzzato di elettronica, le due parti di “Vertigo“, con il celebre tema che il sax della Marciano fa volare altissimo. Ed infine “Psyco”, otto minuti che riassumono lo stile del quartetto: introduzione del pianforte labirintica ed inquietante che sfocia nel celebre ostinato di archi, quindi un susseguirsi di parti tematiche che alternano tensione e distensione fino al rabbioso solo del sax, seguito da quello di una batteria che pare esplorare le deviazioni mentali di Norman Bates. Insomma, un pò come essere al cinema con la pelle d’oca davanti ad un classico del vecchio Hitch.

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