Cambiare musica, mission impossible?

Oramai solo per curiosità dò sempre uno sguardo al concertone del 1° maggio, e come sempre trovo un pubblico di giovani, che, ammesso abbiano un lavoro, difficilmente sono sindacalizzati. Curiosa questa manifestazione della triplice che ogni anno si rivolge ad un bacino di utenza che raramente è il proprio.

Vabbè, noto come consuetudine i presentatori che urlano, i musicisti che appena arrivano sul palco lanciano un inevitabile “Ciao Roma”, ma soprattutto è evidente la pochezza della proposta musicale alla quale peraltro ci siamo abituati con il tempo, anzi, da osservatore esterno e distratto, ho la sensazione che ogni anno vada peggio….

Ricordo come nei primi anni il Concertone fosse comunque un appuntamento appetibile, certo non tutto era dello stesso livello, ma era possibile trovare buona musica a prescindere dal genere. Basta dare un occhiata al manifesto del 1992, la differenza è abissale.

Ogni anno la storia si ripete, diventa imbarazzante dire qualsiasi cosa a commento. Davanti al televisore cerco di calarmi nella piazza che ascolta. Vero che la musica funge solo da colonna sonora nella vita della maggioranza delle persone giovani, e la quasi totalità degli “artisti” si dimentica prima ancora che finiscano di esibirsi, ma se il concertone funge da cartina di tornasole degli umori, dei gusti, delle aspettative e dei valori dei nostri ragazzi, ebbene, non siamo messi troppo bene, così come d’altronde il nostro paese.

Parrebbe che tutto ciò che esce dalla TV, musica, politica, politici, talk show, spettacoli in prima serata, sia rigorosamente all’ insegna del puro dilettantismo, del teatrino sempre uguale a se stesso, della disinformazione e della malafede. Ma non c’è da preoccuparsi, va tutto bene, avanti il prossimo “cantante”!

Ecco, se proprio si volesse cambiare musica si potrebbe per l’appunto cominciare dalla musica. E già non sarebbe poco….

2 Comments

  1. Ti commento da vecchio delegato sindacale: quella roba lì non c’entra niente con il lavoro, non trasmette che rare volte qualcosa di condivisibile. Pezzi consistenti di questa kermesse sono in chiaro conflitto coi valori del Primo Maggio. Ora, non dico di chiamare sul palco Pino Masi, ma almeno si faccia della coerenza una quinta scenografica essenziale. Certo, si perdono ascolti, ma quelli che rimangono poi diventano assai più solidi.

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    1. Inutile dire che sono d’accordo. Non capisco il nesso tra sindacato e musica (si fa per dire) di consumo. Già molti anni fa speravo e chiedevo che invece del Concertone si organizzassero piccoli eventi in molte città e cittadine, con protagonisti più consoni ai valori di solidarietà e impegno

      . Oltretutto si risparmierebbero molti soldi, ma mi rendo conto che ormai conta solo l’immagine e a quella tutto si sacrifica. Anche il buon senso e la buona musica.

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