Heat on – 150 Swirl (Cuneiform records)

Mi piace che i bordi della musica siano ruvidi. Con questo gruppo amo scrivere parti intricate ed intercambiabili, ma anche lasciare spazio per le sorprese quando ci allontaniamo da ciò che è scritto sullo spartito“.

Una bella introduzione autografa per il secondo capitolo del quartetto multigenerazionale diretto dalla batterista ventottenne di Chicago Lily Finnegan, con il veterano tenorista Ed Wilkerson Jr , l’ altoista Fred Jackson Jr. ed il bassista Nick Macr.

Dopo un esordio dedicato esplicitamete alla scena di Chicago, all’ AACM ed al disco “Special Edition ” (1979) di Jack De Johnette, con David Murray Arthur Blythe e Slip Warren, Finnegan, un passato nella scena punk ed un presente da artista emergente del panorama d’avanguardia della città del Michigan, già collaboratrice di James Brandon Lewis, Bill Orcutt, Kris Davis e titolare di un double drum quintet che comprende il batterista AACM Vincent Davis, nonchè prossima a realizzare un progetto con Marylin Crispell, sembra avere progettato “150 Swirl” con l’intento di rappresentare la varietà di interessi che riflette i diversi aspetti della sua personalità.

La musica mantiene la filigrana sgranata e l’impronta ruvida dei brani dell’esordio, con i due saxes protagonisti sulla perentoria spinta ritmica della batteria e del basso, ma il panorama complessivo risulta simile ad un manifesto di spunti che hanno intersecato la pur breve carriera della batterista.

Il brano di apertura firmato da Finnegan “Same Old Velvet,” contiene una duplice dedica, al jazz club Velvet Lounge , epicentro della scena free del midwest attivo fino al 2019, ed al sassofonista Fred Anderson : inizia in modo astratto per acquisire nello sviluppo un’energica e compatta spinta swing con il clarinetto di Wilkerson e l’alto sax di Jackson. “E’ ispirato a Roscoe Mitchell ed Henry Threadgill, con elementi del loro lavoro usati come fossero i colori sulla tavolozza di un pittore” , spiega la Finnegan.

Il programma alterna quindi le serrate meccaniche di “Eighty Too”, base ritmica metronomica e fiati che intrecciano frasi in logica geometrica con richiami allo stile di Steve Coleman, una “For H-Park,” che si apre sul solo di batteria generativo di un groove dal sapore afro cubano sul quale i fiati danzano in equilibrio fra melodia e libertà, per giungere, con “Lipstick Criminal Moonlight”, ad una esplorazione complessa che coniuga un ostinato e perentorio tema, una sezione free che non smarrisce l’energia ritmica di fondo, ed una successiva discesa verso la dimensione più meditativa percorsa dalle scure risonanze del contrabbasso.

Lovebird Nextdoor” è una ballad che evoca terreni cari a Charles Mingus: il passo è felpato e gentile con grande e raffinato lavoro del sax e qualche cesura ritmica ad interrompere e contraddire il rilassato clima generale .

Il panorama si completa con “Drift, Flip, Spiral-Like”,con la sapiente regia ritmica della leader che conduce la band dal Brasile a geografie astratte fino ad un energico vorticoso giro finale , e con la conclusiva “Rubber Rose“, un gioco dialogico nel quale i clarinetti di Jackson e Wilkerson, ed il basso elettrico e la batteria, impegnati in cangianti figure ritmiche, sembrano percorrere sentieri paralleli mantenendo una vigorosa ed imprevedibile coerenza complessiva.

Segnalata come giovane musicista emergente nell’ambito del programma Next Jazz Legacy / New Music USA, creato da Terri Lyne Carrington. insieme a Moor Mother ed alla pianista Marilyn Crispell, la Finnegan è attiva in diversi ruoli nel campo della società, della cultura e della musica contemporanea, organizzatrice di festivals e membro della cooperativa di musicisti Catalytic Sound: tutte attività che sviluppa in un rapporto continuo con la tradizione e la storia .

Sono stata benedetta da grandi mentori, persone che mi hanno aiutato a diventare curiosa per tutti questi stili e storie differenti,

Fra i tanti ispiratori diretti non manca di citare Alison Miller, la batterista del gruppo Artemis.

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