Le ragioni di un amore

  • My love and I”, scritta come colonna sonora del film “The Apache” dal grande compositore David Raskin, è una delle mie canzoni favorite di tutti i tempi. La ascoltai la prima volta, prima di vedere il film, su un LP dei primi anni ’60 di Coleman Hawkins, “Today and now”, registrato allo studio di Rudi Van Gelder nel 1962. La canzone, intitolata “Love song from Apache” aveva una melodia e degli accordi molto profondi, ed era perfetta per Hawkins, il cui tenore aveva un suono di grande profondità. La sua versione mi ispirò a suonarla. Lo incontrai al Village Vanguard dove suonava con il suo quartetto, e, poco più che ventenne, mi presentai per dirgli quanto lo ammiravo e quanto mi sarebbe piaciuto suonare con lui. Suonai il pezzo per la prima volta sul cd del mio Quartet West “Always say goodbye”, registrato nel 1993 con Eernie Watts al sax, Alan Broadbent al piano e Larance Marable alla batteria, e l’accompagnamento degli archi. Abbiamo fatto seguire alla nostra versione quella di Coleman Hawkins, in modo che si potesse percepire che cosa del pezzo originale mi aveva ispirato. Lavorando al successivo album del quartetto, “Sophisticated ladies”, chiesi all’amico musicologo Rick Starr di cercare se fossero disponibili le liriche del brano, perché non riuscivo a trovarle, ed ero sul punto di chiedere agli eredi di David Raskin se potessi commissionarne di nuove, quando Rick trovò i testi in qualche baule dimenticato, e la più grande sorpresa fu che erano state scritte niente di meno che da Johnny Mercer. Che scoperta! Con mia moglie Ruth abbiamo pensato che Cassandra Wilson fosse la cantante più adatta per il brano, che compare completo con le parole per la prima volta su quel disco” (Charlie Haden 2011)

“My love and I” compare, insieme ad altri cinque standards come “Au Privave” di Charlie Parker, “My Old flame” resa celebre da Miles Davis, “What’ll i do” di Irving Berlin , “Long ago and far away” ed “Everything happens to me “ che evocano interpretazioni di Chet Baker e Bill Evans, sul cd edito quest’anno dalla Impulse “Long ago and far away”, a nome Charlie Haden e Brad Mehldau.  Si tratta della testimonianza del primo incontro in duo fra i musicisti, avvenuto nel 2007 al festival Enjoy jazz di Manheim, in Germania, circa dieci anni dopo le collaborazioni che avevano incluso anche Lee Konitz. Ogni brano del disco è dilatato in lunghe e raccolte esplorazioni nelle quali il rispetto per la parte tematica si concilia con la libertà di un dialogo fra piano e contrabbasso che assume la dignità di vera poesia in note. Se dedicate a questo disco un ascolto attento, l’unico possibile, vi sentirete quasi degli intrusi davanti a tanta intimità, e la sua durata, fino alla sospensione del solo finale del pianoforte, vi terrà immobilizzati, quasi che un solo movimento possa spezzare l’incantesimo.  Non ci avesse regalato tanti capolavori il jazz, basterebbe questo disco a far nascere un amore.

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