Dentro al Brasile con Gabriele Mirabassi

Il clarinetto di Gabriele Mirabassi è protagonista di due opere recentemente comparse sul panorama discografico nazionale appartenenti ad ambiti profondamente distinti, a testimoniare l’ampio raggio di interessi e la vastità di linguaggi padroneggiati dal musicista umbro, giunto, dagli iniziali studi classici ed attraverso quel particolare jazz cameristico “letterario” inventato in casa Egea, a trovare la propria collocazione, forse definitiva, nel cuore della cultura musicale brasiliana. Su “Blend Pages” del giovane pianista Enrico Zanisi, un’opera di stampo classico contemporaneo nella quale sono avvertibili gli echi degli autori che hanno influenzato il titolare, da Bartòk a Sostakovič fino a qualche suggestione di Michael Nyman o Sakamoto, la voce di Mirabassi sparge le non abbondanti …tracce di jazz, con il proprio clarinetto, protagonista di alcune sortite soliste (“Chiari”, Danse des arbres”, Resonare”, Few things left”), squarci di espressività in un lavoro dai densi e cangianti umori e dalle strutture complesse, condotto da un ensemble che include le percussioni e live electronics di Michele Rabbia ed il quartetto d’archi Quatuor IXI. “Nitido e obscuro” è, invece, l’ennesima incarnazione di un modulo molto caro a Mirabassi, ovvero il duo acustico con chitarrista, già proposto negli anni passati in compagnia di Guinga in “Graffiando vento” e di Sergio Assad in “Velho retracto”. In questo live registrato davanti ad una platea di pochi fortunati presso la cantina Venica &Venica di Dolegna del Collio nel giugno 2017 e pubblicato da CAmJazz, Mirabassi è affiancato da un compagno ormai consolidato come Roberto Taufic, titolari entrambi di “Um Brasil diferente”(Dodici Lune 2014), ed in trio con Cristina Renzetti, del progetto Correnteza. Anche qui il Brasile è protagonista pressochè assoluto, con dieci brani di grandi autori come Toninho Horta, Chico Barque, Guinga e Pixinguinha, e due originali a testa fra i musicisti in azione fra le botti di vino. Scorrendo fra i suoni splendidamente immortalati dalla registrazione di Stefano Amerio ci si stupisce della vastità del panorama di emozioni creato da una chitarra acustica ed un clarinetto, un’economia di mezzi che diventa occasione per spaziare anche fra i generi con grande disinvoltura. In quest’ora di musica passerete dall’intimità (“ Ao amigo Tom” di Marco Valle” interpretata quasi con un senso di pudore, la delicata “Francisca” di Toninho Horta), a scosse ritmiche nervose e funky (“Nitido e obscuro”, la frizzante “Assanhado”, “Subindo a Cantareira”), dalla malinconia di un “Choro Mineiro” e della splendida “Sinha” di Barque/Bosco, al virtuosismo carico di gioia di “Falacao” e di “Um a zero”, fino al compendio di tutte queste emozioni contenute in due brani di Guinga “Igeja da Penha” e “No na Garaganta”, che sembrano scritte per le immagini. In “Donna Ornella”, Mirabassi riesce poi nell’impresa di fondere in due minuti una fiaba mediterranea con il jazz, lanciando in orbita il suo clarinetto. Più volte il musicista ha spiegato il proprio percorso di avvicinamento e fascinazione per la musica brasiliana, in particolare per il repertorio popolare distante dallo spirito “da cartolina” di tante composizioni universalmente note, che lo ha condotto, qualche anno fa, ad insegnare presso l’Oficina di Musica Popular Brasileira di Curitiba, e ad esibirsi come solista e compositore con l’omonima orchestra ( esperienza documentata dal cd e dvd “A testa in giù” (Egea 2013) . In “Nitido ed obscuro” c’è un’ulteriore dimostrazione e spiegazione di questo suo amore, aperta a tutti coloro che vogliano provare a condividere.

belnd

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