Un trio formidabile: The Fred Hersch Trio ’97, @ TheVillage Vanguard

Fred Hersch dopo ventuno anni decide di dare alle stampe, sempre per la fidata Palmetto Records, questa piccola perla rara che lo vede insieme ad uno dei suoi trii più interessanti: Drew Gress al contrabbasso e Tom Rainey alla batteria. La voglia di comporre un trio dalle rare doti telepatiche è forte ed il pianista di Cincinnati attende per raggiungere la perfezione. Il risultato è assolutamente ineccepibile. Unico live di questa formazione che ritroviamo solo in due precedenti registrazioni: Dancing in the Dark del 1993 e Plays del 1994. La scelta dei brani è sapientemente oculata, si parte con lo standard Easy To Love in cui la gioia passionale del pianista si dispiega manifestando sensibilità ed una folgorante tecnica della mano sinistra, Drew Gress accompagna in maniera forte e decisa, dal canto suo Rainey pare il più adatto a giocare con gli standard, musicista versatile propenso al gioco ed al rischio, si mantiene in un equilibrio instabile pronto a decostruire la struttura dello standard. My Funny Valentine si apre con un lungo solo introduttivo del piano che toglie al brano ogni aura di sentimentalismo (o pathos esasperato), Rainey lavora producendo un tappetto ritmico che tende a conferire al brano il dinamismo che non ci si aspetterebbe, il contrabbasso interviene dopo appena tre minuti dall’inizio del brano con un lungo assolo affossando definitivamente ogni manifestazione di lirismo. Vince il concetto di sottrazione anziché la voglia di gonfiare con esagerata soggettività il brano.

Evanessence, scritta da Hersch, è un sentito omaggio a Bill Evans che si apre immediatamente con il tema esposto all’unisono da contrabbasso e batteria: l’omaggio al trio evansiano, ed in particolare al contrabbassista Scott LaFaro è evidente: il contrabbasso abdica dalla pura scansione ritmica per dialogare alla pari con gli altri strumenti.

Swamp Thang è un blues, composto da Hersch, che pare voler giocare con le trame ritmiche esaltando il binomio piano/batteria, il brano si scalda man mano in un climax di estatica tensione. Segnaliamo in ultimo la fantastica versione di You Don’t Know What Love is, Rainey apre la traccia muovendosi con grande velocità sul piatto del ride, ed interviene quasi raddoppiando il tempo del giro melodico di apertura di Hersch e si mantiene leggero e swingante per tutto il brano.

Un live che non accusa i segni del tempo e che segna l’ennesima conferma della grande sensibilità di questo artista in cui si riflette tutto il suo gravoso vissuto personale.

Nicola Barin.

http://fredhersch.com/

 

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