Luci a San Siro…..

Il blues di Milano, colto dal grande Berengo Gardin…
Parlando di jazz a Milano, chissà come mi è venuta spontanea questa associazione…. freudiana, direi; ragion di più per non perdere occasione per segnalare quel che si muove.
Ah Hum Jazz Festival. Questa è una ‘ragione sociale’ quasi storica nel panorama milanese, dal momento che i suoi inizi risalgono ai primi anni 2000. La manifestazione ha però cambiato pelle negli ultimi anni: da vero e proprio festival programmato per la metà di maggio con l’intendimento di fare da vetrina a giovani gruppi italiani (spesso partecipati però da musicisti già navigati nella veste di chaperons) nell’accogliente e stimolante cornice del quartiere Isola di Milano (che per l’occasione schiuse molti siti decisamente affascinanti per far musica, uno per tutti la Fonderia Napoleonica), ora si è virato verso una vera e propria stagione, che prevede date distanziate nel tempo più tradizionalmente ospitate in teatro. E qui risorge il legame con l’Isola, dal momento che il palcoscenico scelto è quello della gloriosa Sala Fontana, che talvolta affianca alla programmazione teatrale occasioni di ascolto musicale. Il cartellone prevede per il 5 febbraio il Trio Bobo (Christian Mayer, Nicola Fasani ed Alessio Menconi), formazione orientata verso il jazz elettrico con venature funky.
Si prosegue il 17 aprile con Patrizia Laquidara, la cui voce sarà sostenuta da una formazione in cui prevalgono strumenti elettrici ed elettoniche; verrà presentato un nuovo disco della cantante siciliana di nascita e veneta d’azione, che già vanta un carnet di esperienze molto diversificate sia in campo musicale (canzone d’autore, musica brasiliana, tradizione dialettale veneta …) che in campo cinematografico.
Ultimo appuntamento quello del 16 maggio con Peppe Servillo, già voce degli Avion Travel, che nell’occasione sarà sostenuto da due argentini come Javier Girotto al sax soprano, baritono e flauti e Natalio Luis Mangialavite al pianoforte e tastiere, entrambi vantano lunga militanza musicale in Italia, anche nelle retrovie della grande musica leggera. Maggiori dettagli QUI .
Atelier Musicale. La tradizionale rassegna organizzata presso l’Auditorium Di Vittorio della camera del Lavoro di Milano sabato prossimo 9 febbraio alle 17:30 andrà in trasferta presso il Salone degli Affreschi della Società Umanitaria (Via San Barnaba 48, Milano, alle spalle del Palazzo di Giustizia). Il trio formato da Andrea Dulbecco al vibrafono, Nicola Angelucci alla batteria e Paolo Recchia al sax proporrà un programma decisamente molto intrigante: “Il Jazz a Milano dal dopoguerra agli anni ‘60”, un periodo in cui veramente la metropoli lombarda era la città italiana che viveva il futuro dieci anni prima ed il jazz era parte importante di questo slancio. Il repertorio è stato scelto con cura ed offre opportunità d’ascolto decisamente rare per tutti, ed addirittura uniche per i jazzofili più giovani, che difficilmente avranno avuto modo di avvicinare anche solo su disco Oscar Valdambrini, Eraldo Volontè, Piero Umiliani (fiorentino, ma molto ‘suonato’ a Milano), Gorni Kramer e giù sino a giungere al Gaslini della ‘Notte’ (assolutamente imperdibile, uno dei risultati più belli ed emozionanti del jazz italiano dei primi anni ’60) ed a toccare con un giovanissimo Franco D’Andrea addirittura la ‘new wave’ che irromperà sulla scena negli anni ’70. Incredibile ma vero, questo affascinante progetto musicale è stato tenuto a battesimo dal Museo di Arte Moderna di Mendrisio (CH), e questo la dice lunga sull’attuale situazione della musica afroamericana in quella che fu la ‘Capitale Morale’ (e soprattutto intellettuale) del Paese. Profittare quindi senza esitazioni, biglietto €.10,00 più tessera d’iscrizione all’associazione Secondo Maggio, €.5,00 valida per tutta la stagione.
Stagione che nel prosieguo il 23 febbraio prevede un concerto di omaggio alla memoria di Charlie Haden a cinque anni dalla sua tragica scomparsa (qui si ritorna all’Auditorium Di Vittorio). A misurarsi con la musica di questo vero colosso del basso e della composizione jazzistica (anche per grandi organici, indimenticabile la Liberation Music Orchestra capitanata a quattro mani con Carla Bley) saranno Luca Zollo al basso (auguri….), Michelangelo Decorato al piano, Jimmy Catagnoli al sax altro e Nicola Stranieri alla batteria. Anche qui materiale di grandissimo fascino, una bella sfida per musicisti brillanti, ma ancora piuttosto giovani. Ulteriori dettagli sul futuro sviluppo della stagione dell’Atelier QUI
Come in altre occasioni, si raccomanda ‘sostegno militante’, come si diceva ai miei tempi, queste iniziative nascono e vivono tra mille difficoltà ed avversità, la loro unica forza e speranza risiede nella risposta di un pubblico motivato e non distratto. Milton56

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