Nuovo e doppio album per Art Ensemble of Chicago

La più famosa band free (e molto altro ancora) di Chicago celebra quest’anno il suo 50 ° compleanno. Ci mancano  moltissimo Lester Bowie, Malachi Favors e Joseph Jarman ed è normale chiedersi se è possibile che questo leggendario gruppo possa continuare ad esistere quando i suoi tre quinti non sono più tra noi.

Forse, ed è una mia impressione, sarebbe più logico che la band fosse a nome di Roscoe Mitchell, non solo perchè di fatto è lui il faro e la mente creatrice, ma anche perchè AEOC era un gruppo assolutamente paritario, mentre in questa nuova veste è evidente che ci sono sia i membri fondatori che i collaboratori, certamente di altissimo livello ma  diversi e interscambiabili, sia sugli album che nelle diverse tappe dei tour.

Ma, indipendentemente dalle mie riflessioni, Art Ensemble of Chicago esiste ancora e celebrerà un bellissimo giubileo con una lunga tournè e con questo nuovo doppio album che uscirà nei negozi il 26 aprile prossimo.

Quindi Art Ensemble Of Chicago è a tutti gli effetti ancora il  grande profeta della Great Black Music – Ancient To The Future.  I nuovi musicisti chiamati a collaborare sono Nicole Mitchell, Tomeka Reid, Camae Ayewa, Christina Wheeler, Silvia Bolognesi, Junius Paul, Jean Cook, Rodolfo Cordova-Lebron, Hugh Ragin, Fred Berry, Edward Yoon Kwon, Jaribu Shahid, Dudù Kouaté, Enoch Williamson, Titos Sompa and Stephen Rush, che, a parte la nostra Silvia, rappresentano diverse generazioni della scena musicale di Chicago

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We Are On The Edge: A 50th Anniversary Celebration  è dedicato alla memoria dei co-fondatori scomparsi, che non solo hanno co-creato una band di culto, ma in generale hanno influenzato l’immagine di tutta la musica jazz dalla fine degli anni 60 fino al nuovo secolo.

La nuova uscita discografica è composta da due dischi: una sessione in studio e  un live set al Edgefest di Ann Arbor. We are on the Edge: A 50th Anniversary Celebration è esattamente questo, una commemorazione di mezzo secolo di musica magica.

MUSICIANS

Roscoe Mitchell – sopranino, soprano and alto saxophones
Famoudou Don Moye – drums, congas, djembe, dundun, gongs, Congo bells, bendir, triangles, Thai bells, shakers
Moor Mother (Camae Ayewa) – voice, poetry (Disc One #3, 4, 10)
Rodolfo Cordova-Lebron – voice (Disc One #1, 6, 9)
Hugh Ragin – trumpets, flugelhorn, Thai bells
Fred Berry – trumpet, flugelhorn
Nicole Mitchell – piccolo, flute, bass flute
Christina Wheeler – voice, Array mbira, autoharp, Q-Chord, Moog Theremini, sampler, electronics
Jean Cook – violin
Edward Yoon Kwon – viola
Tomeka Reid – cello
Silvia Bolognesi – bass
Jaribu Shahid – bass, tuned brass bowls
Junius Paul – bass
Dudù Kouaté – djembe, tama/talking drum, calabashes, kanjira, whistles, chimes, bells and small percussions (Disc One only)
Enoch Williamson – bongos, congas, djembe, kenkeni, okonkolo, Congo bells, chekeré, shakers, tama/talking drum
Titos Sompa – vocals, congas, mbira, Congo bells, cuica, shakers
Stephen Rush – conductor

 

Studio Disc – 70:33

1. Variations and Sketches from the Bamboo Terrace
2. Bell Song
3. We are on the Edge
4. I Greet You with Open Arms
5. Chi-Congo 50
6. Jamaican Farewell Part I
7. Villa Tiamo
8. Saturday Morning
9. Jamaican Farewell Part II
10. Mama Koko
11. Fanfare and Bell
12. Oasis at Dusk

Live Disc – 70:59

1. We are on the Edge/Cards
2. Oasis at Dusk
3. Chi-Congo 50
4. Tutankhamun
5. Mama Koko
6. Saturday Morning
7. Odwalla/The Theme

 

2 Comments

  1. Prima una domanda pratica: quale coraggiosa etichetta pubblica questo notevole album?
    Poi: saranno cambiate molte cose in questo gruppo, ma aver registrato il live ad Ann Arbor, approdo della reentre’ americana degli Art Ensemble nel 1974 (immortalata in un altro famoso live, “Fanfare for the Warriors” – Atlantic) è un segnale molto forte e preciso. È pur vero che la presenza di Roscoe Mitchell è senz’altro imponente, ma intorno a lui si sta gradualmente stabilizzando un nucleo di nuovi collaboratori fissi che la controbilancia non poco: dal vivo l’apporto strutturale di Ragin è determinante, ed anche la solida tempra di compositrice della Mitchell (ex presidente AACM, tra l’altro) peserà parecchio. Shahid e Paul sono i due bassisti potenti che una quasi big band come questa richiede; mi fa molto piacere vedere Silvia Bolognesi ormai membro di diritto di quests specie di Gotha, tra l’altro dialoga molto bene con la Reid al violoncello. Speriamo di riuscire ad agguantare l’album, purtroppo i canali distributivi odierni sono più precari ed avventurosi di quelli di 30 anni fa. Milton56

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  2. L’etichetta è la Pi Recordings. Rimango dell’opinione che l’AEOC originale, per momenti storici e per la caratura delle personalità, rimarrà ineguagliata. Ciò non toglie che aspetto con curiosità di ascoltare il doppio album e naturalmente auguro alla nuova AEOC lunga vita

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