Joao Gilberto (10 giugno 1931 – 6 luglio 2019)

Joao e Stan Getz:  lontano dalle scene un relazione difficile….

E’ stato uno dei protagonisti della ‘bossa nova’, una musica che ha avuto grandi e frequenti incontri con il jazz. Molto è stato scritto riguardo agli incontri storici e reali tra i musicisti brasiliani e quelli americani, è rimasta una massiccia documentazione discografica che rispecchia influenze reciproche, che sono proseguite a lungo e sotterraneamente anche molto al di là dell’aurea stagione degli anni ’60. Collaborazioni gratificate anche da successi commerciali non trascurabili, ovviamente da intendersi in modo relativo e circoscritto a fasce di pubblico curiose. Si può però dire che alcuni brani della nuova musica brasiliana hanno avuto una diffusione così pervasiva e planetaria da esser ormai ricompresi nel bagaglio minimo di cultura musicale di due-tre generazioni, quella musica che si assorbe per osmosi dall’ambiente, pressocchè inconsciamente, e si insedia stabilmente nella memoria anche dell’ascoltatore comune e non motivato.

JOAO-GILBERTO

Come al solito, manteniamo il punto: niente marmo, niente ‘coccodrilli’ scongelati.
Vorrei spendere però due parole – molto personali – sulle affinità elettive che segretamente collegano il jazz alla bossa nova di Gilberto, Jobim, Mendes, Lobo e di altri.

Innanzitutto sono entrambe musiche della sottigliezza, che giocano la loro essenza nei dettagli e nelle sfumature. Sono quindi tendenzialmente refrattarie alla retorica, intesa come calcolata amplificazione che presuppone lo scetticismo (se non addirittura il cinismo). Ne discende anche un’inclinazione di fondo all’essenzialità ed all’economia di mezzi: e di questo Joao Gilberto è stato un campione pressocchè inimitabile. Da buon Italiano Critico non mi ci vuole molto a metter in conto a questi due fattori lo scarso radicamento di entrambe le musiche in questione nella nostra cultura di massa. Ciò non toglie che in passsato anche la bossa nova – come già il jazz – sia stata sottilmente sfruttata dalla migliore musica leggera italiana, che vi ha attinto con disinvoltura per impreziosire i propri prodotti con sfondi strumentali che tanto hanno contribuito al fascino di certi grandi successi: pensiamo a tanti sofisticati arrangiamenti delle canzoni di Battisti, od alle vere e proprie cover di Mina.

Adesso abbiamo X-Factor…. badare all’orchestra che accompagna Mina live….

Ora che grazie allo streaming possono esser messe tra parentesi le endemiche difficoltà di reperimento dei dischi di musica brasiliana, dedichiamole qualche attenzione, soprattutto a Gilberto che ora ci ha lasciato dopo una vita lunga ed intensa: la sua chitarra e la sua voce così sottili e sommesse sono un piccolo, silenzioso atto di resistenza a tutto il vuoto e volgare frastuono che ci circonda. Milton56

E’ un frammento, incompleto sì, ma ‘giusto’…..

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